Il rapporto di Chuck Grassley sulla corruzione di FBI e DOJ giustifica la proposta di Trump di un’epurazione della “palude” – The Federalist

“Un candidato repubblicano in queste elezioni che fosse saggio potrebbe fare un deciso passo in avanti appoggiando la proposta di Donald Trump sostenendo gli sforzi per decentralizzare le agenzie federali dallo strapotere della Capitale”

Tratto e tradotto da un articolo di Tristan Justice per The Federalist

Il Dipartimento della Giustizia si è intromesso di nuovo nelle ultime elezioni presidenziali, secondo un nuovo rapporto di alcuni whistleblowers annunciato questo lunedì dal senatore repubblicano dell’Iowa Chuck Grassley. Le scoperte del senatore sono solo le ultime di una montagna di prove che giustificano l’epurazione nelle agenzie federali proposta dall’ex presidente Donald Trump, epurazione che i media alleati del regime dei Democratici di Washington hanno definito “radicale”.

Gli informatori sostengono che alti funzionari dell’FBI avrebbero lavorato appositamente per far deragliare le indagini dell’agenzia sul figlio di Joe Biden, Hunter Biden, in merito alle attività di affari all’estero della prima famiglia, che sono state segnalate dai senatori per potenziali attività criminali.

Molti informatori nell’FBI, compresi quelli che occupano posizioni di rilievo“, ha scritto l’ufficio di Chuck Grassley in un comunicato stampa, “stanno lanciando l’allarme sulla manomissione da parte di alti funzionari dell’FBI e del Dipartimento di Giustizia di indagini politicamente sensibili, che vanno da indagini sulle elezioni e sui finanziamenti delle campagne elettorali su diversi cicli elettorali”.

L’ufficio di Chuck Grassley ha sottolineato le accuse degli informatori sono rivolte alle stesse persone responsabili di aver abusato del braccio armato della sorveglianza del governo nei confronti di Donald Trump fin dalla vigilia delle elezioni del 2016. L’agente speciale in carica dell’ufficio di Washington, Timothy Thibault, ed il direttore dell’Election Crimes Branch Richard Pilger si sarebbero coordinati per amplificare le informazioni diffamatorie contro Donald Trump e fornire copertura a Hunter Biden.

“Gli informatori sostengono inoltre che Thibault ed altri funzionari dell’FBI hanno cercato di rappresentare falsamente come disinformazione le prove acquisite da più fonti che hanno fornito all’FBI un quadro di informazioni relativo alle attività finanziarie e commerciali estere di Hunter Biden“, ha scritto l’ufficio di Chuck Grassley, “anche se alcune di queste informazioni erano già state o potevano essere verificate”.

In una lettera inviata lunedì 25 luglio al Dipartimento della Giustizia e contenente i dettagli delle accuse degli informatori, Chuck Grassley ha condannato le agenzie per aver minato le elezioni americane ed ha chiesto i documenti per lanciare una supervisione indipendente.

“Il procuratore generale Garland e il direttore Wray; in parole povere, sulla base delle accuse che ho ricevuto da numerosi informatori, avete problemi sistematici ed esistenziali all’interno delle vostre agenzie“, ha detto Chuck Grassley. “Avete l’obbligo nei confronti del Paese di prendere sul serio queste accuse, di indagare immediatamente e di prendere provvedimenti per risolvere queste ed altre questioni che vi sono state sottoposte”.

Le accuse dei whistleblowers confermano semplicemente ciò che si era già capito da tempo sul Dipartimento della Giustizia: L’agenzia è diventata una leva politicizzata per perseguitare gli oppositori del regime dei Democratici di Washington e per coprire i loro alleati.

La scorsa settimana, un articolo di Axios, ha fatto infuriare le élite di Washington, con dettagli sui piani di Donald Trump per attuare un’epurazione dei burocrati di carriera dello Stato Profondo che infestano le agenzie federali corrotte, se dovesse vincere un secondo mandato.

L’impatto, stavolta, potrebbe andare ben oltre i tipici obiettivi conservatori come l’Agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA) e l’Internal Revenue Service (IRS)”, ha riferito Jonathan Swan di Axios. “Gli alleati di Trump stanno lavorando a dei piani che potenzialmente potrebbero riguardare quadri e dirigenti del Dipartimento della Giustizia, compresa l’FBI, e raggiungere anche la Sicurezza Nazionale, l’Intelligence, il Dipartimento di Stato ed il Pentagono“.

La stampa tradizionale ha ovviamente risposto con indignazione. Lo stesso Axios ha dichiarato il programma radicale“. Vanity Fair ha definito i piani di Trumpautoritari” che “dovrebbero spaventarvi a morte”. Senza un briciolo di ironia, il New Republic ha titolato il suo articolo con questo: “Il prossimo presidente del GOP sostituirà i dipendenti pubblici con i politici, distruggendo il governo”. Il Washington Post ha pubblicato un articolo di un deputato democratico della Virginia che etichetta la mossa di Trump un “attacco a sorpresa“.

I conservatori, al contrario, hanno celebrato la proposta come uno sforzo a lungo atteso per prosciugare finalmente la Capitale dai suoi “mostri della palude” che stanno affogando la Repubblica americana nei liquami degli interesse personali.

Questo è il modo in cui smantelleremo il Leviatano“, ha detto l’ex stratega di Trump Steve Bannon, che è diventato l’ultimo bersaglio dello Stato Profondo di Washington quando è stato condannato dal Dipartimento della Giustizia per “oltraggio al Congresso”.

L’appoggio ai piani dell’ex presidente, che è vituperato dalle élite ma abbracciato dalla base repubblicana, di sventrare le agenzie federali ai Democratici finirà probabilmente per essere una questione determinante per qualsiasi candidato che cerchi la nomination del GOP nel 2024. L’esposizione della corruzione del Dipartimento della Giustizia da parte di Grassley non fa altro che accendere i riflettori su un’agenzia che è diventata l’emblema degli sforzi dei soliti “addetti ai lavori” per proteggere lo status quo.

Un candidato repubblicano in queste elezioni che fosse saggio potrebbe fare un deciso passo in avanti appoggiando la proposta di Donald Trump sostenendo gli sforzi per decentralizzare le agenzie federali dallo strapotere della Capitale. La cultura di sinistra della capitale è un terreno fertile per la completa assimilazione, dove i nuovi arrivati anche “moderati” finiscono per adottare una mentalità che non è più in sintonia con coloro che dovrebbero servire. I residenti di lunga data spesso soccombono all’interesse professionale e modificano le loro opinioni in vista dell’accettazione sociale, mentre i burocrati del governo rimangono scollegati dagli elettori. Nel frattempo, ci sono anche dei vantaggi pratici nel trasferire le agenzie federali in aree rilevanti alla loro funzione primaria.

Per esempio, il Bureau of Land Management sarebbe meglio attrezzato per gestire il terzo delle terre della nazione che sono in mano pubblica se la sede centrale fosse in Colorado invece che a Washington, D.C. Il Dipartimento dell’Istruzione potrebbe essere più in sintonia con le difficoltà degli studenti nelle zone rurali se avesse la sede centrale in Alabama invece che a Maryland Avenue. Il Dipartimento dell’Agricoltura servirebbe meglio gli agricoltori americani se i suoi uffici si trovassero nel Midwest invece che in una metropoli urbana che ricorda molto gli Hunter Games.

Per anni, il senatore repubblicano del Missouri Josh Hawley ha anticipato la linea proponendo proprio questo, con una legislazione che prevede la dispersione di 10 agenzie federali nei singoli Stati, dove i burocrati del governo sarebbero vicini ai loro elettori invece che ai lobbisti o agli studiosi nei think tank.


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