Kevin McCarthy conquista la carica di Presidente della Camera al 15° (storico) scrutinio – Breitbart News

Kevin McCarthy è stato eletto Speaker della Camera dopo la mezzanotte di sabato, al 15° turno di votazioni, a conclusione di un’intensa settimana di negoziati con gli oppositori Repubblicani e di un drammatico venerdì sera ricco di tensioni e di un alterco quasi fisico

Kevin McCarthy ha ricevuto 216 voti, il leader democratico della Camera Hakeem Jeffries 212 voti mentre sei membri Repubblicani hanno votato solo “presente”.

Secondo i registri della Camera, in 163 anni nessuna corsa per eleggere lo Speaker era durata più di uno scrutinio. L’ultima elezione che ha richiesto più di uno scrutinio si è svolta nel 1923, quando per la rielezione dell’allora presidente Frederick Gillett erano stati necessari 9 scrutini.

I circa 20 Repubblicani che hanno votato contro Kevin McCarthy per tutta la settimana – molti dei quali fanno parte del Freedom Caucus della Camera – hanno chiesto vari cambiamenti strutturali ed altri impegni da parte dello Speaker, con l’obiettivo di contenere il potere dalla leadership.

Le loro richieste includevano, tra i tanti punti, l’abbassamento per la presentazione della mozione di sfiducia dello Speaker ad una soglia di un solo membro e l’inserimento di più membri del Freedom Caucus nella commissione per il regolamenti, oltre a nuove disposizioni per l’approvazione del bilancio ed alla promessa di portare in aula le votazioni su alcune leggi.

La deputata eletta Anna Paulina Luna (Repubblicana della Florida) ha stilato venerdì un elenco di alcuni dei punti che gli oppositori avevano richiesto:

A dimostrazione del fatto che i membri si stavano avvicinando ad un accordo, venerdì mattina più della metà degli oppositori ha cambiato il proprio voto in favore di Kevin McCarthy, lasciando la pressione su sei membri che potrebbero far deragliare la leadership di McCarthy se avessero continuato a rifiutarsi di votare per lui.

Questi sei membri, ovvero i rappresentanti Andy Biggs dell’Arizona, Matt Gaetz della Florida, Lauren Boebert del Colorado, Bob Good della Virginia, Matt Rosendale del Montana ed Eli Crane dell’Arizona, hanno votato soltanto “presente” al 15° scrutinio, il che significa che il loro voto non valeva nel conteggio finale, assicurando di fatto a McCarthy i numeri per poter prendere in mano il martelletto.

Questi membri hanno espresso voti contrastanti nel 14° scrutinio, ed alla fine il voto si è ridotto a quello di Matt Gaetz che ha votato solo “presente”, facendo sì che McCarthy arrivasse ad un solo voto dalla vittoria.

Il voto di Matt Gaetz è stato devastante per la Conferenza dei Repubblicani nel suo complesso – nonostante McCarthy avesse fatto progressi in quella tornata – poiché molti membri avevano precedentemente espresso grandi aspettative secondo cui McCarthy potesse ottenere il martelletto già in quello scrutinio. Un membro, il repubblicano Wesley Hunt del Texas, si era persino spinto fino a volare fino in Texas e a dover rientrarea Washington nella giornata di venerdì, dovendo lui e sua moglie prendersi cura di un neonato nato prematuro.

Dopo che Matt Gaetz ha espresso il suo voto, il rappresentante Mike Rogers dell’Alabama è sembrato inveire contro di lui, ma è stato fisicamente allontanato da un altro collega prima di essere portato fuori dall’aula.

Prima della serata clamorosa, i colloqui erano in corso da tre giorni, quando gli oppositori ed i principali alleati di McCarthy, come i deputati Patrick McHenry, e i membri della commissione per i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali, si erano messi d’accordo. Patrick McHenry della Carolina del Nord, Tom Emmer del Montana e Jim Jordan dell’Ohio si sono incontrati a porte chiuse per risolvere i problemi.

Coloro che sono rimasti fermi nel loro voto in favore di McCarthy stavano diventando sempre più frustrati nei confronti di coloro che si erano defilati, sottolineando il fatto che nessuna attività della Camera avrebbe potuto svolgersi, compresa la definizione di regole, l’approvazione di leggi e lo svolgimento di audizioni, fino a quando non fosse stato eletto uno Speaker.

Il deputato Repubblicano Michael Gallagher del Wyoming ed altri veterani del Congresso avevano sollevato mercoledì anche la questione che la sicurezza nazionale sarebbe rimasta in sospeso mentre il posto di Speaker rimaneva vacante.

Giovedì, dopo aver espresso il suo nono voto contro Kevin McCarthy, il deputato Dan Bishop (Repubblicano della Carolina del Nord) ha dichiarato a Breitbart News che, nonostante le pressioni esercitate sugli oppositori come lui affinché fornissero una risposta su chi avrebbero votato se non McCarthy, avrebbe assunto un tono calmo, affermando che fosse in corso una “risoluzione”.

“Molte persone hanno cercato di mettere i membri sulla difensiva… e hanno detto: “Beh, dove si andrà a finire?”. Non c’è motivo di preoccuparsi di dove andrà a finire”, ha detto Bishop. “Finisce quando le persone si riuniscono, finiscono di discutere e di lavorare insieme e di affrontare le questioni difficili per arrivare ad una risoluzione con la maggioranza richiesta che il popolo ha eletto. È una cosa fantastica“.

Patrick McHenry, sottolineando di aver lavorato con Kevin McCarthy durante tutti i 16 anni del suo mandato al Congresso, si è alzato per candidare il leader come Speaker al 14° scrutinio, lodandolo per essere “implacabile” ef aggiungendo: “Quell’uomo non molla“.

Al 15° ed ultimo scrutinio, il deputato Bruce Westerman (Repubblicano dell’Arkansas) si è alzato per candidare nuovamente McCarthy, annunciando tra gli applausi che stava candidando il leader alla ricerca di “un po’ meno chiacchiere e più azione”.

Con l’elezione di Kevin McCarthy, si prevede che l’Assemblea si aggiorni nelle prime ore di sabato mattina per poi votare un pacchetto di regole come prossimo ordine del giorno.


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