La guerra di Joe Biden ai combustibili fossili – Upward News

Il CDC si muove per includere il vaccino contro il COVID nelle scuole, proteggendo le società farmaceutiche dalla responsabilità civile per danni

APPROFONDIMENTO | Tra le crescenti preoccupazioni a livello nazionale per gli effetti del vaccino contro il COVID-19 sui bambini e i tirannici obblighi alla vaccinazione, il CDC potrebbe raccomandare le iniezioni per i bambini in età scolare ed allo stesso tempo proteggere l’industria farmaceutica dalle conseguenze.

Cosa sta succedendo: Dopo aver deciso ieri di aggiungere il vaccino contro il COVID-19 al programma federale “Vaccini per i bambini”, i consulenti dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) voteranno più tardi se aggiungerlo al programma di immunizzazione raccomandato dal CDC per i bambini di 6 mesi o più.

Cosa significa per le scuole: Sebbene il CDC non possa applicare direttamente queste linee guida, i governi statali di tutti gli Stati Uniti vi fanno riferimento come base per richiedere ai bambini di vaccinarsi contro malattie come l’epatite B e l’influenza per poter frequentare le scuole pubbliche. L’aggiunta del vaccino porterebbe probabilmente agli obblighi alla vaccinazione anche per frequentare la scuola.

Responsabilità delle case farmaceutiche: La decisione renderebbe il vaccino contro il COVID-19 idoneo alla protezione nell’ambito del Programma federale di compensazione per gli infortuni da vaccino, il che significa che i fornitori di vaccini come Pfizer e Moderna potrebbero essere protetti in modo permanente dalle cause legali relative agli effetti dei loro vaccini anti COVID-19. Queste aziende godono già di un’immunità dalla responsabilità dettate dall’emergenza pandemica sin dal marzo 2020.

Il quadro generale: La stragrande maggioranza dei genitori statunitensi non ha fatto vaccinare i propri figli a causa dei timori per gli effetti collaterali come le infiammazioni cardiache riscontrate negli adolescenti, che il CDC ha riconosciuto come reali. I bambini sono anche i meno a rischio con il COVID-19 ed hanno meno probabilità di diffonderlo, eppure il CDC continua a promuovere aggressivamente la vaccinazione per i bambini contro il parere di importanti organizzazioni sanitarie.

La guerra di Joe Biden ai combustibili fossili

APPROFONDIMENTO | Joe Biden ha dichiarato di aver “fatto tutto ciò che era in suo potere per ridurre i prezzi della benzina”.

Cosa sta succedendo: Joe Biden afferma di aver fatto tutto il possibile per ridurre i prezzi della benzina. Ma a poche settimane dalle elezioni di metà mandato, l’amministrazione sta ancora lottando per ridurre i prezzi elevati alla pompa, sapendo che danneggeranno i Democratici alle elezioni. Biden rilascerà altro petrolio dalla riserva strategica, quasi esaurita, in quello che sembra un ultimo disperato tentativo.

La realtà: La produzione petrolifera statunitense è ai minimi storici. L’amministrazione Biden ha affittato meno acri di proprietà federale per le trivellazioni petrolifere e del gas naturale, sia offshore che sulla terraferma, di qualsiasi altra amministrazione dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta del 97% in meno rispetto ai primi diciannove mesi del mandato del Presidente Donald Trump.

Mentre i prezzi della benzina aumentavano, Joe Biden prendeva decisioni che non avrebbero fatto altro che peggiorare la situazione:

  • Gennaio 2021 (prezzo medio della benzina: 2,33 dollari) – Biden ha iniziato a bloccare le concessioni per l’estrazione di petrolio e gas naturale nelle terre e nelle acque di proprietà federale attraverso un ordine esecutivo. Ha inoltre ordinato alle agenzie governative di eliminare i sussidi ai combustibili fossili entro il 2022.
  • Maggio 2021 (prezzo medio della benzina: 3,11 dollari) – L’amministrazione Biden ha esercitato pressioni sulle grandi banche affinché si disimpegnassero dagli investimenti sui combustibili fossili.
  • Giugno 2021 (prezzo medio della benzina: 3,15 dollari) – Biden revoca il permesso e cancella l’oleodotto Keystone XL.
  • Agosto 2021 (prezzo medio della benzina: 3,25 dollari) – Biden invita la Russia e l’OPEC ad aumentare la produzione di petrolio per contrastare l’aumento dei prezzi, invece di aumentare la produzione nazionale. Aumenta inoltre i regolamenti e i controlli per punire e sanzionare l’industria dei combustibili fossili.
  • Dicembre 2021 (prezzo medio della benzina: 3,39 dollari) – Biden blocca gli aiuti federali per nuovi progetti per l’estrazione dei combustibili fossili all’estero.
  • Febbraio 2022 (prezzo medio della benzina: 3,90 dollari) – Biden ritarda il rilascio di nuovi permessi di trivellazione per petrolio e gas naturale su terreni federali, poco prima dell’invasione russa in Ucraina.
  • Marzo 2022 (prezzo medio della benzina: 4,25 dollari) – Biden vieta le importazioni di petrolio russo.

Joe Biden è il responsabile dei prezzi elevati della benzina. Ha rifiutato le soluzioni che avrebbero risolto il problema, adottando invece politiche che lo avrebbero solamente esacerbato, come l’aumento delle normative sull’industria petrolifera, la revoca dei permessi di estrazione ed il tentativo di affidarsi al petrolio straniero per compensare la differenza. Con poche soluzioni a disposizione, l’amministrazione Biden è ora costretta a fare affidamento sulla riserva strategica di petrolio americana, destinata alle emergenze gravi e ai tempi di guerra.


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