Democratici state attenti, è in arrivo un’onda rossa perché gli elettori sanno che non stanno meglio da quando Joe Biden è in carica – Fox News

Quando gli elettori voteranno per le elezioni di midterm dovranno chiedersi se Joe Biden e i Democratici hanno reso la loro vita migliore o peggiore

Tratto e tradotto da un articolo di opinione di Liz Peek per Fox News

State meglio di quattro anni fa?

Questa fu la famosa domanda che Ronald Reagan pose agli americani nel suo unico dibattito contro Jimmy Carter nell’autunno del 1980. Poco dopo, gli elettori avrebbero risposto con un fragoroso “No!” e fecero cadere il presidente democratico in carica. Reagan vinse in maniera schiacciante, conquistando 44 dei 50 Stati.

Ora, a meno di un mese dalle elezioni di midterm che determineranno quale partito controllerà il Congresso, i candidati del Partito Repubblicano dovrebbero porre la stessa domanda, chiedendo agli elettori di pensare a dove erano due anni fa e a dove sono ora.

Dovrebbero chiedere se le politiche della Casa Bianca di Joe Biden e dei suoi colleghi Democratici hanno migliorato oppure peggiorato le loro vite.

Non c’è dubbio su come gli elettori risponderanno. Le persone faticano a pagare le bollette, trovano quasi impossibile comprare una casa, sono ancora alla ricerca di latte artificiale per neonati, hanno paura dei criminali violenti che infestano i loro quartieri, temono che i loro figli possano raccogliere pasticche di fentanyl ad Halloween, diventano sempre più poveri di giorno in giorno mentre il mercato azionario crolla e i prezzi delle case diminuiscono, sono allarmati dagli immigrati che si riversano nelle loro città ed inorriditi dall’indottrinamento Woke che viene propinato dalle scuole ai loro figli.

Le persone vedono l’economia in crisi, i posti di lavoro sempre meno numerosi, i loro salari che non tengono il passo con l’inflazione e la Federal Reserve decisa ad architettare una recessione per rimettere le cose a posto. Vede i vicini di casa che non lavorano perché i sussidi statali hanno permesso loro di restare a casa.

Certo, i fanatici del clima si rallegrano del rovinoso attacco di Joe Biden ai combustibili fossili, esultando per l’aumento vertiginoso dei costi della benzina e del riscaldamento che, in qualche modo, credono che salverà il pianeta. Molte donne sono addolorate dal fatto che la Corte Suprema abbia dato agli elettori il potere di determinare la politica sull’aborto Stato per Stato.

Ma nonostante l’enorme quantità di denaro che sta affluendo nelle casse dei Democratici e l’insistenza con cui il New York Times e il Washington Post affermano che Joe Biden stia cavalcando una grande rimonta, gli elettori si stanno svegliando.

Forse il segno più eloquente è un recente sondaggio Gallup in cui è stato chiesto ai cittadini quale partito può gestire meglio la questione più importante per loro. Gli intervistati hanno scelto i Repubblicani rispetto ai Democratici con il 48% a 37%, il margine più alto ottenuto dal Partito Repubblicano dal 1946 e, secondo gli analisti politici, un forte indicatore del fatto che il GOP conquisterà entrambe le camere del Congresso a novembre.

Certamente, altri sondaggi puntano nella direzione opposta, tra cui i sondaggi generici che favoriscono solo leggermente i Repubblicani ed un leggero miglioramento degli indici di gradimento di Joe Biden, ma poiché gli elettori sembrano dare meno importanza all’aborto ed all’equità razziale nel sistema giudiziario – temi su cui i Democratici ottengono buoni risultati – le speranze del Partito Repubblicano stanno aumentando.

Altri indicatori che indicano una buona performance dei Repubblicani alle elezioni di metà mandato sono:

1. In un recente sondaggio Economist/YouGov, il 94% degli intervistati ha dichiarato che “l’occupazione e l’economiasono importanti per loro, superando ogni altra preoccupazione tranne l’inflazione, che ha ottenuto lo stesso punteggio. Secondo la media dei sondaggi di Real Clear Politics, il 59% degli americani disapprova la gestione dell’economia da parte di Biden. “È ancora (e sempre) l’economia, stupido”.

2. Le gare chiave per il Senato in Pennsylvania, Wisconsin, Nevada e Arizona sembrano spostarsi a favore dei Repubblicani.

3. Il sondaggio dell’Università del Michigan sul sentimento dei consumatori in merito alle condizioni economiche attuali è sceso del 20% rispetto a un anno fa. La lettura di settembre, pari a 58,6 punti, è in aumento rispetto al minimo di giugno, pari al 50 punti, che è stato il dato più basso mai registrato, a partire dal 1952. Tuttavia, un risultato attorno a 50 punti si è verificato solo durante le recessioni. A titolo di paragone, l’elezione di Donald Trump ha fatto salire l’indice sopra i 90, e occasionalmente sopra i 100, fino alla pandemia. Anche allora, il dato non è mai sceso sotto i 70.

4. Due terzi degli americani pensano che il Paese sia sulla strada sbagliata. Con Donald Trump, solo l’arrivo del COVID-19 aveva fatto sì che così tante persone pensassero che la nazione stesse andando nella direzione sbagliata.

5. Il voto generico del Congresso ha ricominciato ad oscillare verso i Repubblicani, che ora sono leggermente in testa, secondo Real Clear Politics. Secondo il sondaggio di Rasmussen sugli elettori che probabilmente andranno a votare, il Partito Repubblicano è in vantaggio di 4 punti, tre in più rispetto alla settimana precedente, ma in calo rispetto al vantaggio di ben dieci punti dell’estate scorsa. Il recente miglioramento deriva dai migliori risultati ottenuti tra le donne e tra gli elettori indipendenti, tendenze che dovrebbero preoccupare i Democratici. Un altro dato preoccupante per il Partito di Joe Biden è che solo il 66% degli elettori afroamericani ha dichiarato che voterà per un candidato democratico.

Ai fini del mio ragionamento, i paragoni con gli anni di Donald Trump non intendono incoraggiare il suo ritorno, ma gli elettori dovrebbero essere consapevoli che il Paese, nonostante gli orrori del COVID-19, solo due anni fa era in una situazione migliore di quella attuale. Joe Biden ha portato questa Nazione al disastro.

Nel periodo che precede le elezioni, c’è sempre la possibilità di una sorpresa di ottobre, un evento inaspettato che può far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. La recente decisione dell’OPEC+ di tagliare la produzione di petrolio rientra in questa categoria. È probabile che i prezzi del petrolio salgano, con conseguente aumento dei costi della benzina e del combustibile per il riscaldamento domestico. La nazione si sta rendendo conto del costo reale della guerra sconsiderata di Joe Biden contro i combustibili fossili e contro la produzione petrolifera americana: l’aumento dei prezzi alla pompa danneggerà i Democratici.

A volte, l’imprevisto è un errore di un candidato, ed è per questo che i Democratici che oggi sono in testa in varie competizioni, come quella della governatrice di New York Kathy Hochul e il candidato al Senato della Pennsylvania John Fetterman, che stanno evitando i dibattiti.

Chi può biasimarli? Immaginate di dover difendere i risultati dei Democratici in materia di inflazione, criminalità o immigrazione. Oppure, immaginate di dover sostenere Joe Biden, con i suoi attacchi sconsiderati ed offensivi nei confronti di decine di milioni di americani.

L’8 novembre gli elettori decideranno chi controllerà il Congresso. Il risultato rifletterà sicuramente se oggi stanno meglio rispetto a due anni fa. La risposta è: non stanno meglio, grazie a Joe Biden e ai Democratici.

Liz Peek è collaboratrice di Fox News ed ex partner di Wertheim & Company, un’importante società di Wall Street. Ex editorialista del Fiscal Times, scrive per The Hill e contribuisce spesso per Fox News, New York Sun ed altre pubblicazioni. Per saperne di più, visitare LizPeek.com.


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