Questa inaspettata e strana simpatia che la Sinistra prova per Ron DeSantis

OPINIONE

Questa inaspettata e strana simpatia che la Sinistra prova per Ron DeSantis

Ma da quando abbiamo permesso che la sinistra approvi e giudichi quello che fa la Destra? Risulta difficile, in questi convulsi giorni che seguono le elezioni di medio termine negli Stati Uniti d’America, trovare una giustificazione alle continue, ed assolutamente evitabili, intromissioni degli esponenti, attivisti, giornalisti e commentatori del Partito Democratico riguardo alla leadership ed alla linea politica futura che dovrebbero avere i Repubblicani. Ringalluzziti dai mediocri risultati delle urne (si aspettavano una Caporetto, è stata una vittoria di Pirro), i Democratici sono tornati a ragliare rievocando i fantasmi del 6 gennaio nella speranza di frammentare l’elettorato repubblicano, quanto mai stretto attorno alla figura di Donald Trump.

Corsi e ricorsi storici di una fazione che quando fatica a battere sul campo un avversario ricorre a stratagemmi, completamente avulsi alla lealtà e allo spirito democratico occidentale, da sempre costituito da un sano confronto d’idee e soluzioni. È per questo che da qualche giorno i Democratici hanno concepito una nuova, bislacca, strategia per sbarrare la strada verso la presidenza a Donald Trump, ormai nemico giurato dei mammasantissima della dottrina Woke di tutto il globo. Consci degli evidenti limiti psicofisici del loro capo alla Casa Bianca, i colonnelli del progressismo americano hanno deciso di puntare direttamente sulla concorrenza, lasciandosi andare ad un’inaspettata, e per certi versi repellente, adulazione verso il governatore della Florida Ron DeSantis, figlio più brillante del Trumpismo, da lui poi apparentemente ripudiato per meri interessi elettorali.

Vincente o fallimentare che sia (occorrerà aspettare il 2024), sembra essere questa la tattica dei Democratici in preparazione delle presidenziali del 2024, i cui sondaggi vedevano fino a poco tempo fa un Donald Trump in forma smagliante rispetto al sempre più evanescente Joe Biden. Numeri e scenari che non avranno di certo contribuito a far dormire sonni tranquilli ai Democratici, che ora sono disposti a convincere l’elettorato repubblicano dell’esistenza di unavera destra” a cui a quanto pare – a discapito di Trump – ne farebbero parte, oltre al già citato Ron DeSantis, anche i vari Mike Pence, Glenn Youngkin (oltre ai soliti Repubblicani “moderati” noti, come Mitt Romney, Susan Collins e Lisa Murkowski). Un lavaggio del cervello bello e buono che mira a creare una sorta di clima daguerra civile all’interno del GOP in vista delle primarie, che rischierebbero di indebolire irrimediabilmente il Partito, diviso a quel punto tra due candidati come non mai l’uno il riflesso dell’altro.

Non resta che contare sul giudizio del popolo delle primarie repubblicane ma soprattutto sulla ragionevolezza di Ron DeSantis, un uomo, prima che un politico, che tutto deve a Donald Trump e che adesso deve scegliere se servire per altri quattro anni il popolo della Florida che lo ha rieletto e continuare a stare dal lato giusto, mettendosi in pole per delle facili primarie nel 2028, oppure lanciarsi nel combattutissimo campo del 2024, trasformarsi nell’ennesimo utile idiota dei Democratici, in attesa che (sempre se vincerà, altrimenti sarà comunque bruciato) una volta finito con Donald Trump, passino a lui.

A te la scelta, Ron.


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