Mostrare il transgenderismo per quello che è: Una menzogna – Washington Examiner

Dobbiamo dire la verità: il “transgenderismo” non esiste. L'”identità di genere” è un concetto falso

Tratto e tradotto da un articolo di opinione di Kara Dansky per il Washington Examiner

Oggi si parla molto dei diritti dei transgender“. I notiziari parlano di “atleti transgender“, “carcerati transgender” e “studenti transgender“. La nostra società è immersa nel dibattito sul cosiddetto transgenderismo. Tuttavia, vedo pochissime persone che si pongono la domanda: “Che cosa significa ‘transgender’?” o “Che cosa è esattamente un ‘trans’?“.

Il nocciolo della questione è questo: Le persone in tutto lo spettro politico sono state convinte ad accettare che esiste una categoria, coerente, di persone per le quali il sesso è irrilevante e che questa categoria di persone deve essere chiamatatransgender” (o semplicementetrans“). I Democratici, nel complesso, sostengono i “diritti per i ‘transgender‘” mentre i Repubblicani, nel complesso, si oppongono a permettere a delle persone confuse con il proprio sesso di guadagnarsi il proscenio. Ma a prescindere dal fatto che una persona sia favorevole o contraria ai “diritti per i ‘transgender‘”, probabilmente crede che esista una categoria di persone di questo tipo.

Ma non è così. “Transè una bugia. È una bugia grande quanto la bugia che l’imperatore indossi i vestiti anche se è nudo. Non indossa dei vestiti. È nudo. È solo troppo arrogante per riconoscerlo e tutti quelli che lo circondano sono troppo codardi per dirglielo.

Per capire come il transgenderismo sia diventato così radicato nella nostra società nonostante le sue evidenti distorsioni, bisogna innanzitutto comprendere la filosofia da cui è partito. A partire dagli anni ’70, un gruppo di persone nel mondo accademico ha iniziato a parlare di “postmodernismo“, un nuovo movimento filosofico e politico che respingeva le pretese di oggettività e ragione. Si opponeva all’idea che qualsiasi cosa potesse essere fondata sulla realtà materiale. Uno dei suoi principali sostenitori era Michel Foucault, un filosofo francese che ha insegnato per un certo periodo all’Università della California, a Berkeley. Foucault era anche, tra l’altro, un noto pedofilo che sosteneva l’abolizione delle leggi sull’età del consenso. Per Foucault, l’età è solo un costrutto“, il che significa che gli adulti dovrebbero essere autorizzati ad avere rapporti sessuali con i bambini.

Dal postmodernismo è nata la teoria Queer“, l’idea cioè che anche il sesso biologico sia un costrutto sociale. I teorici “Queer” degli anni ’90 sostenevano dalle loro torri d’avorio che la realtà materiale della sessualità non esistesse e che si trattasse solo di una “costruzione sociale volta ad opprimere“. Tuttavia, i teorici “Queer” capirono che se avessero cercato di convincere la gente comune che il sesso non fosse una cosa reale, sarebbero stati (giustamente) ridicolizzati ed ignorati. Così inventarono un nuovo termine: “transgender“. Questo termine fa esattamente ciò che si proponeva di fare: persuadere la gente comune che la realtà materiale del sesso biologico non sia reale o, almeno, che non abbia importanza.

Ci possono benissimo essere persone che soffrono sinceramente di ciò che il DSM definisce “disforia di genere“. Ma non ne consegue che sia sensato o salutare per una società permettere alle persone di “identificarsi” in un genere diverso dal proprio sesso biologico. Anzi, così facendo si crea solo più confusione ed ansia in coloro che molto spesso sono già mentalmente vulnerabili.

E prima che qualcuno lo chieda, non sono un conservatrice. Sono sempre stata una convinta sostenitrice della Sinistra e, da quando ho memoria, una femminista. Mi sono registrata come Democratica il giorno in cui ho compiuto 18 anni e lo sono ancora (anche se per un breve periodo sono stata iscritta al Partito Verde Americano).

Alcuni hanno dato la colpa alle femministe per l’ascesa dell’ideologia del gender. Ma non è un’accusa corretta. Le vere femministe lottano per la liberazione delle donne e delle ragazze, intendendo con questo termine gli esseri umani di sesso femminile. Le femministe non sono confuse sulla categoria di esseri umani per la cui liberazione combattiamo. Non siamo confuse sulla categoria di persone per il cui diritto di voto le suffragette hanno combattuto (con grande rischio per la loro stessa incolumità). Non ci confondiamo sulla categoria di persone che sono sottoposte all’orribile offesa della mutilazione genitale femminile. (Quando le femministe si lamentano della violenza maschile contro le donne, non ci confondiamo sul significato delle parole “maschio” e “donna”. Le femministe non hanno creato questo mostro “trans“. E siamo più che disposte a lavorare con chiunque, anche con coloro con i quali potremmo essere generalmente in disaccordo, per proteggere i diritti delle donne basati sul sesso.

Il capitolo statunitense di Women’s Declaration International, per esempio, di cui sono presidente, lavora per far avanzare la Dichiarazione sui diritti sessuali delle donne nella legge e nella società statunitensi. Siamo apartitici e lavoriamo con donne di tutto lo spettro politico che concordano con i principi delineati nella Dichiarazione. (Inoltre, non siamo timidi nel sostenere l’aborto come diritto sessuale delle donne e delle ragazze).

A causa della nostra opposizione all’ideologia del gender e ai danni che essa arreca alle donne, siamo spesso diffamate dalla Sinistra cometraditrici del progressismo“. Tuttavia, non siamo noi ad aver abbandonato i valori progressisti. Quel crimine appartiene agli ideologi del gender, che spingono un’ideologia politicamente regressiva sotto ogni aspetto. Il transgenderismo“, infatti, distrugge l’uguaglianza raggiunta dalle donne e sancisce stereotipi sessuali dannosi nella legge, nella medicina, nel mondo accademico e in tutta la società.

Ma questo è esattamente l’obiettivo dell’ideologia del gender: impadronirsi delle nostre istituzioni e distruggere dall’interno qualsiasi verità che si basi sulla realtà materiale, compreso il sesso biologico. L’intero edificio del “trans” è guidato da un’industria viziosa il cui scopo è quello di cancellare letteralmente la realtà del sesso. Questa industria è un conglomerato di Big Tech, Big Pharma, aziende di forniture mediche, media tradizionali ed agenzie governative. Mi rendo conto che sembra una teoria della cospirazione, ma non è così. Questa industria opera alla luce del sole, da rinomati ospedali pediatrici a redazioni giornalistiche tradizionali, fino alla stessa Casa Bianca.

Per fortuna, sempre più persone sono disposte a parlare di questa ideologia e dei danni che sta causando alla nostra società. Ma l’unico modo per vincere questa battaglia è quello di reagire con lo stesso coraggio e la stessa aggressività degli attivisti del gender che ci hanno fatto credere che questa sia la prima cosa da fare. Dobbiamo dire la verità: il “transgenderismo” non esiste. L’identità di genereè un concetto falso. L’imperatore “transgender” non indossa alcun vestito.

Kara Dansky è presidente del capitolo statunitense di Women’s Declaration International e autrice del libro “The Abolition of Sex: How the Transgender Agenda Harms Women and Girls“. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso la University of Pennsylvania Law School e una laurea presso la Johns Hopkins University


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