Previsioni finali: I Repubblicani dovrebbero vincere la maggioranza sia alla Camera che al Senato

I Repubblicani vinceranno sui temi come la criminalità e l’economia

I Repubblicani stanno vincendo sull’economia e sulla criminalità, e questo si traduce in una maggioranza decisiva alla Camera. Per quanto riguarda il Senato, si tratta di alcune gare a rischio, ma i Democratici hanno sempre meno possibilità di mantenere il controllo.

Camera: Il Partito Repubblicano dovrebbe conquistare una chiara maggioranza, grazie alle opportunità offerte dai distretti negli Stati Democratici

Le nostre previsioni prevedono che i Repubblicani assumeranno il controllo della Camera con una maggioranza da 14 a 48 seggi, ovvero 226 o 260 seggi in totale. Si tratta di un guadagno mediano di almeno 31 seggi rispetto al numero di seggi che detengono oggi i Repubblicani al Congresso.

L’aumento della maggioranza per il Partito Repubblicano arriva mentre il partito guadagna slancio in una dozzina di gare fondamentali.

Rimangono diversi distrettiIncerti“: si tratta di collegi uninominali così competitivi che nessuno dei due Partiti può dirsi in vantaggio. La stima di 226 o 260 seggi per il Partito Repubblicano presuppone che il Partito vinca almeno la metà di questi seggi, ma il risultato effettivo dipenderà dalla performance dei due principali Partiti la sera delle elezioni. Se l’affluenza dei Repubblicani nei distretti contendibili sarò alta, allora il Partito Repubblicano potrebbe vincere più della metà dei distretti ancora incerti. Ciò potrebbe rendere questa elezione un'”onda rossa“, con un bottino repubblicano fino a 260 seggi (o più, se i Repubblicani si aggiudicheranno anche qualche distretto per ora segnalato a tendenza democratica). D’altro canto, una forte performance dei Democratici la sera delle elezioni vedrebbe il loro Partito aggiudicarsi la maggior parte di questi distretti, limitando il Partito Repubblicano a soli 227 seggi nello scenario peggiore, una maggioranza di soli 9 seggi. Questi sono tutti gli esiti possibili, secondo le previsioni di Real Clear Politics.

In particolare, la gamma degli scenari probabili non include il mantenimento della maggioranza alla Camera da parte dei Democratici. Già nelle scorse settimane, le previsioni davano ai Democratici una scarsa se non nulla possibilità di mantenere una maggioranza di almeno uno o due seggi. Con soli 13 distretti che sono “Inclini” a votare per i candidati del Partito Democratico, questa possibilità è scomparsa. Per mantenere il potere, i Democratici dovrebbero vincere tutti i 34 distretti incerti e conquistare altri 11 distretti in cui i Repubblicani sono in vantaggio.

L’inflazione e la criminalità continuano a essere i due principali temi di preoccupazione per gli elettori, e favoriscono il Partito Repubblicano con margini a doppia cifra. Anche l’immigrazione si sta dimostrando un tema importante, con l’ultimo sondaggio nazionale di Fox News che ha mostrato come gli elettori siano favorevoli al Partito Repubblicano su questo tema con un margine di ben 21 punti. I Democratici si sono concentrati sul rovesciamento del diritto all’aborto da parte della Corte Suprema. Tuttavia, nel complesso, i temi suggeriscono che per il Partito Repubblicano si prospetta una buona nottata.

Ci sono dei segnali che indicano che i Democratici all’ultimo hanno iniziato a concentrarsi sull’economia. Il Partito Democratico ha però ha poche opzioni per affrontare questioni come l’aumento del costo della vita e dei prezzi della benzina, ma l’ex presidente Barack Obama ha offerto una prospettiva diversa quando è apparso in un comizio in Wisconsin. Ha attaccato il Partito Repubblicano per le possibili modifiche ai sussidi della previdenza sociale e di Medicare, un messaggio che è mancato da parte dei Democratici a livello nazionale per gran parte della campagna. Considerando l’ora tarda, si tratta però di una preghiera alla Vergine Maria.

I Distretti più Inclini a votare per i Repubblicani

I Repubblicani hanno ampliato la loro mappa. A New York, la criminalità è il problema numero uno, soprattutto tra gli elettori indipendenti. Questo significa problemi per i Democratici a Long Island e nella Hudson Valley. A Long Island, nel 4° distretto, il candidato repubblicano Anthony D’Esposito sta facendo campagna elettorale sulla base della sua esperienza di ex capo dei vigili del fuoco e detective della polizia di New York. L’esito della sua corsa contro l’ex supervisore comunale di Hempstead, Laura Gillen, è classificata come “Incerta”. Spostandosi a nord, nella valle dell’Hudson, i Repubblicani hanno un candidato forte in Marc Molinaro, in corsa nel 19° distretto. Ha condotto una campagna disciplinata incentrata sull’inflazione, l’energia e la crisi degli oppioidi; ora è il favorito contro il democratico Josh Riley.

Sulla costa occidentale, in California, anche due distretti dell’area di Los Angeles si stanno spostano a destra. Il primo è il 27° distretto, nella parte settentrionale della contea di Los Angeles, dove il deputato del Partito Repubblicano Mike Garcia, in carica, dovrà vedersela con la democratica Christy Smith. L’altro è il 47° distretto, appena a sud di Los Angeles, che comprende Irvine e Huntington Beach. Qui la democratica in carica, Katie Porter, affronta il repubblicano Scott Baugh, ex membro dell’Assemblea statale. Due questioni sono a sfavore dei Democratici: in primo luogo, la California deve far fronte a prezzi della benzina più alti di circa 1,80 dollari rispetto alla media nazionale. In secondo luogo, se New York City è il centro di tutte le notizie sulla criminalità, Los Angeles è al secondo posto.

I Repubblicani sono in vantaggio anche in Nevada, nel 3° distretto, attualmente occupato dalla democratica Susie Lee. Questo seggio contiene aree di Las Vegas, una zona fortemente colpita dalle restrizioni per affrontare la pandemia di COVID-19, e con un’alta popolazione ispanica ed operaia. Ha anche il margine più basso di Joe Biden tra i tre distretti in bilico nel Silver State, quindi è probabile che sia il primo a cadere in favore del GOP. L’ex avvocatessa repubblicana April Becker è stata aiutata con oltre 10,7 milioni di dollari di spese esterne per contrastare l’uscente democratica.

In diversi distretti suburbani ed extraurbani, i candidati Repubblicani si concentrano sull’economia e sulla criminalità, mentre i loro avversari hanno puntato sull’aborto, dando al Partito Repubblicano un vantaggio in queste fasi finali.

Ne sono un buon esempio il 2° distretto e il 7° distretto della Virginia, dove si trovano le democratiche uscenti Elaine Luria e Abigail Spanberger.

Anche l’8° distretto di Washington presenta un profilo molto simile a quello del 7° distretto della Virginia

Ci sono anche altri distretti interessanti Inclini a votare per i candidati Repubblicani.

  • 5° distretto del Connecticut: Il Partito Repubblicano sembra avere tra le mani un astro nascente con George Logan, un piccolo imprenditore con genitori guatemaltechi; nella sua campagna elettorale si è concentrato sui prezzi della benzina e sui problemi dei veterani contro la democratica in carica Jahana Hayes, che non ha un chiaro vantaggio.
  • 5° distretto dell’Oregon: Il distretto comprende aree suburbane di Portland e Bend. In questo seggio aperto, la democratica progressista Jamie McLeod-Skinner affronta la candidata repubblicana di origine latina Lori Chavez-DeRemer. I gruppi esterni allineati con i Democratici hanno interrotto le spese nel tentativo di salvare gli altri seggi vulnerabili nel nord-ovest.
  • 13° distretto della Carolina del Nord: I Repubblicani hanno candidato il ventisettenne Bo Hines, ex giocatore di football universitario, per questo seggio della periferia di Raleigh con l’appoggio dell’ex presidente Donald Trump; gli analisti lo hanno spesso paragonato alla matricola spodestata Madison Cawthorn. Questo distretto ha votato per Joe Biden con un margine di 2 punti nel 2020, ma i venti soffiano in direzione dei Repubblicani.
  • 1° distretto del New Hampshire: Questa corsa vede protagonista la 25enne ex collaboratrice dell’amministrazione Trump Karoline Leavitt. Il candidato del GOP al Senato Don Bolduc ha guadagnato abbastanza slancio per poter aiutare a ribaltare questo distretto in favore dei Repubblicani.
  • 17° distretto della Pennsylvania: Il 17° distretto si trova nei sobborghi di Pittsburgh, il che lo rende più facile da gestire per i Repubblicani.

I Distretti più Inclini a votare per i Democratici

Entrambi i partiti stanno guadagnando in posti inaspettati, con i Democratici che si mostrano competitivi in due distretti negli Stati più sicuri per i Repubblicani. Nell’unico distretto dell’Alaska, la democratica Mary Pelota, in carica, ha condotto una campagna per le questioni locali, ha ottenuto l’appoggio della senatrice repubblicana centrista Lisa Murkowski ed ha raccolto 4 milioni di dollari in più rispetto alla suo avversaria, che è comunque meglio finanziato, l’ex governatrice Sarah Palin. La democratica del 3° distretto del Kansas, Sharice Davids, si è dimostrata un’efficace comunicatrice nella parte dell’elettorato più ricca ed istruita dello Stato; ha anche un vantaggio di molti milioni di dollari nella raccolta di fondi. Entrambe queste gare vedono i Democratici ben piazzati ma sono comunque ancora Incerte.

  • 4° distretto dell’Arizona: Il democratico Greg Stanton, in carica, è un noto moderato in questo seggio di Tempe ed è stato aiutato da 3,5 milioni di dollari di spese esterne contro il candidato repubblicano Kelly Cooper. La corsa rimane comunque Incerta.
  • 2° distretto del Nebraska: L’incumbent repubblicano Don Bacon ha già vinto elezioni ravvicinate in passato, ma potrebbe aver trovato il suo avversario nel moderato senatore statale Tony Vargas. I fondamentali favoriscono però ancora il repubblicano

Senato: Le gare a “testa o croce” in Arizona, Georgia, Nevada e Pennsylvania determineranno la maggioranza. Anche New Hampshire e Washington sono in gioco per i Repubblicani

Al Senato, entrambi i partiti lottano per ottenere fino all’ultimo voto. Le nostre previsioni assegnano 46-48 seggi ai Democratici e 52-54 seggi ai Repubblicani, con quattro gare cruciali (Arizona, Georgia, Nevada e Pennsylvania) fondamentali per decidere la maggioranza. Con solo quattro seggi altamente competitivi in gioco, e con margini ristretti in tutti, il Senato potrebbe andare ancora da una parte o dall’altra, ma ai Repubblicani basta vincere Repubblicani solo due di queste gare.

I Repubblicani avrebbero potuto aspettarsi di fare qualche progresso in più nelle corse al Senato, visto il loro decisivo slancio alla Camera, ma i candidati Democratici in tutte e quattro le competizioni si sono dimostrati resistenti.

Negli ultimi sondaggi del Trafalgar Group per le corse al Senato:

In Arizona è stato mostrato che il senatore democratico Mark Kelly riceverebbe il 46,7% dei voti, contro il 48,2% dello sfidante repubblicano e venture capitalist della tecnologia Blake Masters. I due candidati distano ad 1 punto di vantaggio, largamente però entro il margine di errore del sondaggio.

In Pennsylvania, il vice governatore John Fetterman, democratico, è passato in seconda posizione con il 45,5% dei voti, mentre il repubblicano Mehmet Oz, ex conduttore televisivo e chirurgo, è al 47,7%.

In Georgia, anche il senatore Raphael Warnock è passato in seconda posizione con il 46,5% dei voti. A più di 3 punti di vantaggio si trova il candidato del Partito Repubblicano Herschel Walker, con il 49,7%. Si tratta di una percentuale appena inferiore a quella di cui il repubblicano avrebbe bisogno per evitare il ballottaggio.

In Nevada, l’ex procuratore generale Adam Laxalt sembra aver preso il largo con il 50,1% dei voti sulla senatrice democratica uscente Catherine Cortez-Masto, al 45,6%; i Repubblicani hanno dichiarato di ritenere che questo Stato rappresenti la loro migliore occasione di strappare un seggio ai Democratici.

Queste gare sono tutte comunque sul filo del rasoio.

Mentre le gare più competitive restano le più importanti da seguire, ci sono altri due seggi del Senato che potrebbero passare ai Repubblicani.

Innanzitutto, a Washington, il Partito Repubblicano continua ad investire su Tiffany Smiley, una mamma ed ex infermiera che punta a scalzare la democratica Patty Murray, senatrice di lungo corso. I Repubblicani erano arrivati al secondo posto nelle primarie “non partitiche” di agosto con un distacco di 14 punti dalla senatrice democratica; oggi, i Democratici tendono a malapena a superare il margine di 1 punto percentuale di distacco, secondo la media di Real Clear Politics. Allo stesso tempo, la Smiley è una dei candidati più forti per il Partito Repubblicano e l’umore sul campo nell’Evergreen State suggerisce che potrebbe essere una partita combattuta.

Dall’altra parte del Paese, nel New Hampshire, il generale repubblicano Don Bolduc si trova in parità statistica nei sondaggi contro la senatrice democratica in carica Maggie Hassan. La corsa è così serrata che la CNN ha avvertito che il generale potrebbe “sorprendere” la nazione sconfiggendo la senatrice democratica moderata. L’ammissione è degna di nota perché i media dell’establishment hanno perlopiù ignorato l’ascesa del generale Bolduc nelle ultime settimane, con un’impennata di 13 punti. Il generale si trova ora in una corsa testa-a-testa, dopo che gli stessi Democratici lo avevano sostenuto alle primarie del GOP, mandando in onda annunci che attaccavano il suo avversario più moderato e centrista, nella speranza di avere gioco facile contro di lui alle elezioni di novembre.

Governatori: Crescono le possibilità di uno sconvolgimento a New York; i Democratici probabilmente manterranno la Pennsylvania

La mappa dei governatori rimane impegnativa per il Partito Democratico. Degli 11 Stati in bilico, i Democratici si difendono in 9 (I Repubblicani difendono solo Arizona ed Oklahoma). Si prevede che i Democratici riusciranno a conquistare il Massachusetts e il Maryland, dove i Repubblicani centristi stanno lasciando il loro incarico. I tentativi del Partito Democratico di ampliare ulteriormente la mappa con candidati di alto profilo come Beto O’Rourke in Texas e Stacey Abrams in Gerogia sono caduti nel vuoto.

Real Clear Politics ha spostato la corsa a governatore di New York da “Incline ai Democratici” a “Incerta“, dato che la criminalità è emersa come il tema dominante. La corsa continua a restringersi e ci si può aspettare di tutto. Diversi sondaggi recenti danno la corsa entro i 10 punti, e la macchina dei Repubblicani ha dato tutto il suo peso al deputato Lee Zeldin, che la scorsa settimana ha dichiarato a “Your World with Neil Cavuto” che i newyorkesi “non vogliono sentirsi dire che [la criminalità] è solo percezione”. Ha anche raccolto l’appoggio di un gruppo della comunità ebraica di Brooklyn. Rimangono vantaggi strutturali per la governatrice in carica Kathy Hochul, che controbatte sulla criminalità parlando di politiche contro le armi da fuoco ed ha anche sfidato Zeldin sul suo voto per ribaltare le elezioni del 2020. Tuttavia, questa corsa potrebbe essere comunque decisa per pochi punti.

Nota. I Repubblicani hanno per le mani un problema in Oklahoma. L’aspra faida tra il governatore Kevin Stitt e le nazioni tribali ha raggiunto il culmine. Proprio la scorsa settimana le previsioni hanno spostato la corsa a “Incerta“, poiché un nuovo rapporto di KOSU ha rivelato che Stitt ha assunto avvocati esterni per un accordo sul gioco d’azzardo con quattro tribù, facendo riemergere una lotta che ha afflitto la sua campagna. Secondo i dati dell’analisi pubblicitaria, i gruppi esterni hanno speso ben più di 10 milioni di dollari solo in spot televisivi per aiutare la sfidante Joy Hofmeister, che era repubblicana fino all’anno scorso, quando è passata ai Democratici. Questo livello di spesa è molto insolito per uno Stato tradizionalmente sicuro. L’Oklahoma è previsto comunque che vada ai Repubblicani.

Infine, mentre la Pennsylvania rimane un vero e proprio campo di battaglia per il Senato, i Democratici stanno prendendo il sopravvento nella corsa per il governatore. Gli elettori Repubblicani alle primarie hanno scelto come candidato Doug Mastriano, un senatore statale di estrema destra che ha lottato per l’integrità delle elezioni nel 2020 e contro le restrizioni per la pandemia di COVID-19. A fine settembre Mastriano aveva però raccolto solo 4 milioni di dollari, contro i 37,5 milioni del procuratore generale Josh Shapiro, un democratico moderato. Mastriano sta purtroppo ricevendo poco o nessun aiuto esterno dal Partito. È probabile quindi che i Democratici manterranno il Keystone State, che ora è più “Incline ai Democratici”.

Conclusioni

Oltre 21 milioni di americani hanno già votato per le elezioni di metà mandato, ma non siamo ancora giunti alla fine del percorso. Joe Biden e l’ex Presidente Donald Trump hanno tenuto comizi con i loro candidati principali negli Stati in cui si svolgono le elezioni nel corso dell’ultima settimana. Tutte le strade portano alla notte elettorale di martedì, 8 novembre. Speriamo che la volgiate seguire con noi.

🎙 QUESTA SERA a partire dalle ore 21.30, sul nostro Canale Telegram, Live di commento alle elezioni di Midterm del 2022. Sarà possibile intervenire direttamente e/o porre delle domande a voce o scrivendo nei commenti.



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