Igor Danchenko è stato assolto, ma James Comey e l’FBI sono colpevoli di aver perpetrato la bufala del Russiagate – Fox News

Anche l’FBI corrotta era sotto processo davanti alla corte federale dove Igor Danchenko era accusato di aver rilasciato false dichiarazioni

Tratto e tradotto da un articolo di opinione di Gregg Jarrett per Fox News

Igor Danchenko è stato assolto martedì da tutti e quattro i capi d’accusa per aver mentito all’FBI su dove avesse ottenuto le informazioni fasulle che aveva fornito segretamente all’ex spia britannica Christopher Steele per il suo dossier fittizio che diffamava Donald Trump come una “risorsa in mano ai russi”. La sconfitta è un’altra battuta d’arresto per il consigliere speciale John Durham, ma il verdetto non è una sorpresa.

Il processo si è svolto ad Alexandria, in Virginia, dove l’80% dei residenti ha votato per i Democratici alle ultime elezioni presidenziali. In un caso politicamente carico che coinvolge nomi come Donald Trump e Hillary Clinton, per John Durham è sempre stata una battaglia in salita, proprio come nel precedente processo all’avvocato della campagna elettorale di Hillary Clinton, Michael Sussmann, che è stato assolto da una giuria di Washington D.C. in un distretto dove il 92% degli elettori ha votato per Joe Biden alle ultime elezioni mentre un misero 5% per Donald Trump. Ma i verdetti di non colpevolezza sono una piccola nota a piè di pagina nella sordida storia della più grande illusione di massa della storia politica americana.

Il processo in Virginia non ha mai riguardato Igor Danchenko. Certo, era l’imputato principale. Ma man mano che si svolgevano le testimonianze era evidente che egli era un tramite per un’ambizione più degna: un’accusa schiacciante della grave cattiva condotta dell’FBI.

FLASH NEWS: PROCESSO DANCHENKO: LA GIURIA DICHIARA LA FONTE DEL DOSSIER STEELE NON COLPEVOLE PER TUTTI I CAPI D’ACCUSA (FOX NEWS)

John Durham lo ha ammesso candidamente davanti alla giuria durante la sua arringa finale, quando ha definito il Bureau l’elefante nella stanza“.

In realtà, la disonesta FBI è stata sul banco degli imputati per tutta la settimana del processo, esposta per i suoi anni di vergognose bugie, scioccante corruzione e subdoli insabbiamenti.

Sono stati l’ex direttore James Comey e i suoi squallidi confederati a colludere con la campagna di Hillary Clinton per accusare falsamente Donald Trump di collusione con la Russia. Lo hanno incastrato per presunti crimini che non ha mai commesso.

John Durham

Secondo i documenti declassificati, la genesi delle menzogne proveniva da Hillary Clinton stessa. Nel periodo precedente alle elezioni presidenziali del 2016, aveva personalmente approvato un piano per diffamare il suo avversario politico come “una talpa dei russi”. Il responsabile della sua campagna elettorale, Robby Mook, lo ha confermato in un precedente processo di cinque mesi fa.

Ma non è tutto. Gli accoliti della Clinton hanno finanziato di nascosto lo specioso dossier redatto dall’ormai caduto in disgrazia Christopher Steele, che già intascava denaro mentre era sul libro paga dell’FBI. I compari e gli agenti politici di Hillary Clinton non solo hanno fornito la spazzatura inventata contenuta nel dossier, ma l’hanno diffusa ai media che detestavano Donald Trump. Con l’FBI come complice inconsapevole, la bufala del Russiagate ha preso il volo e ne è seguita una dilagante caccia alle streghe.

Qualsiasi persona intelligente che abbia mai letto l’assurdo rapporto di Christopher Steele ha capito subito che era falso. Sembrava un romanzo da quattro soldi scritto da una mezza calzetta.

Naturalmente, i geni dei media liberal mainstream hanno pensato che fosse vero. Accecati dai loro pregiudizi e dal disprezzo per Donald Trump, l’hanno accettato come se fosse il vangelo e l’hanno riportato come tale, senza mai preoccuparsi di verificare nulla. Ma l’FBI lo sapeva bene.

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All’inizio, l’agenzia aveva facilmente smontato gran parte di queste informazioni, ritenendole palesemente false. Tuttavia, nell’ottobre 2016 hanno offerto a Christopher Steele una ricompensa di 1 milione di dollari – l’equivalente di una taglia sulla testa di Donald Trump – se solo l’ex spia avesse confermato il contenuto del suo finto dossier. Steele non ha potuto, ovviamente, perché è impossibile provare la verità di una menzogna.

Igor Danchenko, cittadino russo, è stato assolto martedì da un tribunale federale da quattro accuse di aver mentito all’FBI

Sebbene il Bureau non sia stato in grado di verificare il dossier, ciò non ha impedito all’FBI di sfruttarlo. Nello stesso mese, James Comey ha firmato una richiesta di mandato per spiare la campagna di Trump, dichiarando sotto giuramento alla Corte FISA che il falso documento fosse “verificato” anche se non lo era.

Ha inoltre dichiarato al giudice che il dossier fosse “credibile” e che Christopher Steele fosse “affidabile“, omettendo intenzionalmente il fatto fondamentale che Steele fosse stato licenziato dall’FBI per aver mentito.

Nel corso di un anno sono seguiti altri tre mandati, mentre l’FBI raddoppiava e triplicava gli inganni sulla verifica del dossier. Per tutto il tempo, gli alti funzionari dell’agenzia sapevano che la loro prova fondamentale fosse completamente falsa.

Ma la condotta illecita dell’FBI non si è limitata solamente a mentire alla Corte FISA. Incurante dei vincoli della legge, l’FBI ha usato il dossier disonesto come pretesto per intensificare le indagini su Donald Trump.

Da sempre machiavellico, James Comey ha cercato di intrappolare il neoeletto presidente in un incontro privato riguardante il falso dossier Steele già nel gennaio 2017, senza mai dirgli che l’FBI lo avesse già screditato.

James Comey

La loro discussione è stata immediatamente divulgata ai giornalisti, in modo che questi ultimi avessero una scusa per pubblicare il dossier, cosa che hanno fatto.

Quasi da un giorno all’altro, il fantasma del Russiagate ha scatenato una tempesta di fuoco nell’opinione pubblica. Donald Trump meritava la verità su quel documento, non di essere infangato dai media con accuse errate sottoscritte dalla campagna della Clinton e diffuse dall’FBI.

Giorni dopo l’insediamento, Igor Danchenkola fonte principale di Christopher Steele ha confessato agli agenti di James Comey che il documento fosse tutta una messinscena.

Mentre i Democratici e i media procedevano a condannare Donald Trump presso il tribunale dell’opinione pubblica, il bigotto James Comey e gli altri del Bureau rimasero muti e guardarono con gioia mentre la loro nemesi lottava per difendersi.

Hanno continuato a spacciare bugie alle Corti FISA, nascondendo al Congresso ed all’opinione pubblica le prove a discarico dell’innocenza di Trump.

La collusione era un’allucinazione che hanno contribuito a propagare. Hanno nascosto l’ammissione di Igor Danchenko che il dossier fosse solamente una raccolta di voci inutili, insinuazioni, molteplici dicerie e – letteralmente – “pettegolezzi da bar”. Invece, dietro le quinte, l’FBI ha manipolato la narrazione per dipingere il Presidente come colpevole di cospirazione con la Russia. James Comey, Hillary Clinton ed altri ancora hanno colluso per incastrarlo ed estrometterlo dall’incarico.

L’FBI ha commesso innumerevoli altri atti di cattiva amministrazione e di cattiva condotta, tutti guidati dall’odio sfegatato dell’agenzia nei confronti di Donald Trump.

Hanno usato la legge per scopi di parte ed hanno politicizzato il sistema giudiziario della nostra nazione. In una certa misura, ci sono riusciti.

Con il loro abuso di potere sono riusciti a convincere decine di milioni di cittadini che il presidente fosse un traditore senza uno straccio di prova.

Non c’è mai stata alcuna prova credibile che Donald Trump fosse una risorsa in mano ai russi. Non ci sono stati atti sediziosi che abbia architettato con il Cremlino o con qualche nefasta cabala per rubare le elezioni del 2016.

È stata tutta una finzione dannosa che costituisce quello che è sicuramente il più sporco trucco politico mai perpetrato.

John Durham

Il procuratore speciale John Durham dovrebbe essere lodato per la sua ostinata ricerca della verità. Forse ha perso il processo, ma è riuscito a svelare una moltitudine di menzogne perniciose.

Ha esposto come una forza maligna di funzionari non eletti abbia commesso una corruzione fuori dal comune attraverso inganni insipidi ed atti malvagi. Hanno sovvertito le nostre regole legali e minato il processo democratico. Con le loro azioni venali, hanno danneggiato le istituzioni del governo americano. E hanno sprecato la fiducia della nazione.

James Comey e i suoi miserabili tirapiedi possono anche essersene andati dall’FBI, ma il miserabile marciume persiste.

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Gregg Jarrett è un analista e commentatore legale di Fox News e in passato ha lavorato come avvocato difensore e professore di legge. È autore del libro best-seller Numero 1 del New York Times “The Russia Hoax: The Illicit Scheme to Clear Hillary Clinton and Frame Donald Trump”. Il suo ultimo libro è il bestseller del New York Times “Witch Hunt: The Story of the Greatest Mass Delusion in American Political History”.


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