Nessun raid dell’FBI contro Hunter Biden, Hillary Clinton, i falsificatori del Russiagate, Black Lives Matter – Joel B. Pollak, Breitbart News

La scioccante irruzione nella casa dell’ex presidente Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida, è in netto contrasto con il trattamento riservato molti oppositori di Donald Trump che il Federal Bureau of Investigation (FBI) non ha perquisito nonostante le prove di pubblico dominio di cattiva condotta

Tratto e tradotto da un articolo di Joel B. Pollak per Breitbart News

La scioccante irruzione nella casa dell’ex presidente Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida, è in netto contrasto con il trattamento riservato molti oppositori di Donald Trump che il Federal Bureau of Investigation (FBI) non ha perquisito nonostante le prove di pubblico dominio di (presunta) cattiva condotta.

Tra questi ci sono:

  • Hunter Biden e Joe Biden: l’FBI è in possesso del computer portatile di Hunter Biden dal 2019, che contiene prove che Hunter abbia usato la posizione di suo padre Joe per condurre lucrosi affari all’estero. Ci sono prove che abbia anche coinvolto suo padre in questi accordi e che abbia confuso i proventi nei diversi conti correnti della famiglia.
  • Hillary Clinton: L’ex Segretario di Stato Hillary Clinton ha gestito in modo scorretto informazioni classificate su un server privato che probabilmente ha usato per nascondere il vizietto di usare il suo ruolo e il suo Ufficio come quid pluris per raccogliere fondi per la Fondazione della sua famiglia. L’FBI l’ha infamemente giustificata per aver fatto questo.
  • Marc Elias e le balle sul Russiagate: Marc Elias, avvocato dei Democratici, ha contribuito ad organizzare il cosiddetto “dossier sulla collusione con la Russia”, che è stato poi utilizzato per avviare le indagini fraudolente ed abusive su Donald Trump e la sua campagna. Non è mai stato assicurato alla giustizia.
  • James Clapper e John Brennan: Gli “Statler & Waldorf” degli opinionisti via cavo dello Stato profondo hanno alimentato per anni la bufala del Russiagate e poi hanno ripetutamente citato le loro credenziali nel mondo dell’intelligence per affermare, falsamente, che il laptop di Hunter Biden fosse frutto della “disinformazione russa” nel 2020.
  • Adam Schiff: Schiff ha mentito al grande pubblico americano sul suo ruolo nell’istigare il primo impeachment di Trump, poi ha usato il rapporto della sua commissione per spiare i membri della commissione e l’avvocato del presidente Donald Trump, e non si è mai presentato davanti alla commissione giudiziaria per questo.
  • Kamala Harris: Mentre il Paese era sconvolto dalle rivolte dell’estate 2020, l’allora senatrice Kamala Harris ha invitato i suoi sostenitori a salvare i rivoltosi di Minneapolis, incoraggiando probabilmente altre violenze. Ha anche definito le forze dell’ordine come “paramilitari”.
  • Black Lives Matter: Tra le prove che il gruppo di sinistra abbia abusato del suo status di “associazione benefica”, anche gli Stati liberal hanno lanciato avvertimenti al gruppo. Ma nonostante la portata del movimento sia nazionale, l’FBI o il Dipartimento di Giustizia non hanno ancora fatto nulla al riguardo.
  • James Comey e Andrew McCabe: nonostante le prove che l’ex direttore e l’ex vice direttore dell’FBI avessero fatto trapelare informazioni ai media, sono stati scagionati da tutte le indagini ed hanno goduto di parcelle e spazi televisivi.

Al contrario, gli alleati di Donald Trump, passati e presenti – come Roger Stone, Paul Manafort, Peter Navarro ed altri – sono stati sottoposti a spettacolari retate, spesso trapelate in anticipo ai media amici, anche per accuse di reati minori o “non correlate” alle inchieste principali.


BreitbartNews.com

Seguici sui Social


Joel B. Pollak è Senior Editor-at-Large di Breitbart News e conduttore di “Breitbart News Sunday” su Sirius XM Patriot la domenica sera. È l’autore del recente e-book, “Neither Free nor Fair: The 2020 U.S. Presidential Election”. Il suo recente libro, “RED NOVEMBER”, racconta la storia delle primarie presidenziali democratiche del 2020 da una prospettiva conservatrice. È il vincitore del 2018 Robert Novak Journalism Alumni Fellowship. Seguilo su Twitter a @joelpollak.