Biden ha fallito, la benzina sale – Upward News

L’amministrazione Biden ha concesso milioni ad enti privati che hanno aiutato il governo a censurare le denunce di frode elettorale

APPROFONDIMENTO | I documenti mostrano una triplice collaborazione tra gruppi di ricerca privati, governo federale e Big Tech per censurare la “disinformazione” sulle elezioni del 2020.

Chi ha fatto cosa? La Election Integrity Partnership (EIP), composta da quattro gruppi privati “apartitici”, ha segnalato migliaia di URL condivisi e post sui social media come “disinformazione” elettorale. Il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS) e il Dipartimento di Stato (DOS) hanno poi emesso degli “avvisi” invitando le piattaforme dei social media a rimuoverli.

Cosa è stato censurato? L’EIP ha preso di mira diverse “narrazioni” sui brogli elettorali che considerava false o fuorvianti, come le affermazioni sulle macchine per votare Dominion, le attività sospette degli operatori elettorali, i voti espressi per conto di persone morte ed altro ancora. Il suo rapporto finale vantava una percentuale di successo del 35% nell’indurre le piattaforme a rimuovere i post o ad etichettarli come “disinformazione”.

La missione dell’EIP: Il sito web dell’organizzazione “apartitica” incolpa “gli influencer blue checkdi destra” per la “metanarrazione di un’elezione rubata” che “ha spinto l’insurrezione del 6 gennaio“. Sostiene che il ruolo “limitato” del governo nel reprimere direttamente la disinformazione “crea un’urgente necessità di collaborazione tra governo, società civile, media e piattaforme di social media”.

I quattro gruppi hanno ricevuto milioni di dollari dal Dipartimento della Difesa, dalla National Science Foundation e dal Dipartimento di Stato di Joe Biden per finanziare ulteriori “ricerche” sulla lotta alla disinformazione. Il deputato Andrew Clyde (Repubblicano della Georgia) ha chiesto un’indagine del Congresso sull’EIP e sta elaborando una legge per impedire al governo di usare le Big Tech come “entità per procura” per reprimere il dibattito online.

Il quadro generale: Aziende private ed istituzioni governative hanno lavorato insieme per censurare le preoccupazioni degli americani su questioni di importanza nazionale, come i brogli elettorali ed il COVID-19. Il governo è ora citato in giudizio per aver usato le Big Tech come “entità delegate” per reprimere la libertà di espressione online. Il governo viene ora citato in giudizio per essersi coordinato con le società di Big Tech per violare i diritti del Primo Emendamento della Costituzione americana.

Gli sforzi di Joe Biden per contenere i prezzi della benzina sono falliti

APPROFONDIMENTO | Gli sforzi di Joe Biden per mantenere bassi i prezzi della benzina continuano a ritorcersi contro di lui con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato.

Cosa è successo: Joe Biden ha fatto frenetiche pressioni sui sauditi – un Paese che ha definito “paria” – affinché pompassero più petrolio per abbassare i prezzi globali della benzina e ricostituire le riserve petrolifere americane. Gli sforzi sono falliti perché l’OPEC+ ha annunciato di voler tagliare la produzione globale di 2 milioni di barili al giorno.

Perché è importante: L’amministrazione Biden sta cercando di mantenere i prezzi della benzina più bassi con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. La soluzione temporanea di Biden di utilizzare la Strategic Petroleum Reserve sta diventando meno praticabile dopo aver rilasciato 180 milioni di barili dalla riserva ed aver annunciato il rilascio di altri 10 milioni.

Dove si va a parare? I prezzi della benzina sono destinati a salire, dato che le riserve di petrolio della nazione diminuiscono e l’OPEC si muove contro la volontà dell’amministrazione americana. Biden sta ora spostando la sua attenzione dai sauditi ad un altro regime autoritario, eliminando le sanzioni al Venezuela per attingere al loro petrolio.

È un problema causato da Joe Biden con il rifiuto di puntare sulla produzione nazionale di petrolio: Biden ha rilasciato meno contratti di locazione per la produzione di petrolio on-shore ed off-shore di qualsiasi altro presidente dagli anni Quaranta. I prezzi della benzina sono aumentati sin dall’inizio della sua amministrazione, e Biden ha rifiutato tutte soluzioni che avrebbero risolto il problema, adottando invece politiche che lo avrebbero aggravato, come l’aumento delle normative sull’industria dei carburanti e la revoca dei permessi petroliferi.

Lobbying per ulteriori sanzioni sul petrolio russo: L’amministrazione Biden ha spinto l’Unione Europea ad approvare una nuova serie di sanzioni sul petrolio russo che imporrebbero un tetto al prezzo del petrolio russo e, in ultima analisi, ne aumenterebbero il prezzo.

Il quadro generale. Consumata dall’idealismo delle energie rinnovabili, l’amministrazione Biden ha rifiutato la necessità di una produzione nazionale di petrolio ed ha invece puntato sulle pressioni per un aumento della produzione estera, uno sforzo che ora è fallito. Con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato, gli americani sentiranno gli effetti di una politica energetica fallimentare.


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