Non fatevi ingannare dai sondaggi truccati della Sinistra – The Federalist

I Democratici e i media sono famosi per l’uso di sondaggi falsati per spostare le elezioni a loro favore. Chi segue le elezioni non dovrebbe cadere in questi ridicoli trucchetti

Tratto e tradotto da un articolo di Jessica Anderson per The Federalist

Le storie sul calo nei sondaggi dei Repubblicani da parte dei media tradizionali sono così prevedibili che sono diventate una tradizione autunnale quasi come l’intaglio delle zucche e il cambio delle foglie degli alberi. I giornalisti della sinistra si dilettano particolarmente nell’utilizzare i sondaggi sbagliati per costruire narrazioni distorte che scoraggino gli elettori conservatori dal presentarsi in cabina elettorale.

Nonostante i recenti sondaggi indichino che i Repubblicani probabilmente riconquisteranno la Camera ed abbiano anche buone possibilità di riconquistare il Senato, i Democratici e i loro alleati nei media tradizionali continuano ad avanzare argomenti falsi per suggerire che i Repubblicani siano svantaggiati a causa di questioni che agli elettori non interessano.

Per esempio, i media continuano ad insistere incessantemente sul fatto che l’aborto “influenzerà le elezioni di metà mandato”, nonostante questo tema sia meno importante per gli elettori rispetto ad altri come l’inflazione, la criminalità e l’immigrazione.

Questa è una guerra psicologica. Fa parte di un’ampia strategia mediatica volta ad utilizzare dei sondaggi sbagliati per alterare l’esito delle elezioni di midterm e sopprimere l’affluenza alle urne dei conservatori – e non dovremmo cascarci.

Non è una sorpresa. I Democratici usano l’arma dei sondaggi da anni, quindi ora sia gli accoliti politici nei media che gli attivisti delle campagne elettorali sanno che ci sono due tipi di sondaggi: quelli usati internamente dalle campagne, con una metodologia più rigorosa per produrre risultati accurati, e quelli progettati come propaganda per il pubblico consumo.

La verità è che molti sondaggi non valgono la carta su cui vengono stampati. Spesso aziende e candidati senza scrupoli mettono il pollice sulla bilancia, utilizzando intenzionalmente una cattiva metodologia per compilare il sondaggio al fine di ottenere un risultato predeterminato. Alcuni media, inoltre, si occupano solo dei sondaggi che si adattano alla loro narrativa. Molti sondaggisti “mainstream” campionano in eccesso gli elettori con istruzione universitaria oppure includendo molti più elettori democratici già fidelizzati. Ma qualunque sia la causa o l’intento, lo schema è chiaro.

Basti pensare al 2016, quando innumerevoli sondaggi pubblicati prevedevano con sicurezza il trionfo di Hillary Clinton su Donald Trump, fino al momento in cui è iniziata la conta dei voti. Non un solo sondaggio sponsorizzato dai media aveva previsto la vittoria di Trump in Wisconsin nei due mesi precedenti alle elezioni, e solo uno aveva previsto correttamente il Michigan. Dopo aver promesso di esaminare cosa fosse andato storto, i sondaggisti sono riusciti a sottovalutare la forza dei Repubblicani anche nel 2018, quando la tanto sperata “onda Democratica” vaticinata dai media si rivelò poco più che una spruzzatina.

Nel 2020 i sondaggisti hanno fatto ancora peggio. A settembre, i sondaggi di Quinnipiac davano il senatore repubblicano in carica Lindsey Graham della Carolina del Sud in parità contro il suo sfidante Jaime Harrison. Ma il giorno delle elezioni, Graham ha vinto con un margine di 10 punti. La media di FiveThirtyEight, che aggrega i sondaggi, prevedeva che le senatrici in carica Susan Collins e Joni Ernst avrebbero perso i loro seggi per circa 2 punti di margine. Invece, la Collins ha vinto con un margine di 8,6 punti mentre la Ernst di 6,6.

Non si tratta solo di episodi isolati: Vox ha rilevato come i candidati Repubblicani al Senato abbiano superato le aspettative previste dalle loro medie nei sondaggi di 3 punti nel 2016, di 2,5 punti nel 2018 e di ben 5 punti nel 2020. Questo non accade per caso.

People voting in polling place

Ora sembra che il 2022 non sarà diverso. Secondo una recente analisi elettorale del New York Times sui sondaggi sbagliati, “Il segnale d’allarme sta lampeggiando di nuovo: I candidati Democratici al Senato stanno superando le aspettative negli stessi luoghi in cui i sondaggi hanno sovrastimato il signor Biden nel 2020 e la signora Clinton nel 2016“.

In Georgia, ad esempio, un sondaggio Quinnipiac pubblicato a metà settembre mostrava che lo sfidante repubblicano Herschel Walker fosse indietro di 6 punti rispetto al senatore in carica Raphael Warnock. Storicamente, tuttavia, Quinnipiac ha una tendenza a sovrastimare i Democratici in Georgia di 4,6 punti, in media. Nel frattempo, un sondaggio più recente condotto dal think tank progressista e dalla società di sondaggi Data for Progress mostra Walker in parità con Warnock al 46%.

Ciò è ulteriormente evidenziato dall’inclusione di un sondaggio generato da un sondaggista di sinistra all’inizio di ottobre, ed incluso nella media dei sondaggi di FiveThirtyEight, che suggeriva come il senatore democratico Mark Kelly avrebbe vinto la sua candidatura alla rielezione con 22 punti di vantaggio (!), dopo aver vinto con appena il 2,4% di margine nel 2020.

In qualsiasi altro settore, fallire nel proprio lavoro per sei anni consecutivi o più comporterebbe il licenziamento. Ma non è l’accuratezza il punto: è la propaganda.

I ricercatori conoscono da decenni l'”effetto band-wagon”, ovvero il c.d. “effetto carrozzone”. Quando gli elettori sanno che un candidato è chiaramente in testa, quel candidato continua ad aumentare la sua popolarità. Alcuni elettori cambieranno il loro voto per sostenere il candidato vincente, mentre alcuni sostenitori del candidato perdente resteranno a casa, scoraggiati dal ritenere che il loro voto non avrà alcuna importanza. Uno studio del 2020, sottoposto a revisione, ha condotto un esperimento per misurare l’effetto ed ha concluso che “la visione dei sondaggi pre-elettorali ha aumentato del 7% i voti per il candidato che alla fine ha vinto“. Anche i sondaggisti e gli opinionisti lo sanno: FiveThirtyEight ha persino scritto un articolo nel 2018 su questo effetto.

Questo è l’effetto dell’incessante copertura mediatica che utilizza questi sondaggi falsati: Convincere gli indipendenti a passare alla squadra che sembra vincere e convincere i conservatori a restare a casa. Ma i Repubblicani e gli elettori conservatori indipendenti non dovrebbero cadere in questo tentativo della sinistra di sopprimere gli elettori. La posta in gioco è troppo alta: se la sinistra mantenesse il controllo, avrebbe altri due anni per attuare altre politiche sempre più disastrose.

La posta in gioco non è mai stata così alta. Se i conservatori si faranno coraggio e si presenteranno, nonostante i sondaggi falsati, avranno l’opportunità di fermare la prese di potere della sinistra. Un futuro di confini sicuri, di vite non ancora nate, di famiglie forti e di comunità sicure è in bilico.

Nei giorni che precedono le elezioni, gli elettori dovrebbero imparare a guardare alle notizie sui sondaggi con occhio scettico. La storia ci insegna che non dovremmo lasciarci scoraggiare da numeri di sondaggi distorti. Allo stesso modo, non dovremmo cullarci nell’autocompiacimento riponendo troppa fiducia nei sondaggi che danno per vincenti i nostri candidati. Votate come se il vostro futuro dipendesse da questo, perché certamente è così.

Jessica Anderson è direttore esecutivo di Heritage Action for America.


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