Caos nella Camera controllata dai Repubblicani; nessuno Speaker dopo il primo giorno di votazioni – Breitbart News

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Una piccola fazione di Repubblicani ha respinto la candidatura del leader Kevin McCarthy a Presidente della Camera, lasciando vacante la massima carica alla fine del primo giorno del nuovo Congresso

Dopo tre turni di votazione – un precedente storico, dato che in 100 anni nessuna votazione sullo speaker ha richiesto più di uno scrutinio – la Camera si è aggiornata senza uno Speaker e si prevede che le votazioni riprenderanno mercoledì.

Nei primi due turni di votazione, 19 deputati hanno disertato l’appoggio al candidato ufficiale Kevin McCarthy, votando prima per un elenco sparso di candidati alternativi e poi unendosi tutti dietro il rappresentante Jim Jordan dell’Ohio nel secondo turno.

Al terzo turno, tutti i 19 membri più il rappresentante Byron Donalds della Florida hanno votato nuovamente per Jim Jordan, nonostante questi avesse sostenuto McCarthy ed avesse votato per McCarthy nel turno precedente.

Jim Jordan è destinato in questo Congresso a guidare la Commissione giudiziaria della Camera, un gruppo investigativo di primo piano con punti all’ordine del giorno che includono l’esame della possibile politicizzazione del Dipartimento di Giustizia e dell’FBI, la crisi migratoria al confine meridionale, la censura delle grandi aziende della tecnologia ed altro ancora.

Martedì sera, Jim Jordan ha dichiarato di non essere interessato al ruolo di Presidente della Camera, dicendo a Breitbart News: “Sono stato chiaro. Voglio presiedere la commissione giudiziaria”.

Nessuna attività della Camera può essere svolta fino all’elezione di uno Speaker, il che significa che il Congresso rimane in uno stato di incertezza e di stallo. Nessun nuovo membro può prestare giuramento e i membri della Camera non possono stabilire le regole per le procedure, nominare i membri delle commissioni, approvare leggi, tenere udienze od emettere mandati di comparizione. Anche il personale rimane in sospeso.

Kevin McCarthy ha dichiarato martedì sera, secondo quanto riportato da POLITICO, che non si ritirerà dalla corsa e che sta lavorando per vedere se alcuni membri a lui contrari voteranno solamente “presente”, abbassando così la soglia di cui ha bisogno per raggiungere la maggioranza dei voti necessaria per vincere. All’ultimo scrutinio ha ricevuto 202 voti, mentre gliene servono 218.

Kevin McCarthy ha anche detto, sempre secondo POLITICO, di aver parlato con l’ex presidente Donald Trump e che quest’ultimo sta continuando a sostenerlo dopo che Breitbart News ha riferito per la prima volta a dicembre che Trump avrebbe appoggiato McCarthy alle elezioni del presidente della Camera.

Quando ha annunciato per la prima volta il suo sostegno, Donald Trump ha detto che McCarthy “merita un’occasione” e che coloro che si oppongono a lui senza offrire un’alternativa valida stanno “facendo un gioco molto pericoloso”.

Ha fatto riferimento ad uno “scenario apocalittico“, uno scenario improbabile ma possibile in cui i Democratici potrebbero unirsi ai Repubblicani centristi per convergere intorno ad uno Speaker che, come ha descritto Trump, “sarebbe un disastro come lo è stato Paul Ryan“.

Nel frattempo, sul fronte dei Democratici, il leader della minoranza della Camera Hakeem Jeffries di New York si è assicurato tutti i 212 voti dei membri del suo Partito in ognuna delle tre tornate di votazioni.

Le votazioni per la corsa allo scranno di Speaker della Camera dovrebbero continuare a partire dalle 12:00 di mercoledì (ora americana, le 18.00 in Italia).


BreitbartNews.com

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