Quando la sinistra cerca di controllarvi con la paura, evocate il coraggio di Kanye West – The Federalist

Resistendo alla pubblica gogna, Kanye sta ispirando le persone a liberarsi dalle loro catene mentali

Tratto e tradotto da un articolo di Evita Duffy per The Federalist

Dopo lo slogan lanciato da Kanye e poi divenuto virale “White Lives Matter” durante la settimana della moda di Parigi, il magnate degli affari ed artista rap si è seduto per un’intervista esclusiva ed esplosiva con Tucker Carlson.

Durante l’intervista, Kanye ha attaccato la polizia del discorso che costituisce il mondo della moda aziendale, Hollywood e i media “senza Dio”. Ha denunciato il regime di censura sta cercando di controllare il dibattito politico attraverso la cultura pop, manipolando anche la sua ex moglie Kim Kardashian, famosa per i reality show, e punendolo senza pietà per aver fatto il libero pensatore. E forse, soprattutto, ha dimostrato perché, quando la sinistra cerca di controllarti con la paura, il coraggio è l’unica opzione.

La moda dettata dalle grandi aziende punisce il dissenso ideologico

In effetti, la censura ed il pensiero unico sono stati i temi della serata, con Kanye che ha raccontato di come, da quando si è allontanato dal copione, i media e la classe delle celebrità abbiano scatenato una guerra totale contro di lui. Per esempio, Kanye ritiene di essere stato “incastrato” da Conde Nast (una società globale di mass media che possiede, tra gli altri, Vogue, The New Yorker, GQ e Vanity Fair) e da Anna Wintour, caporedattore di Vogue (e il diavolo nel film “Il diavolo veste Prada“), dopo la sfilata in cui ha indossato la maglietta “White Lives Matter“.

Il primo attacco è stato quello della fashion editor di Vogue Gabriella Karefa-Johnson, che sul suo account Instagram ha dichiarato che la maglietta di KanyeWhite Lives Matter” era un “comportamento indifendibile“, “pura violenza” e che “non c’era alcun tipo di arte“.

Successivamente, Anna Wintour ha sguinzagliato le sue “bambole“, le modelle mega influencer Gigi Hadid e Hailey Baldwin, ora Bieber. Improvvisamente, “tutte le sue bambole avevano qualcosa da dire”. La diffamazione e la finta indignazione online, ha detto Kanye, sarebbero state fatte solo con il tacito permesso di Conde Nast e della Wintour, potente alleata e donatrice dei Democratici. Chiamare in causa Black Lives Matter o dire l’ovvio sulla corruzione dell’organizzazione finanziata dalle multinazionali deve essere punito immediatamente, e ciò lo ha avrebbe reso “radioattivo” nel mondo della moda e nell’America delle multinazionali.

Nel corso di questa vicenda, Kanye è stato accusato di tutti i solitiismi“: razzismo, sessismo, bullismo e fat shaming, presumibilmente perché Karefa-Johnson di Vogue è una culona. Non importa che Kanye abbia risposto alle ridicole accuse di “violenza” prendendo in giro il suo stile ed in particolare il suo orribile abbigliamento, mai il suo corpo.

Usare la sua famiglia per metterlo a tacere

Purtroppo, anche gli amici e la famiglia di Kanye si sono uniti agli attacchi e stanno perpetuando l’idea che egli sia un “malato di mente” o emotivamente “instabile”. Questa volta, gli amici di Kim Kardashian hanno fatto dire a Hollywood Life che pensava che la maglietta del marito fosse una “scelta orribile” e che sia rimasta “totalmente disgustatanel vederlo con la commentatrice conservatrice Candace Owens, che indossava anche lei una maglietta “White Lives Matter” allo show.

Kanye ha anche detto a Tucker Carlson che i Clinton hanno i loro tentacoli politici intorno a Kim Kardashian. “È stato assurdo che non sapessi quanto mia moglie fosse vicina ai Clinton”, ha detto Kanye, che ha rivelato che i Clinton ed altre forze politiche hanno cercato di influenzarlo attraverso di lei. “… Sì, c’è stata una manipolazione“, ha detto Kanye, aggiungendo che potenti influenze sono riuscite inizialmente ad impedirgli di dichiararsi sostenitore di Donald Trump.

Kanye ha spiegato che durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2016, “ogni singola persona a Hollywood”, compresi Kim Kardashian, Kris Jenner, i suoi “cosiddetti amici” e i “gestori” gli hanno detto che se avesse sostenuto pubblicamente Trump, la sua carriera sarebbe “finita” e che avrebbe potuto persino perdere la vita.

La polizia della parola ha anche avvertito Kanye che il futuro del suo matrimonio ed il benessere dei suoi figli sarebbero stati minacciati se avesse reso pubblico il suo sostegno a Donald Trump, ha ricordato. Per un uomo che parla apertamente dell’importanza della paternità e dei suoi figli, questi avvertimenti devono aver pesato molto. Nemmeno l’icona del rap più potente e ricca d’America è immune dalle intimidazioni quando contrasta la narrativa della sinistra, e anche lui si è sentito costretto, per un certo periodo, a “mordersi la lingua” per il bene dei suoi figli.

I momenti più toccanti e chiaramente dolorosi dell’intervista sono stati quelli in cui Kanye ha parlato della decisione della moglie di mercificare il suo corpo per vendere prodotti e mantenere il suo stile di vita sfarzoso, e del messaggio che questo manda ai suoi figli. “Kim è cristiana, ma c’è gente che vuole che vada alla rivista Interview e che metta in mostra il suo culo mentre è una quarantenne multimiliardaria con quattro figli neri”, ha detto Kanye.

Secondo Kanye, chiunque abbia influenza, come la sua ex moglie, avrà a che fare con delle forze che cercheranno di controllarlo, e la paura è l’arma principale. “[Quelli che hanno influenza] hanno persone che li circondano in ogni momento, dicendo loro di cosa avere paura”. È interessante notare che non viene detto loro cosa dire, ma piuttosto cosa non dire.

Kim Kardashian ha dimostrato però coraggio quando ha anteposto la sua passione per la riforma della giustizia penale alla politica ed ha lavorato assieme al Presidente Donald Trump nel 2020. Kanye ha suggerito, tuttavia, che il più delle volte lo stile di vita lussuoso di Kim Kardashian ed il suo desiderio di influenza hanno la precedenza.

Ora divorziato, Kanye ha raccontato che una delle campagne più dolorose dei mediasenza Diocontro di lui è stata quella in cui lo hanno definito “stalker” per aver comprato una casa vicino a Kim, in modo da poter stare vicino ai suoi figli ed adempiere ai suoi doveri di padre.

Liberarsi dalle catene mentali

Nonostante tutte le sofferenze personali, Kanye non si è sottratto dall’affermare fatti che minano il regime, come il fatto che a New York vengono abortiti più bambini neri che nati. Ha persino parlato delle radici razziste ed eugenetiche di Planned Parenthood, un fatto che la sinistra ha cercato di tenere nascosto per decenni.

Kanye attribuisce alla sua fede cristiana il merito di aver resistito alle tribolazioni. “Dio costruisce guerrieri in un modo diverso. Non so se è perché sono nato ad Atlanta e cresciuto nel South Side di Chicago che mi ha creato per un momento come questo”.

Dicendo quello che pensa e spingendo gli altri a riflettere, Kanye è uno dei maggiori bersagli della sinistra. Hanno cercato di farne un esempio, mostrando cosa succede se si osa uscire dalla linea ideologica. Tuttavia, restando fermo sulle sue posizioni, Kanye è riuscito a trasmettere il suo messaggio. Non cedendo alle pressioni con scuse meccaniche scritte da un team di PR e dimostrando di essere in grado di sopportare la pubblica gogna, ha ispirato gli americani in tutto il Paese a liberarsi dalle loro catene mentali e dall’autocensura.

Come ha detto Kanye, la paura è una delle armi preferite della sinistra, e questo è uno dei motivi per cui il coraggio è così fondamentale.


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