Elezioni di Midterm, cosa è successo in breve

Elezioni di Midterm, cosa è successo in breve

Lo tsunami atteso da Repubblicani e Democratici non si è materializzato. I risultati variano da Stato a Stato, ma i Repubblicani hanno avuto una performance inferiore nelle principali competizioni per la Camera e il Senato.

Senato

Per avere una maggioranza al Senato, i Repubblicani dovevano vincere almeno un seggio senza perderne nessuno. Dato che alla fine ne hanno perso uno (quello della Pennsylvania dove il senatore uscente era il Repubblicano moderato Pat Toomey), i Democratici manterranno la loro maggioranza, indipendentemente dall’esito del ballottaggio del 6 dicembre in Georgia, grazie al voto di spareggio di Kama Harris.

In Pennsylvania, John Fetterman (D) ha vinto contro Mehmet Oz (R) con 4.5 punti di margine.

In Nevada, Catherine Masto (D) ha vinto contro Adam Laxalt (R) con meno di 1 punto di margine.

In Arizona, Mark Kelly (D) ha vinto contro Blake Masters (R) con 5.5 punti di margine

In Georgia: Warnock (D) ed Herschel Walker (R) andranno al ballottaggio previsto per il 6 dicembre.

Camera

I Repubblicani hanno ancora la possibilità di ottenere la maggioranza alla Camera, ma non con il vantaggio sostanziale che ci si aspettava.

Governatori

In Florida, Ron DeSantis (R) ha battuto Charlie Crist (D) con un margine di circa 20 punti.

In Pennsylvania, Josh Shapiro (D) ha battuto Doug Mastriano (R) con un margine di 14.0 punti

In Texas, Greg Abbott (R) ha battuto Beto O’Rourke (D) con un margine di 10 punti.

In Michigan, Gretchen Whitmer (D) ha battuto Tudor Dixen (R) con un margine di 10 punti

In Georgia, Brian Kemp (R) ha battuto Stacey Abrams (D) con un margine di 7.5 punti

A New York, Kathy Hochul (D) ha battuto Lee Zeldin (R) con un margine di 5 punti

Nonostante sia passata una settimana, ancora non si sa chi sarà il prossimo governatore dell’Arizona: Katie Hobbs (D) è, in vantaggio su Kari Lake (R) con circa un 1 punto di margine. È stato scrutinato solo il 93% dei voti.

Caos in Arizona

A poche ore dall’inizio delle elezioni, i funzionari hanno dichiarato che circa il 20% dei seggi elettorali ha avuto problemi con le macchine per il conteggio elettronico dei voti nella Contea di Maricopa, la più popolosa dell’Arizona.

Siamo diventati lo zimbello delle nostre elezioni ed è ora di ripulirle“, ha dichiarato il candidato repubblicano alla carica di procuratore generale Abe Hamadeh.

Ron DeSantis il conquistatore

La Florida diventa uno Stato profondamente Repubblicano: Ron DeSantis aveva vinto di stretta misura la corsa a governatore della Florida quattro anni con un margine di soli 30.000 voti. Martedì, DeSantis ha vinto un secondo mandato con quasi 1,6 milioni di voti ed un vantaggio del 20%, superando le aspettative dei Repubblicani nello Stato.

Un forte ribaltone: Ha persino vinto nella Contea di Miami-Dade, tradizionalmente un distretto fortemente democratico, con un margine di 11 punti.

Sulla scarsa performance dei Repubblicani

Tutti i sondaggi davano uno tsunami per i Repubblicani. Che cosa è successo?

I sondaggi: È chiaro che molti sondaggi di area hanno sovrastimato la performance dei Repubblicani, anche se sono stati più accurati di altri nel 2020. In generale, tutti i sondaggi hanno gonfiato le aspettative verso i Repubblicani, questo perché molte previsioni dei sondaggi fanno la media tenendo conto di tutti i sondaggi disponibili.

Le questioni culturali: Secondo gli exit poll in Pennsylvania, dove si è svolta la corsa al Senato tra Fetterman ed il Dr. Oz, gli elettori erano fortemente motivati dall’aborto. A livello nazionale, nonostante il 31% degli elettori fosse più preoccupato per l’inflazione, il 27% lo era per l’aborto. In Pennsylvania, quindi, gli elettori hanno dato la priorità all’aborto rispetto all’inflazione, 36 a 29 per cento, e il divario è stato ancora più ampio in Michigan. In corse al Senato molto combattute, come la Georgia e l’Arizona, la questione dell’aborto avrebbe potuto vanificare i guadagni dei Repubblicani.

Gli endorsement di Donald Trump: L’ex presidente Donald Trump ha appoggiato molti candidati in queste elezioni. Gli endorsement sono stati considerati perlopiù deboli negli Stati in bilico, dove i Democratici focalizzati sull’aborto si sono scontrati con i Repubblicani MAGA. Tuttavia, candidati come Ron DeSantis hanno dimostrato che i Repubblicani, se sono più orientati a contrastare la guerra culturale, possono eccellere anche senza il sostegno continuo di Trump, una tendenza iniziata con la vittoria del governatore della Virginia Glenn Youngkin lo scorso anno.

Le scelte dell’establishment: Molti hanno messo in dubbio anche le decisioni del leader della minoranza del Senato Mitch McConnell di investire risorse per sostenere la sua alleata storica, la senatrice Lisa Murkowski, contro la repubblicana Kelly Tshibaka in Alaska, o di finanziare lautamente corse interessanti ma meno competitive, come quella di Joe O’Dea in Colorado o di Tiffany Smiley a Washington, decisione che ha portato a rinunciare a finanziare il sostegno a molti candidati MAGA nei campi di battaglia decisivi, come l’Arizona.


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