The MAGAs are coming! The MAGAs are coming! – Washington Examiner

Joe Biden proprio come le figure totalitarie del XX secolo che mettevano falsamente in guardia dai pericoli che rappresentano i loro rivali e gli avversari politici, si è armato della paura per consolidare il sostegno politico… e distrarre dalle sue carenze come leader

Tratto e tradotto da un articolo di opinione di Christopher Tremoglie per il The Washington Examier

In piedi davanti all’edificio che ha prodotto due dei più grandi documenti sulla libertà nella storia della civiltà, Joe Biden ha autorevolmente condannato circa la metà degli elettori del Paese solo perché non sono d’accordo con lui. A quanto pare, le libertà costituzionali non significano nulla per l’autoproclamato “grande unificatore”, poiché Biden ha castigato tutti coloro che hanno osato e orano esprimersi contro di lui. È stata pura demagogia per distrarre dai primi 20 mesi disastrosi della sua amministrazione. Ha avvertito di “un tentativo di annullare i voti di 81 milioni di persone” diffamando gli altri 74 milioni dipingendoli come una minaccia imminente alla democrazia americana.

È stato uno dei momenti più bui della storia degli Stati Uniti.

“Troppo di ciò che sta accadendo oggi nel nostro Paese non è normale”, ha detto Joe Biden nel suo discorso minaccioso e divisivo. “Donald Trump e i Repubblicani MAGA rappresentano un estremismo che minaccia le fondamenta stesse della nostra Repubblica”.

Utilizzare le radici coloniali degli Stati Uniti è stata una trovata politica da quattro soldi. L’unica cosa che mancava sullo sfondo di questo edificio in stile coloniale del teatrino politico messo in piedi da Joe Bidenera rievocare magari la famosa cavalcata di Paul Revere attraverso Boston, strillando: “The MAGAs are coming! The MAGAs are coming!“.

Ma ciò che non è normale è che un presidente americano denigri oltre 74 milioni di persone. La retorica incendiaria di Biden non è una novità. Anche l’isteria di massa con cui ha denigrato i suoi avversari Repubblicani è una caratteristica di Joe Biden. Ma etichettare falsamente i suoi avversari politici come una minaccia imminente, mentre si dipinge come l’eroe virtuoso e compassionevole, è sbloccare un nuovo, spregevole, livello.

Da quando Joe Biden è in carica, il Paese è stato afflitto da una criminalità violenta e dilagante e da prezzi dei carburanti da record. Ma, con le elezioni di metà mandato del 2022 alle porte, anziché assumersi la responsabilità di questi fallimenti, Joe Biden ha ignorato i problemi, scegliendo invece di concentrarsi sullo spauracchio politico della Sinistra: l’ex presidente Donald Trump ed i suoi sostenitori, i cattivi Repubblicani MAGA“.

Il Presidente Franklin Delano Roosevelt una volta disse: “Non abbiamo nulla da temere se non la paura stessa“, dopo aver affrontato l’Impero del Giappone, quello dei nazisti e i fascisti. Confrontatelo con la retorica odiosa e divisiva dell’attuale presidente degli Stati Uniti. Mentre Franklin Delano Roosevelt rimase fermo di fronte alle avversità, Joe Biden si rannicchia nella paura per ottenere qualche punto di sondaggio in più, lamentandosi essenzialmente con un “Non dobbiamo temere nient’altro che Make America Great Again e Donald Trump”.

Una simile demagogia dispotica non dovrebbe essere tollerata. Ma, con un indice di gradimento al 38%, Joe Biden sa di non avere alcuna gamba su cui reggersi quando si parla di risultati politici. Oltre a corrompere gli elettori con il condono dei prestiti agli studenti, la gente sta peggio sotto di lui che sotto il suo predecessore.

L’ex presidente Donald Trump e i suoi sostenitori possono anche non piacere a nessuno. Ma il fatto è che non c’è alcuna minaccia imminente alla democrazia americana da parte di Donald Trump o dei suoi accoliti. Non c’è nulla da temere dai sostenitori del Movimento MAGA o da Donald Trump stesso. Certo, sono arrabbiati, ma lo erano anche i Democratici che hanno votato contro Donald Trump nel 2016.

E in termini di violenza politica, Sì, indubbiamente la rivolta in Campidoglio è stata terribile. Ma non dimentichiamo la violenza e la distruzione causata dalle Sinistre durante l’inaugurazione del Presidente Donald Trump. Non ignoriamo che i sostenitori di Trump sono stati attaccati per le strade, che ai partecipanti all’inaugurazione è stato impedito di entrare alla cerimonia e che coloro che si stavano recando ai festeggiamenti inaugurali sono stati molestati o aggrediti in ogni modo. Non dimentichiamo che nel gennaio 2017 la polizia ha sventato il piano di un 34enne di sinistra che voleva organizzare un attacco con l’acido al ballo inaugurale di Donald Trump.

E questa violenza è continuata per tutto il mandato di Donald Trump, compresi i Democratici eletti al Congresso che hanno esortato la gente a molestare in ogni modo i sostenitori di Trump ed i membri del suo Gabinetto.

Inoltre, non dobbiamo forse ricordare le serie di violenze della Sinistra che si sono verificate per tutto l’anno del 2020? Quando si parla di violenza politica, perché Joe Biden non ha menzionato gli omicidi, le rivolte e i saccheggi che hanno fatto a pezzi il Paese, istigati dai politici Democratici ed apertamente abbracciati dai media mainstream? Queste sono domande retoriche, ovviamente. Sappiamo perché non l’ha fatto. Quindi risparmiateci la finta indignazione.

La verità è che Biden sembrava, e sembra, come ogni figura totalitaria del XX secolo che metteva falsamente in guardia dai pericoli dei rivali e degli avversari politici. E proprio come quei tiranni dispotici, Joe Biden si è armato della paura per consolidare il sostegno politico e distrarre dalle sue carenze di leader.

Joe Biden non si è mai fermato, e ha sempre avuto bisogno di un capro espiatorio per i suoi disastri. Prima era Putin, ora sono i Repubblicani MAGA. Ma, in realtà, l’unica minaccia reale alle “fondamenta della nostra Repubblica” è rappresentata dalle sue politiche fallimentari e dall’incessante disinformazione che proviene dalla Casa Bianca.


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