Byron York: Considerazioni sul discorso di Joe Biden

Byron York’s Daily Memo – Il discorso di Joe Biden sulla ‘carneficina americana’

Perché Joe Biden ha tenuto quel discorso davanti all’Independence Hall di Philadelphia? Era un discorso per le elezioni di metà mandato del 2022? Era un discorso per la campagna presidenziale del 2024? Stava preparando il Paese al possibile arresto del suo predecessore, l’ex Presidente Donald Trump? Cosa voleva fare?

Il discorso, soprannominato da alcuni “Red Setting” per la strana illuminazione e l’iconica foto di Joe Biden che parla con i pugni alzati, sembra essere stato tutto questo.

La storia che si cela dietro al discorso è il nuovo virgulto di energia che i Democratici sentono per le prossime elezioni di midterm. Da tempo rassegnati ad una cocente sconfitta, alcuni Democratici credono ora che il Partito abbia la possibilità di mantenere il controllo sia della Camera che del Senato. Per tre motivi: il primo è che ci sono alcuni segnali che indicano che l’inflazione, pur rimanendo storicamente alta, potrebbe attenuarsi; il secondo è la convinzione di poter utilizzare con successo la decisione della Corte Suprema sull’aborto contro i Repubblicani; il terzo è il profilo crescente di Donald Trump come fattore nelle competizioni elettorali del Congresso.

Joe Biden ha toccato tutti questi temi nel suo discorso di Philadelphia. No, non ha pronunciato la parola “inflazione”. Anzi, ha sottolineato le sue azioni, tra cui l’approvazione del massiccio piano di salvataggio americano, che hanno di fatto peggiorato l’inflazione. Ma si è preso i meriti, troppi meriti, per la costruzione di strade, la riduzione del prezzo dei farmaci da prescrizione, la promozione dell’energia verde e la creazione di un’economia che, a suo dire, è “più forte di qualsiasi altra nazione avanzata del mondo”.

Questa è stata la parte del discorso di Biden dedicata alla campagna elettorale. Poi è arrivata la parte sull’aborto. E no, Joe Biden non ha pronunciato la parola “aborto”. Invece, nell’attaccare i Repubblicani, si è rifatto ad uno dei discorsi più brutti mai pronunciati nella politica americana: il discorsoL’America di Robert Bork tenuto dal vecchio collega democratico di Joe Biden al Senato, Ted Kennedy, nel 1987. All’epoca, Biden e Kennedy stavano lavorando per bloccare la nomina di Robert Bork alla Corte Suprema. Il discorso che fece il senatore Ted Kennedy, pronunciato mentre Biden guardava, è diventato leggendario per il numero di false accuse che conteneva.

Eccone un estratto:

L’America di Robert Bork è una terra in cui le donne sarebbero costrette a fare gli aborti clandestinamente, i neri siederebbero ai banchi del pranzo segregati, la polizia disonesta potrebbe sfondare le porte dei cittadini in incursioni di mezzanotte, agli scolari non potrebbe essere insegnata l’evoluzione, scrittori e artisti sarebbero censurati per capriccio del governo, e le porte dei tribunali federali sarebbero chiuse sulle dita di milioni di cittadini…

Sarebbe difficile da eguagliare, ma a Filadelfia Joe Biden ci ha provato. Non è mai stato l’oratore che fu Kennedy, ed ora è vecchio e lento, ma è riuscito comunque a evocare lo spirito dell'”America di Robert Bork” quando ha detto: “Le forze MAGA sono determinate a portare questo Paese indietro – indietro verso un’America in cui non c’è il diritto di scegliere, non c’è il diritto alla privacy, non c’è il diritto alla contraccezione, non c’è il diritto di sposare chi si ama”.

Era il classico spot d’attacco dei Democratici vecchio stile. Avrebbe potuto risalire al 1992. Ma Biden ci ha appiccicato sopra l’etichetta MAGA e l’ha legata a Donald Trump, anche se le questioni erano state dibattute molto prima che Donald Trump si candidasse alla presidenza.

La vera oscurità del discorso di Biden si è manifestata nei suoi lunghi attacchi a Donald Trump e ai suoi sostenitori, che a volte ha chiamato “Repubblicani MAGA” e a volte “Repubblicani MAGA estremisti”. In tutto, l’acronimo è apparso nel discorso di Biden tredici volte.

“I Repubblicani MAGA non rispettano la Costituzione”, ha detto Joe Biden. “Non credono nello Stato di diritto. Non riconoscono la volontà del popolo. Si rifiutano di accettare i risultati di un’elezione libera. E stanno lavorando proprio ora, mentre parlo, in uno Stato dopo l’altro per dare il potere di decidere le elezioni in America a faziosi e compari, dando il potere ai negazionisti delle elezioni di minare la democrazia stessa. … Promuovono leader autoritari ed alimentano le fiamme della violenza politica che sono una minaccia per i nostri diritti personali, per il perseguimento della giustizia, per lo stato di diritto, per l’anima stessa di questo Paese”.

“I Repubblicani MAGA guardano l’America e vedono carneficine, oscurità e disperazione”, ha aggiunto Joe Biden, facendo riferimento al famoso riferimento di Donald Trump alla “carneficina americana” nel suo discorso inaugurale del 2017. Ora sembra che Biden veda altrettanta oscurità.

Qualche giorno prima, Joe Biden ha definito le convinzioni dei “Repubblicani MAGA” come “semi-fascismo“. Quella sera, Biden non ha usato la parola con la “F”, ma è chiaro che intendeva questo. Ciò che non è stato del tutto chiaro è il numero di persone che secondo lui rientrano nel profilo di “estremista MAGA. Si tratta solo di alcuni fedelissimi di Donald Trump? Sono tutti i 74 milioni di persone che hanno votato per Trump nel 2020?

Joe Biden sembra suggerire che la risposta sia più vicina alla seconda che alla prima. “Voglio essere molto chiaro”, ha detto. “Non tutti i Repubblicani, e nemmeno la maggioranza dei Repubblicani, sono Repubblicani MAGA. Non tutti i Repubblicani abbracciano la loro ideologia estrema. Lo so perché ho avuto modo di lavorare con questi Repubblicani mainstream. Ma non c’è dubbio che il Partito Repubblicano oggi sia dominato, guidato e intimidito da Donald Trump e dai Repubblicani MAGA, e questa è una minaccia per il Paese”.

Chi sono questi Repubblicani mainstream? Beh, certamente Joe Biden includerebbe gli antagonisti di Donald Trump nel GOP Liz Cheney e Adam Kinzinger alla Camera. Includerebbe anche i Repubblicani del Senato che hanno votato per condannare Trump nel suo secondo impeachment e che hanno anche votato, molti di loro, per alcune misure bipartisan che Joe Biden ha sostenuto. Tuttavia, sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che Biden ritenga che milioni di persone siano semi-fasciste e rappresentino una minaccia per la nazione.

Ricordiamo che Joe Biden ha definito il candidato repubblicano alla carica di governatore della Virginia, Glenn Youngkin, un estremista sulla falsariga dei rivoltosi del 6 gennaio. “L’estremismo può presentarsi in molte forme”, aveva detto Joe Biden lo scorso ottobre. “Può manifestarsi con la rabbia di una folla che vuole assaltare il Campidoglio. Può presentarsi con un sorriso ed un giubbotto di pile. In ogni caso, la Grande Bugia è sempre una Grande Bugia“. Glenn Youngkin aveva fatto del suo gilet di pile un marchio di fabbrica durante la campagna elettorale in Virginia. Quando si tratta di definire i “Repubblicani MAGA estremisti”, Joe Biden getta una rete molto ampia.

Si dice che i Democratici siano felici che il profilo di Donald Trump, sempre alto, sia salito ancora di più con l’inizio della campagna elettorale di midterm. E come è successo? È successo dopo che il Dipartimento della Giustizia di Biden ha aperto un’indagine penale sull’ex presidente ed ha eseguito un mandato di perquisizione nella casa invernale di Donald Trump all’inizio di agosto. Quindi l’amministrazione di Joe Biden, così come i Democratici che hanno creato il comitato sul 6 gennaio, stanno contribuendo a creare circostanze politiche che i Democratici vedono come favorevoli alle loro possibilità a novembre. E più Joe Biden ed il suo Partito cercano di demonizzare Trump e i suoi seguaci, più preparano il Paese alla possibilità che il Dipartimento della Giustizia accusi Donald Trump di un reato nell’ambito dell’inchiesta sui documenti.

Tornato alla Casa Bianca, Joe Biden ha cercato di rimangiarsi parte della retorica usata la sera prima. Alla domanda di Peter Doocy di Fox News se considerasse tutti i sostenitori di Trump una minaccia per il Paese, Biden ha risposto: “Non considero nessun sostenitore di Trump una minaccia per il Paese“.

Alla luce di ciò che Joe Biden ha detto a Filadelfia, questo è semplicemente impossibile da credere. Come potrebbe intendere ciò che ha detto all’Independence Hall e non considerare nessun sostenitore di Trump una minaccia per il Paese? Non è possibile. Poi Joe Biden ha specificato: “Quando la gente ha votato per Donald Trump e lo sostiene ora, non ha votato per attaccare il Campidoglio. Non stavano votando per rovesciare un’elezione. Hanno votato per la filosofia che lui ha proposto. Non sto parlando di nient’altro che, è inappropriato… l’incapacità di riconoscere e condannare la violenza quando è usata per scopi politici, l’incapacità di condannare la manipolazione [dei risultati] delle elezioni”.

Eh? Le osservazioni di Biden alla Casa Bianca hanno gettato una nube di confusione su ciò che aveva detto la sera prima. Era sincero? Aveva compreso appieno il tipo di accuse che stava facendo a Filadelfia? Era confuso? La retorica di Joe Biden era terribilmente seria e divisiva. Era difficile capire perché avesse tenuto quel discorso. Ma non è chiaro nemmeno se l’abbia capito.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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