La ragazza che sta lottando contro l’assistenza “di genere” – Upward News

La ragazza che sta lottando contro l’assistenza “di genere”

L’adolescente Chloe Cole ha fatto causa all’ospedale che l’ha operata per il cambio di sesso

APPROFONDIMENTO | Un’adolescente che si è sottoposta a trattamenti per il cambio di sesso a 11 anni sta facendo causa ai suoi medici, sperando di creare un precedente che renda giustizia ad altri minorenni irrimediabilmente danneggiati da questi trattamenti.

La storia: Chloe Cole ha iniziato a lottare contro la disforia di genere ad 11 anni, dopo aver letto in rete informazioni sull’ideologia del gender. Due anni dopo, i genitori e i medici iniziarono a sottoporla ad una transizione, somministrandole bloccanti della pubertà e testosterone. A 15 anni, Chloe si è sottoposta ad una doppia mastectomia, rimuovendo in modo permanente entrambi i seni.

La causa: Chloe sostiene che i medici e l’ospedale responsabili della transizione non l’abbiano protetta dal trattamento rischioso e sperimentale a cui è stata sottoposta. Sostiene inoltre che gli ospedali non solo somministrino questi trattamenti dannosi ai minorenni, ma che addirittura li promuovano e li pubblicizzino, rappresentando “una violazione dello standard di cura“. Chloe soffre ancora di effetti collaterali psicologici e fisici, come problemi di densità ossea ed infezioni ricorrenti dovute a questi trattamenti.

Il mio obiettivo in questa causa è quello di creare un precedente che cambi il panorama di questi processi barbarici e di creare un percorso per altri per cercare giustizia”, ha detto.

Perché è importante: La maggior parte dei bambini affetti da disforia di genere non è più affetta da questa condizione. Ma trattamenti dannosi, sperimentali e permanenti sono ancora promossi dall’establishment medico e politico, con i cambiamenti di sesso infantili ed il transgenderismo ai massimi storici.

Il quadro generale: Il cambio di sesso dei minorenni non è mai stata una questione così politica. Democratici e Repubblicani sono in guerra su questo tema, con i primi che lavorano per proteggere l’accesso dei minorenni ai cambiamenti di sesso a livello statale e federale, mentre i Repubblicani stanno combattendo la pratica a livello statale.

Il movimento pro-aborto ha fatto man bassa alle elezioni di metà mandato

APPROFONDIMENTO | I Democratici si sono mobilitati per proteggere gli aborti dopo l’annullamento della sentenza “Roe vs. Wade” all’inizio di questa estate.

Cosa è successo: Numerosi Stati hanno aggiunto protezioni costituzionali per l’aborto. In alcuni Stati più liberal, come la California e il Vermont, queste iniziative erano attese, tuttavia, anche negli Stati più conservatori si è votato a favore delle politiche abortive, come il Kentucky ed il Montana, e sono stati i casi più sorprendenti.

Perché è importante: Queste elezioni di metà mandato sono state le più costose di sempre, con una gran parte della spesa nel campo dei Democratici – 320 milioni di dollari – incentrata sull’aborto. In alcuni casi e luoghi, sembra che gli annunci abbiano funzionato e che soprattutto i giovani elettori democratici si siano riversati in massa a favore dell’aborto, frenando la prevista ondata rossa e mettendo in luce una debolezza politica per i Repubblicani.

Stato per Stato

In Michigan, gli elettori hanno approvato un nuovo emendamento costituzionale che crea un diritto alla “libertà riproduttiva”, trasformando lo Stato in un paradiso per gli aborti in pieno Midwest. I legislatori statali non potranno più vietare la procedura.

In California, gli elettori hanno approvato un emendamento costituzionale che dà alle persone il “diritto fondamentale di scegliere di abortire”. I legislatori statali non potranno più “negare od interferire” con l’aborto.

In Kentucky, gli elettori hanno respinto un emendamento che avrebbe impedito ai legislatori di inserire l’accesso all’aborto nella costituzione statale. Ma i legislatori potranno ancora legiferare sull’accesso all’aborto in futuro, pur senza una copertura di livello costituzionale. È da notare che in Kentucky sono attualmente in vigore due divieti di aborto.

In Montana, gli elettori hanno respinto una misura c.d. “born alive” che avrebbe imposto agli operatori sanitari di salvare i neonati nati vivi in qualsiasi fase della gravidanza, compresi quelli che sopravvivono all’aborto.


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