L’amministrazione elettorale dell’Arizona è una vergogna internazionale – The Federalist

OPINIONE

L’amministrazione elettorale dell’Arizona è una vergogna internazionale

Tratto e tradotto da un articolo di Shawn Fleetwood per The Federalist

Sono passati giorni dalla chiusura delle urne in Arizona e non sorprende che i funzionari elettorali dello Stato non abbiano fornito agli elettori i risultati finali di numerose gare altamente contestate.

Al momento della pubblicazione di questo articolo, nessuna delle gare statali contestate in Arizona è stata definita per i rispettivi candidati. Con il 70% dei voti scrutinati, la democratica Katie Hobbs è in vantaggio sulla rivale repubblicana Kari Lake nella corsa alla carica di governatore per meno di 13.000 voti, mentre il democratico Mark Kelly è in vantaggio sul repubblicano Blake Masters per poco meno di 95.000 voti. Anche la corsa a procuratore generale e quella a segretario di Stato dell’Arizona rimangono in bilico, entrambe ancora troppo vicine per essere definite.

Secondo l’Associated Press, nel pomeriggio di giovedì non erano state ancora scrutinate circa 600.000 schede elettorali, circa un quarto di tutte le schede espresse, e una gran parte di questi voti proveniva dalla contea più popolosa dello Stato, Maricopa. Mercoledì mattina, i funzionari di Maricopa hanno stimato che ci sono “più di 400.000 schede da contare”, con la località che ha ricevuto “275.000 schede anticipate il giorno delle elezioni”.

Il presidente del consiglio dei supervisori di Maricopa, Bill Gates, ha dichiarato giovedì alla CNN che la contea non si aspetta di avere tutti i voti finalizzati fino “all’inizio della prossima settimana”.

Il ritardo nel conteggio a Maricopa si aggiunge al fiasco del giorno delle elezioni, in cui le macchine per il conteggio elettronico dei voti in circa il 20% dei seggi di Maricopa hanno smesso di funzionare a causa di un “problema alla stampante”. I funzionari locali si sono poi scusati pubblicamente per la loro grave incompetenza, affermando in un comunicato di essere “fiduciosi nel lavoro ancora da fare per contare ogni voto in modo sicuro ed accurato”.

Ma i problemi riscontrati in Arizona questa settimana non sono certo un’esclusiva delle elezioni di metà mandato del 2022. All’inizio di quest’anno, ci sono voluti due giorni perché i funzionari elettorali determinassero che Kari Lake avesse vinto la sua corsa per diventare il candidato governatore del GOP in Arizona. Come descritto dal New York Post, “i primi risultati elettorali, che mostrano solo le schede ricevute per posta prima del giorno delle elezioni”, avevano consegnato il vantaggio al principale avversario di Lake, Karrin Taylor Robson. La vittoria di Lake si è concretizzata solo dopo che la Contea di Maricopa ha reso noti i risultati di “migliaia di schede per posta” consegnate ai seggi il giorno delle elezioni.

Ritardi simili nei risultati elettorali sono stati notati anche nella competizione presidenziale del 2020 tra l’ex presidente Donald Trump e l’allora candidato Joe Biden. Mentre alcuni organi di stampa, come l’Associated Press e Fox News, avevano dato prematuramente la vittoria a Joe Biden, la maggior parte dei risultati finali della corsa sono stati resi noti solo una settimana dopo.

Le elezioni in Arizona sono una barzelletta

Mentre Paesi con decine di milioni di abitanti, come la Francia, il Brasile e l’Italia, sono in grado di contare i risultati delle elezioni nazionali entro 24 ore, lo Stato del Grand Canyon ha continuato a mancare di rispetto ai suoi elettori lasciandoli ripetutamente nel limbo e trasformando quello che dovrebbe essere il giorno delle elezioni in una settimana elettorale“.

Gli osservatori elettorali internazionali hanno regolarmente indicato il ritardo dei risultati elettorali come uno dei tanti segnali d’allarme di un’amministrazione elettorale incompetente e, sebbene questo non significhi che ci siano state scorrettezze nelle elezioni di quest’anno in Arizona, il mancato conteggio dei voti in una maniera tempestiva ed efficiente non farà altro che minare la fiducia degli elettori nel processo elettorale.

Proprio come le loro controparti a Washington, i leader Repubblicani dell’Arizona, come il governatore Doug Ducey, hanno avuto numerose occasioni negli ultimi due anni per risolvere i ritardi nel conteggio dei voti e, inogni occasione, hanno semplicemente scelto di fregarsene.

In Kari Lake, molti Repubblicani dell’Arizona vedono una leader che affronta i problemi più impegnativi anziché sfuggirli. E visto quello che l’opinione pubblica ha visto negli ultimi due anni, sembra proprio che lo Stato ne abbia bisogno.

Shawn Fleetwood è uno staff writer di The Federalist e si è laureato all’Università di Mary Washington. È anche scrittore di contenuti per Convention of States Action e il suo lavoro è stato pubblicato in numerosi siti, tra cui RealClearPolitics, RealClearHealth e Conservative Review.


TheFederalist.com

Seguici sui Social


The Federalist è una rivista conservatrice americana online ed un podcast che tratta i politica, politiche, cultura e religione, e pubblica anche una newsletter. Il sito è stato co-fondato da Ben Domenech e Sean Davis ed è stato lanciato nel settembre 2013. I contenuti di The Federalist vengono promossi dal sito americano di sondaggi RealClearPolitcs.