Jonathan Turley – Se l’incursione dell’FBI a Mar-a-Lago ha lo scopo di tenere Donald Trump fuori dal voto del 2024, ecco perché potrebbe non funzionare

Se l’incursione dell’FBI a Mar-a-Lago ha lo scopo di tenere Donald Trump fuori dal voto del 2024, ecco perché potrebbe non funzionare

Jonathan Turley è “Shapiro Professor of Public Interest Law” presso la George Washington University ed ha servito come consulente durante il processo di Impeachment al Senato. Ha testimoniato come esperto giuridico alle udienze dell’impeachment di Bill Clinton e di Donald Trump.

Si riporta la traduzione dell’articolo.

L’irruzione dell’FBI a Mar-a-Lago ha scatenato un’euforia ormai familiare tra i critici, che da tempo desideravano che gli agenti calassero sulla residenza del Presidente per un’indagine criminale. Un opinionista della MSNBC ha dichiarato che per Donald Trump il giorno di indossare la celebre “tuta arancione” potrebbe essere finalmente arrivato, mentre un altro ha semplicemente esclamato “Alleluia”. Tutto ciò è stato un po’ prematuro, poiché non sappiamo nemmeno se sia stato trovato il materiale classificato e, in caso affermativo, se ci sia un caso criminale che possa derivare da tale scoperta.

Ho già testimoniato al Congresso sul precedente sequestro delle scatole a Mar-a-Lago in base al Presidential Records Act e sul fatto che azioni penali di questo tipo sono sempre state rare in base alla tradizionale applicazione della legge. Tuttavia, le accuse penali sono possibili, anche in base alla Sezione 2071, che stabilisce che chiunque può essere perseguito se “volontariamente ed illegalmente nasconde, rimuove, danneggia, cancella o distrugge […] qualsiasi registrazione, procedimento, mappa, libro, carta, documento od altro materiale, archiviato o depositato […] in qualsiasi ufficio pubblico”. Questo reato, tuttavia, richiede la dimostrazione non solo della negligenza, ma anche del fatto cheun atto viene … fatto volontariamente ed intenzionalmente e con l’intento specifico di fare qualcosa che la legge vieta“, quindi quello che chiamiamo più comunemente “dolo”.

In altre parole, anche i casi più gravi di cattiva gestione di documenti riservati non hanno portato ad accuse gravi. Un esempio è quello dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale di Hillary Clinton, Sandy Berger, che era stato scoperto ad infilarsi di nascosto del materiale classificato nei suoi pantaloni e nei calzini per rimuoverli da una struttura sicura. Li aveva poi nascosti in un luogo per poterli recuperare in seguito. Si è trattato di un reato in flagranza e di una premeditata violazione della legge federale che stava mettendo a rischio i segreti della sicurezza nazionale. Eppure, a Sandy Berger è stato concesso di dichiararsi colpevole di un reato minore e non ha dovuto scontare alcuna pena detentiva. Anzi, la sua autorizzazione di sicurezza è stata sospesa per soli tre anni.

Tuttavia, i critici non sono rimasti particolarmente interessati dal fatto che Donald Trump possa godere di un mutamento della pena confessando un “reato minore”. Piuttosto, ancor prima di sapere se fossero state trovate prove di condotta criminale, i critici si sono concentrati sulla possibilità di usare l’accusa per squalificare Donald Trump dal prendere futuri incarichi elettivi.

La Sezione 2071 ha suscitato l’immaginazione di tali critici a causa di una frase che afferma che un condannato può “essere multato ai sensi del presente titolo o imprigionato per non più di tre anni, o entrambe le pene; decadrà dalla sua carica e sarà squalificato dal ricoprire qualsiasi carica negli Stati Uniti“.

Questa è stata l’allettante possibilità evidenziata da Marc Elias, l’avvocato della campagna di Hillary Clinton che ha avuto un ruolo fondamentale nel promuovere le false affermazioni sulla collusione con la Russia contenute nel Dossier Steele. Oltre alle accuse di aver mentito sul finanziamento del Dossier Steele, Elias è stato sanzionato in tribunale per la sua condotta.

Marc Elias non è stato l’unico a citare il possibile ricorso ad un’accusa sotto l’egida della Sezione 2071 per bloccare la prevista corsa presidenziale di Donald Trump nel 2024. L’ex procuratore federale Harry Litman ha addirittura suggerito che questo potrebbe essere il “vero pianodel Dipartimento di Giustizia per porre fine alla sua carriera politica: “Quindi questa potrebbe essere l’intera faccenda in termini di risoluzione ad agire del Dipartimento di Giustizia”.

Considerate questa analisi legale per un secondo. L’affermazione è che il Dipartimento di Giustizia potrebbe cercare attivamente di usare un’accusa per bloccare Donald Trump come vera motivazione di questa incursione e della possibile accusa. Non c’è alcun accenno di preoccupazione per il ricorso all’FBI per raggiungere un tale scopo politico.

A parte il fatto che, a meno che non ci siano prove di uno sforzo “intenzionale ed illegale” per nascondere o conservare tale materiale, l’FBI potrebbe ritrovarsi con una montagna di materiale per una requisitoria incompleta per l’accusa.

C’è anche un ostacolo costituzionale significativo che si frappone a quest’ultimo mezzo per impedire a Donald Trump di ricoprire nuovamente la carica di Presidente.

Non è la prima volta che viene avanzata questa argomentazione di squalifica e studiosi come Seth Tillman e Josh Blackmun hanno già sollevato obiezioni costituzionali al riguardo. (Ecco come il professor Josh Blackmun si è già espresso su questo tema).

Il problema è che la legge aggiungerebbe una qualifica o una condizione che non è prevista dalla Costituzione. Esistono modi costituzionali per mettere sotto impeachment un presidente o per impedire ad un ex presidente di ricoprire la carica nuovamente in futuro. La cattiva gestione di documenti ufficiali non è uno di questi. In casi analoghi, come “Powell vs. McCormack” e “U.S. Term Limits vs. Thornton“, la Corte Suprema ha già respinto l’autorità degli Stati di imporre nuove ed ulteriori qualifiche per i seggi al Congresso ai sensi dell’Articolo I della Costituzione. Lo stesso vale presumibilmente per l’Articolo II quando si tratta del capo dell’esecutivo.

Ci sono ampie ragioni per dubitare che la corsa alla presidenza possa essere considerata “vietata per legge” in questo modo. Ciò che non è in dubbio è il modo in cui questa nuova richiesta di squalifica verrebbe accolta da milioni di cittadini già scettici sulle motivazioni dell’amministrazione Biden ed in particolare dell’FBI.

Le basi e persino le motivazioni di questo raid diventeranno chiare col tempo, compresa la possibile presenza di prove di una condotta intenzionale ed illegale da parte dell’ex presidente. Tuttavia, qualunque sia il risultato di questo raid, il materiale e l’accusa legato ad esso saranno probabilmente difficili da digerire per la maggior parte dei giudici come un modo per tenere Donald Trump fuori dal voto nel 2024.


JonathanTurley.org

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