Byron York: Joe Biden e la presidenza “senza potere”

Byron York’s Daily Memo – Joe Biden e la presidenza “senza potere”

Non c’è dubbio che l’inflazione sia la preoccupazione più pressante negli Stati Uniti. Lo dimostrano tutti i sondaggi. Tutti i dati lo confermano. E tutti lo sanno nel loro intimo.

Joe Biden non ammetterà mai che le sue politiche e quelle del suo Partito abbiano peggiorato l’inflazione – anzi, se Biden e i Democratici del Congresso ne avessero avuto la possibilità, l’avrebbero peggiorata ancora. Non può proprio dirlo. Tuttavia, se si guarda alla reazione di Biden è stata un misto di negazionismo, dita puntate, gesti inefficaci e soprattutto, forse la peggiore di tutte, l’argomentazione secondo cui lui, come comandante-in-capo, sia praticamente ed assolutamente “impotentenell’affrontare la preoccupazione più urgente della nazione.

L’inflazione è la rovina delle nostre esistenze“, ha detto Joe Biden quando è apparso di recente in un terreno a lui amichevole, ovvero il Late-Night Show del comico Jimmy Kimmel. Il conduttore è stato così comprensivo con lui che non aveva nemmeno chiesto a Biden di parlare dell’inflazione – Biden ha tirato fuori l’argomento da solo. Ma ha avuto poco da dire. Ricordiamo che quando Biden pubblicò il suo piano per combattere l’inflazione sul Wall Street Journal il 30 maggio, la sua prima misura era stata quella di “non fare nulla” in prima persona, ma di lasciare che la Federal Reserve facesse il suo lavoro. Il suo ruolo, aveva detto Biden, non era quello di dire alcunché alla FED.

Per quanto riguarda tutte le altre piccole cose che Joe Biden sta facendo in nome della “lotta all’inflazione”, si dice che sappia che non serviranno a nulla. Il 12 aprile, ad esempio, si è recato in un impianto di etanolo in Iowa per sostenere che i carburanti alternativi “abbassassero i costi dell’energia”. “L’etanolo è ottimo“, ha detto Joe Biden. “Sostiene l’agricoltura, crea posti di lavoro ben retribuiti, riduce la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio straniero e riduce il prezzo della benzina”.

Recentemente, però, il Washington Post ha pubblicato un articolo che suggerisce che Joe Biden sapeva che era tutto falso. “In privato, Biden ha liquidato la politica [sull’etanolo] come inefficace ed ha messo in dubbio il valore della visita”, ha riportato il Washington Post. “Dopo essere tornato alla Casa Bianca, ha trascinato il suo senior staff, compreso il capo dello staff Ron Klain, nello Studio Ovale, tormentandoli con domande sullo scopo dell’evento”.

Ora, la persistenza dell’inflazione è diventata ancora più grave negli ultimi giorni, con la crescente consapevolezza che la FED possa essere costretta a portare intenzionalmente la nazione in recessione per far scendere l’inflazione – ricordando la strategia di successo, ma dolorosa, della lotta all’inflazione del presidente della FED Paul Volcker negli anni Ottanta. “Un numero crescente di economistisostiene che potrebbe essere necessaria una contrazione dell’economia ed un aumento della disoccupazione per riportare l’inflazione a livelli più tollerabili, e ancor meno all’obiettivo dei prezzi del 2% fissato dalla FED”, riportava un articolo del 13 giugno di Bloomberg.

La FED si era poi riunita quella stessa settimana (del 13 giugno, n.d.r.) tra le aspettative di un ulteriore aumento dei tassi di interesse di mezzo punto, forse anche di tre quarti di punto. La riunione arrivava pochi giorni dopo che il governo aveva comunicato che l’inflazione era aumentata dell’8,6% su base annua nel mese di maggio. Avrete visto i numerosi rapporti che hanno definito l’aumento “inaspettato“, ma il fatto è che non c’è mai stato consenso sul fatto che l’inflazioneabbia raggiunto il suo picco“, e non lo sappiamo solo ora. È del tutto ragionevole aspettarsi che salga ancora di più.

L’aumento dei prezzi è stato particolarmente drammatico per le cose di cui la gente ha più bisogno e che usa di più. In primo luogo, gli alimenti. A maggio il prezzo di carne, pollame, pesce e uova è aumentato del 14,2% su base annua. Il prezzo delle bevande analcoliche è aumentato del 12%. I latticini sono aumentati dell’11,8%. I cereali e i prodotti da forno dell’11,6%. Il prezzo dei prodotti alimentari vari è aumentato del 12,6%. Il costo dei pasti fuori casa è aumentato del 9%.

Il prezzo di auto e camion usati è aumentato del 16,1%. Il prezzo dei veicoli nuovi è aumentato del 12,6%. Il prezzo dell’abbigliamento è aumentato del 5%. Il prezzo degli alloggi è aumentato del 5,4%.

E poi c’è l’energia, con i suoi aumenti astronomici. Il prezzo della benzina è aumentato del 48,7%. Il prezzo dell’olio combustibile è aumentato di un incredibile 106,7%.

E cosa ha detto Joe Biden quando si è diffusa la notizia che il mese scorso l’inflazione aveva raggiunto l’8,6%? Ha detto: “Il rapporto sull’inflazione di oggi ha confermato quello che gli americani già sanno: L’aumento dei prezzi di Putin sta colpendo duramente l’America“.

, la guerra in Ucraina sta contribuendo all’aumento dei prezzi dell’energia in tutto il mondo. Ma ricordate questo: È ormai generalmente riconosciuto che le politiche di Biden, come la legge sugli stimoli economici del piano di salvataggio americano da 1.900 miliardi di dollari, abbiano peggiorato l’inflazione. E per quanto riguarda in particolare la questione energetica, i critici più accorti sapevano fin dall’inizio del mandato di Biden che le sue azioni avrebbero portato a un aumento dei prezzi dell’energia.

Basta guardare questo articolo del Washington Post del 12 novembre del 2020: “I conservatori prevedono un’impennata dei prezzi della benzina con Biden. Gli esperti dicono che questi timori sono esagerati“. Naturalmente, il Washington Post ha cercato di abbattere quello che dicevano quei conservatori, ma col senno di poi, quei timori sembrano piuttosto preveggenti. “Un meme discutibile era emerso online nei circoli conservatori: Il prezzo della benzina salirà perché Joe Biden sta per entrare in carica”, aveva beffeggiato il Washington Post. “Gli ambienti conservatori su Facebook sono pieni di foto virali di stazioni di servizio con prezzi superiori ai 5 dollari al gallone“, derideva il Washington Post .

Immaginate un po’! La benzina sopra i 5 dollari al gallone! Cosa vanno a pensare quei pazzi conservatori!? Diciamo solo che quell’articolo non è invecchiato bene. Ma il punto da ricordare è che quelle previsioni (corrette) sull’aumento dei costi dell’energia non avevano nulla a che fare con il presidente russo Vladimir Putin. Si basavano interamente sulle politiche che avrebbe adottato Joe Biden.

Ora, sui crescenti timori di una recessione. Sebbene ci sia stato un certo disaccordo tra gli economisti – c’è sempre stato – sul fatto che una recessione sia effettivamente in arrivo, le prossime azioni che intraprenderà la FED hanno intensificato queste preoccupazioni. E questo ha creato il timore che si possa assistere ad una replica degli anni ’70, con Joe Biden nel ruolo dell’ex presidente Jimmy Carter.

Più della metà della popolazione statunitense è nata dopo il 1980, ma la metà più anziana ricorda ancora la terribile inflazione e le successive recessioni che si erano verificate durante quella che l’ex presidente della FED Ben Bernanke ha recentemente definito laGrande Inflazione americana“. Quanto è stata grande? Dice Bernanke: “Dall’inizio del 1966 al 1981, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato in media di oltre il 7% all’anno, raggiungendo un picco di oltre il 13% nel 1980. In questo periodo si sono verificate anche due recessioni maggiori e due minori ed un calo di circa due terzi del Dow Jones, se depurato dall’inflazione”.

È andata male. Fu davvero brutta. Dal canto suo, Ben Bernanke sostiene che non ci aspetta un periodo di miseria altrettanto lungo perché la FED oggi sa bene come usare i tassi di interesse per combattere l’inflazione. Ma d’altra parte, Bernanke non ha visto arrivare questa “Grande Recessione“, quindi chi può dirlo?

Ma una cosa è vera nel confronto tra gli anni Settanta e gli attuali anni Venti. Joe Biden sta effettivamente interpretando il ruolo di Jimmy Carter, anche se Carter, eletto presidente all’età di 52 anni, all’epoca era acuto ed energico, mentre Biden, che compirà 80 anni a novembre, non lo è. Forse è questo che ha spinto il senatore repubblicano dell’Arkansas Tom Cotton a twittare ironicamente: “Questi paragoni con Jimmy Carter sono molto ingiusti – per Jimmy Carter“. In ogni caso, all’epoca già si aveva la sensazione che Carter fosse impotente nell’affrontare la gravità dei problemi della nazione. Oggi, con Biden alla Casa Bianca, sta accadendo qualcosa di simile.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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