Byron York: Joe Biden ha fatto entrare 1 milione di clandestini negli Stati Uniti, ma forse potrebbero essere anche 2 milioni

Byron York’s Daily Memo – Joe Biden ha fatto entrare 1 milione di clandestini negli Stati Uniti, ma forse potrebbero essere anche 2 milioni

Avete sentito parlare della causa legale di Joe Biden contro il Texas? Non fa notizia tutti i giorni, ma i documenti depositati in tribunale ci stanno dando il quadro migliore di quello che l’amministrazione Biden sta facendo al confine tra Stati Uniti e Messico. E le notizie sono molto, molto negative.

Gran parte di ciò che segue proviene dal resoconto di Andrew Arthur del Center for Immigration Studies, che è favorevole a restrizioni più severe sull’immigrazione. Arthur ha esaminato i voluminosi documenti del caso dell’amministrazione Biden portato davanti ai giudici ed ha ricostruito la situazione.

La causa “Biden vs. Texas” è stata intentata dagli Stati del Texas e del Missouri nel tentativo di impedire all’amministrazione Biden di eliminare i c.d. “Protocolli di protezione dei migranti“. Si tratta di un programma dell’era Trump che imponeva ai richiedenti asilo colti ad attraversare il confine degli Stati Uniti di aspettare in Messico mentre le loro richieste venivano esaminate, piuttosto che venire rilasciati all’interno degli Stati Uniti per vivere magari anni mentre il sistema dell’immigrazione si occupava (lentamente) del loro caso.

Nell’ambito di questa causa, il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale è stato obbligato a fornire informazioni su come gestisce gli immigrati illegali che attraversano il confine. Quanti vengono respinti? Per quale motivo? Quanti sono autorizzati a rimanere negli Stati Uniti? I numeri, così come li ha raccolti Andrew Arthur, sono preoccupanti.

Il dato più importante è che l’amministrazione Biden ha ammesso negli Stati Uniti 1.049.532 persone che hanno attraversato illegalmente la frontiera, una cifra superiore alla popolazione di stati come il Wyoming, il Vermont, l’Alaska, il North Dakota, il South Dakota, della stessa Washington, D.C. e persino del Delaware, lo Stato natale di Joe Biden. Sono molte persone. Ma ricordate, si tratta del numero totale di immigrati entrati illegalmente ma che sono stati autorizzati a rimanere negli Stati Uniti, non del numero totale di quelli fermati al confine.

Questo numero è molto, molto più alto che in passato. “A titolo di paragone”, scrive Andrew Arthur, “il numero di persone rilasciate negli Stati Uniti [1.049.532] è superiore al numero totale di migranti fermati dagli agenti della Border Patrol al confine sud-occidentale in un determinato anno fiscale tra il 2007 e il 2020“.

Ma la situazione è ancora peggiore. La cifra di 1.049.532 non include i cosiddetti fuggitivi“, ossia quelli che hanno attraversato illegalmente il confine e che sono riusciti a sfuggire alla cattura o che non si sono consegnati spontaneamente alla Border Patrol. Né include il numero di minori non accompagnati a cui è stato permesso di rimanere negli Stati Uniti. Si stima che i fuggiaschi siano circa 700.000 da quando Joe Biden è entrato alla Casa Bianca. Non ci sono indicazioni che l’amministrazione stia cercando di trovarli e di espellerli dal paese. Il numero di minori non accompagnati è di 190.053 unità.

“Se tutti questi 190.053 minori non accompagnati fossero collocati in un unico distretto scolastico, sarebbe il decimo più grande della nazione“, scrive Andrew Arthur. Sarebbe più grande dei distretti scolastici di città come Dallas, Charlotte, Philadelphia e San Diego per intenderci.

Se si mettono assieme queste tre categorie di immigrati clandestini, gli adulti che attraversano singolarmente la frontiera e le famiglie a cui è stato permesso di restare, i bambini non accompagnati e i fuggitivi, il numero totale degli immigrati clandestini a cui è stato permesso di restare negli Stati Uniti si avvicina a 2 milioni, questo solo da quando Biden è entrato alla Casa Bianca.

C’è da stupirsi che i clandestini continuino ad affollare il confine tra Stati Uniti e Messico? in dall’inizio dalla campagna elettorale del 2020, il candidato Joe Biden aveva inviato loro un messaggio: “Se venite negli Stati Uniti, se attraversate illegalmente il Paese, vi sarà permesso di restare“. Ora, con Biden nella stanza dei bottoni, questo si è dimostrato vero per almeno 1 milione, e forse anche 2 milioni, di persone.

I Repubblicani hanno cercato di fare degli attraversamenti illegali del confine un grande problema politico e i sondaggi mostrano che si tratta di una seria preoccupazione per l’opinione pubblica, anche se non è neanche lontanamente paragonabile alle preoccupazioni dovute all’inflazione. Potrebbe essere una preoccupazione ancora più grande se si diffondesse la notizia sugli sforzi segreti profusi dall’amministrazione Biden per trasferire i clandestini nelle città e nei paesi di tutti gli Stati Uniti. “Ogni notte, con il favore delle tenebre, il governo federale trasporta gli immigrati illegali il più velocemente possibile lontano dal confine con dei voli charter segreti verso le ignare comunità del nostro Paese”, si legge nel rapporto.

Le cose cambieranno se i Repubblicani conquisteranno il controllo di una oppure di entrambe le camere del Congresso a novembre? Probabilmente, No. Perché gran parte di ciò che l’amministrazione Biden sta facendo si basa sull’autorità esecutiva del presidente di far rispettare, o meno, le leggi sull’immigrazione. “Non per essere un po’ deprimente, ma niente di tutto questo cambierà presto“, scrive Andrew Arthur. “Dovreste prepararvi a spostamenti sempre più lenti, a classi sempre più numerose, ad attese sempre più lunghe al pronto soccorso, a tasse statali e locali più alte, a costi abitativi ancora più gonfiati. […] Il presidente Biden non cambierà le sue politiche migratorie, a meno che e fino a quando i tribunali oppure l’elettorato non lo costringano a farlo“.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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