Perché la sconfitta del GOP a New York nelle elezioni di metà mandato è più una vittoria di quanto si pensi – The Federalist

OPINIONE

Perché la sconfitta del GOP a New York nelle elezioni di metà mandato è più una vittoria di quanto si pensi

Tratto e tradotto da un articolo di Sophia Corso per The Federalist

Per la costernazione di molti conservatori newyorkesi, la governatrice democratica in carica Kathy Hochul ha sconfitto lo sfidante repubblicano Lee Zeldin nella competizione di midterm. Ma sotto la deludente sconfitta c’è la storia di una rimonta e di una serie di candidati del Partito Repubblicano che hanno fatto una rimonta esplosiva nell’Empire State più grande di quella che molti altri candidati sono riusciti a fare in tutto il Paese.

Con il 94% dei voti scrutinati, Zeldin è indietro sulla Hochul per poco più di 300.000 voti, 5,6 punti percentuali. E anche se questo potrebbe sembrare molto, soprattutto se paragonato agli stati notoriamente competitivi, nella corsa a governatore di New York del 2018, il governatore democratico in carica Andrew Cuomo aveva battuto il candidato repubblicano Marc Molinaro con una valanga di voti – più di 1,4 milioni voti di scarto, un margine di 23,4 punti.

Inoltre, Zeldin ha raccolto centinaia di migliaia di voti in più nei cinque quartieri tendenti ai Democratici di New York, soprattutto nel Queens e Brooklyn, rispetto a Molinaro, assicurandosi circa 200.000 voti in più nella Grande Mela rispetto al candidato del 2018. Nel frattempo, la Hochul ha ricevuto più di mezzo milione di voti in meno a New York rispetto a Cuomo quattro anni fa.

Il fervore verso i Repubblicani da parte dei newyorchesi si è però esteso oltre alla corsa per la poltrona di governatore, con gli elettori che sono riusciti a far vincere ai Repubblicani diversi distretti congressuali. George Santos ha vinto il 3° distretto di NY contro il democratico Robert Zimmerman, un seggio attualmente occupato dal rappresentante democratico Tom Suozzi. Il repubblicano Anthony D’Esposito ha battuto la democratica Laura Gillen, facendo diventare rosso il 4° distretto di NY. E il 17° distretto è andato al repubblicano Mike Lawler, che ha battuto il deputato democratico in carica da cinque anni Patrick Maloney, presidente del Democratic Congressional Campaign Committee.

È impossibile individuare con esattezza le motivazioni che abbiano spinto i newyorkesi a votare per i candidati Repubblicani, soprattutto considerando l’esodo dei conservatori dallo Stato verso aree più libere come la Florida durante le devastanti chiusure di New York sotto l’allora governatore Andrew Cuomo. Ma è innegabile che le politiche di sinistra dei Democratici abbiano portato scompiglio nello Stato nordorientale.

Come risultato della riforma della giustizia che ha introdotto la cauzione gratuita nello Stato di New York, ad esempio, i criminali sono stati lasciati liberi di commettere ancora più atti di violenza, compresi gli omicidi. Solo nell’ultimo mese, due omicidi sono balzati agli onori della cronaca dopo che i presunti colpevoli erano stati rilasciati dal carcere grazie a questa radicale riforma della cauzione ed avevano poi continuato a commettere crimini mortali.

Torniamo all’inizio della pandemia di Covid-19 quando, come riporta The Federalist, un “ordine dello Stato di New York impartito da Cuomo e dal suo dipartimento della salute ordinava alle case di cura di accettare i pazienti in via di guarigione dal coronavirus nonostante il rischio per gli altri residenti”, contribuendo alle migliaia di morti insensate nelle case di cura a causa del Covid che sono state volutamente e drasticamente sottostimate.

Poi, grazie all’obbligo di mascherina e di vaccino contro il Covid-19 in tutto lo Stato, almeno 1.400 operatori ospedalieri di New York – e forse molti altri – sono stati licenziati per aver rifiutato l’iniezione. Anche le scuole sono state costrette a chiusure draconiane e a lungo termine, con i bambini che sono stati privati dell’insostituibile apprendimento di persona ed hanno quindi subito una massiccia perdita nell’apprendimento. La Nation’s Report Card ha mostrato che New York si colloca in fondo alla classifica per quanto riguarda il livello di competenze di lettura degli alunni delle scuole pubbliche di quarta elementare, con un calo di ben 6 punti nel 2022 rispetto al 2019 e con un distacco di oltre 20 punti dal livello “proficient“.

Se alla criminalità alle stelle, ai problemi di sicurezza, alle chiusure devastanti ed alle pesanti imposizioni si aggiunge il fatto che i prezzi record della benzina e dei generi alimentari stanno rendendo la vita quotidiana insostenibile per molti americani, pare che i newyorkesi abbiano capito che votare per i Democratici non è la risposta a questi problemi indotti dagli stessi Democratici.

Considerando le vittorie dei Repubblicani nei seggi della Camera e riconoscendo i margini ristretti di Zeldin, soprattutto rispetto alle elezioni del 2018, c’è motivo di festeggiare quanto accaduto a New York. Si spera che, più a lungo la Hochul tenterà di trasformare l’Empire State in un’utopia democratica, più la gente si sveglierà e si renderà conto di quale disastro distopico sia in realtà – e continuerà a votare per i Repubblicani.

Sophia Corso è una stagista di The Federalist e una studentessa del Le Moyne College. Si sta specializzando in inglese ed intende intraprendere una carriera giornalistica.


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