Elezioni in Brasile: Lula da Silva si prende la presidenza mentre la Nazione si sposta a Sinistra – Bolsonaro accetterà i risultati? – Fox News

Il risultato delle elezioni brasiliane prosegue una lunga tendenza verso Sinistra nelle recenti elezioni presidenziali in Sud America

L’ex presidente brasiliano di sinistra Luis Inacio Lula da Silva, comunemente noto come “Lula“, ha vinto di stretta misura le elezioni presidenziali di questa notte con un margine di poco inferiore al 2%.

Fino al 50% dello scrutinio, il presidente in carica Jair Bolsonaro ha mantenuto un vantaggio dello 0,5%, ma la tendenza generale nel corso della serata è stata una lenta e costante ascesa di Lula, con l’afflusso di voti dagli stati del nord-est. Poco prima delle 19.00, con il 72% dei seggi che avevano già riportato i voti, Lula ha ottenuto il suo primo vantaggio della serata ed ha continuato ad aumentare la sua ascesa.

Sarebbe stato comunque difficile anche per Bolsonaro al secondo turno, poiché Lula aveva vinto il primo turno di 5 punti, 48% a 43%, sfiorando la vittoria finale il 2 ottobre. Bolsonaro ha affrontato una battaglia a testa alta, nel senso che sia il terzo classificato Simone Tebet che il quarto Ciro Gomes avevano appoggiato Lula al secondo turno.

Bolsonaro si è dimostrato forte nel sud, la parte più ricca e benestante del Paese, conquistando San Paolo e la sua nativa Rio de Janeiro con margini superiori al 10%, ma non è stato sufficiente a compensare la massiccia affluenza per Lula nel nord-est del Brasile, dove il Partito dei Lavoratori ha da lungo imposto il suo dominato. In effetti, Lula ha vinto in numerosi Stati con margini del 30%, 40% o addirittura del 50%, ottenendo risultati particolarmente alti negli Stati ricchi di voti di Bahia, Ceara e del nativo Pernambuco.

Tuttavia, non sono state tutte cattive notizie per il campo di Bolsonaro. Nella seconda corsa più importante del Paese, quella per il governatore di San Paolo, il candidato sostenuto da Bolsonaro, Tarcisio de Freitas, ha sconfitto a mani basse il candidato del Partito dei Lavoratori Fernando Haddad, candidato alle presidenziali del 2018 che aveva perso contro Bolsonaro.

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I candidati allineati a Bolsonaro controlleranno ora i tre Stati più grandi del Brasile: Romeu Zema a Minas Gerais, Claudio Castro a Rio de Janeiro e Tarcisio de Freitas a San Paolo. Anche se non ha vinto, il movimento di Bolsonaro rimane forte e i 156 milioni di elettori brasiliani rimarranno profondamente divisi culturalmente e politicamente.

Dopo aver votato nella sua città natale, Sao Bernardo do Campo, nel sud dello Stato di San Paolo, Lula si è diretto verso il centro di San Paolo per tenere una conferenza stampa e percorrere la famosa Avenida Paulista, spesso considerata la “via principale” del Brasile. Lula ha dichiarato: “Oggi potrebbe essere il giorno più importante della mia vita… il popolo brasiliano sta definendo il modello che desidera avere… lo stile di vita che vuole”.

Bolsonaro ha votato a Vila Militar, nel suo stato natale di Rio de Janeiro, dicendo di avere “l’aspettativa di vittoria, per il bene del Brasile… se è la volontà di Dio, saremo vittoriosi stasera”.

I critici hanno accusato Bolsonaro di non voler accettare i risultati elettorali in caso di sconfitta, ma venerdì ha cantato una canzone diversa: “Chi ha più voti se lo prende. Questa è la democrazia”.

A Vila Planalto, a Brasilia, un quartiere della classe media in gran parte favorevole a Bolsonaro, vicino al Palacio da Alvorada, dove Bolsonaro è noto per fare le sue passeggiate, gruppi di familiari ed amici si sono riuniti per assistere ai risultati delle elezioni, la maggior parte dei quali indossava la maglietta gialla del Brasile. Hanno accolto la deludente notizia davanti a grandi bottiglie di birra brasiliana, servite in stile tipico, in bicchieri sottili.

Un elettore ha detto: “Nella mia famiglia siamo divisi. Mia figlia mi ha chiamato per dirmi che avrei dovuto votare per Lula, ma io le ho risposto che in Brasile abbiamo il voto segreto”.

Dall’altra parte della città, presso l’iconica torre della televisione, i sostenitori di Lula, molti dei quali vestiti di rosso, si sono ammassati in una piazza per applaudire ai risultati.

La maggior parte dei sondaggi davano Lula in leggero vantaggio, ma nell’ultima settimana di campagna elettorale si è assistito ad un vero e proprio testa-a-testa. Inoltre, i sondaggi durante il primo turno delle elezioni del 2 ottobre si erano rivelati enormemente falsati a favore di Lula, mentre avevano sottovalutato in modo significativo il sostegno a Bolsonaro.

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Lula dovrà probabilmente affrontare un mandato difficile, con una notevole opposizione al Congresso da parte dell’ampio blocco di deputati e senatori federali allineati a Bolsonaro.

La sua rielezione rappresenta comunque una delle più grandi storie di resurrezioni nella storia dell’America Latina. Lula è stato condannato ed imprigionato con accuse di corruzione e riciclaggio di denaro, poi annullate per un cavillo dalla Corte Suprema del Brasile, che gli ha spianato la strada per un terzo mandato, un fatto senza precedenti.

Si ritiene inoltre che Lula abbia fatto una mossa accorta scegliendo l’ex governatore di San Paolo, Geraldo Alckmin, centrista e favorevole agli affari, come suo compagno di corsa alla vicepresidenza. Nel 2018, il candidato del Partito dei Lavoratori Fernando Haddad aveva scelto la deputata federale del Rio Grande do Sul Manuela D’Avila, del Partito Comunista Brasiliano, che era stata ampiamente considerata troppo estremista.

Haddad aveva finito per perdere le elezioni del 2018 contro Bolsonaro con un margine del 10%.


BreitbartNews.com

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