Jonathan Turley: “Il Tribunale della Speaker Pelosi” – Ecco come la Speaker della Camera ha compromesso la legittimità del suo Comitato che indaga sul 6 gennaio

Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato su The Hill dal professor Turley sulle audizioni del Comitato che indaga sul 6 gennaio e su come i Democratici abbiano minato la legittimità della loro inchiesta rompendo la lunga tradizione di partecipazione bipartisan ed equilibrata a tali comitati speciali del Congresso americano

Jonathan Turley è “Shapiro Professor of Public Interest Law” presso la George Washington University ed ha servito come consulente durante il processo di Impeachment al Senato. Ha testimoniato come esperto giuridico alle udienze dell’impeachment di Bill Clinton e di Donald Trump.

Molti di noi sostengono lo sforzo per pubblicare ulteriori informazioni e prove su ciò che è accaduto quel giorno (il 6 gennaio del 2021). Tuttavia, la Speaker della Camera Nancy Pelosi ha deciso di rinunciare anche solo a fingere di stare svolgendo un’inchiestabipartisan e completa“.

Nel 1924, Lord Gordon Hewart dichiarò: “La giustizia non solo deve essere applicata, ma deve essere palesemente e indubbiamente percepita come tale quando viene applicata“. Lord Gordon Hewart, capo della giustizia britannica, riteneva che anche la più piccola accusa di parzialità mossa anche solo all’ultimo dei cancellieri del tribunale significasse che la giustizia non sarebbe stata vista più come tale e che, quindi, non si sarebbe compiuta.

La citazione di Lord Gordon Hewart mi è venuta in mente mentre guardavo l’apertura delle audizioni pubbliche del Comitato della Camera che indaga sul 6 gennaio. La Speaker della Camera Nancy Pelosi ha deciso un anno fa di rompere con la tradizione e di bloccare la nomina di due membri Repubblicani scelti dai leader del GOP. In risposta, il leader della minoranza della Camera Kevin McCarthy ha ritirato le altre nomine per la commissione, e la Pelosi in risposta ha quindi fatto sedere due Repubblicani fermamente contrari a Donald Trump – i rappresentanti Liz Cheney (del Wyoming) e Adam Kinzinger (dell’Illinois).

Il Congresso ha una lunga storia di commissioni d’inchiesta e di selezione dei membri in maniera bipartisan. Molte sono state formate durante profonde spaccature politiche, eppure, per 230 anni, il Congresso ha mantenuto salda la necessità di una composizione bipartisan delle sue commissioni. È stato così per le commissioni sul Watergate, per la Commissione della Camera sugli assassinii, per la Commissione speciale per indagare sul programma della difesa nazionale, per la Commissione della Camera per indagare sulle transazioni di armi segrete e per altre indagini. Sarebbe stato facile fare quadrato e limitarsi a nominare i membri di ognuna di queste commissioni “per partito preso”, ma i leader del Congresso del passato avevano capito che la credibilità di queste indagini richiedesse equilibrio, anche per i punti di vista opposti.

La decisione di Nancy Pelosi di sventare questo processo è stata una sorta di gioco di muscoli. In qualità di testimone del primo impeachment di Donald Trump, sono stato molto critico nei confronti della sua insistenza sul fatto che la Camera dovesse avviare per forza l’impeachment prima di Natale, invece di condurre la tradizionale indagine sull’impeachment ascoltando tutti i testimoni. Invece di costruire un caso più convincente, Nancy Pelosi preferì imporre l’impeachment, praticamente senza documentazione probatoria, nonostante la certezza di una sconfitta al Senato. Nel secondo impeachment, ha fatto pure di meglio: Non ha tenuto alcuna udienza e ha fatto passare il primoimpeachment a raffica della storia americana.

Anche la commissione sul 6 gennaio è stata spogliata di ogni pretesa. È stata una mossa politica sottile come quella della Pelosi di strappare il discorso sullo Stato dell’Unione del Presidente Trump. Alla domanda su cosa sperasse di ottenere dalla commissione nel primo giorno di audizioni, Nancy Pelosi si è riferita in modo eloquente ad unanarrazione“. È la differenza tra “perseguire” e “simulare” la giustizia.

Secondo il New York Times, questa narrazioneha lo scopo di riformulare il messaggio per le elezioni di metà mandato e didare ai [Democratici] una piattaforma per spiegare in modo più ampio perché essi meritino di rimanere al potere“. Il tutto è stato confezionato con l’aiuto di una figura mediatica di alto livello che ha contribuito a mettere in scena l’evento. Gran parte dei media ha sottolineato come le udienze sarebbero stateimperdibilied avrebbero costretto gli elettori a non distogliere lo sguardodal colpo di Statodi Donald Trump. Le prove contrarie sono state eliminate. Così, Donald Trump è stato mostrato mentre invitava i manifestanti a “marciare” sul Campidoglio – ma non le sue parole di farlo “pacificamente”.

Questa frase omessa difficilmente avrebbe scagionato l’ex presidente. Ho condannato pubblicamente il discorso di Donald Trump mentre veniva pronunciato ed ho chiesto un voto bipartisan di censura per riconoscere la sua responsabilità nella rivolta del Campidoglio. I nuovi filmati mostrati dalla commissione hanno solo amplificato la repulsione che molti di noi hanno provato nell’assistere a questa profanazione del Campidoglio e del nostro processo costituzionale. Tuttavia, tali resoconti unilaterali privano questi procedimenti di un senso di autenticità e autorità.

Ma invero, essi forniscono proprio ciò che Nancy Pelosi chiedeva: una politica svincolata dal processo. Ironia della sorte, è lo stesso rifiuto del processo democratico e dei principi che veniva spesso attribuito da lei a Donald Trump.

Il peccato è che avrebbe potuto essere molto di più se la commissione fosse stata equilibrata e avesse permesso un campo d’indagine più ampio.

Ad esempio, i primi due testimoni hanno sottolineato la controversia in corso sull’incapacità del Congresso di prepararsi adeguatamente alla rivolta, nonostante i ripetuti avvertimenti giunti dalla Casa Bianca. L’agente di polizia del Campidoglio Caroline Edwards e Nick Quested, un documentarista britannico, hanno entrambi notato la scioccante assenza di un numero sufficiente di agenti intorno al Campidoglio. Quested ha descritto “centinaia” di Proud Boys in marcia verso il Campidoglio e ha visto un solo agente nei dintorni; Edwards ha parlato di una manciata di agenti che dovevano trattenere centinaia di manifestanti. L’equipaggiamento anti-sommossa non è stato distribuito o è stato deliberatamente negato. Gli obiettivi di sicurezza sono stati ignorati e persino Edwards ha ammesso che gli agenti sono stati rapidamente e facilmente sopraffatti a causa della mancanza di supporto.

Quattro giorni prima della rivolta, i registri indicano che al Campidoglio era stato chiesto se avesse voluto richiedere il supporto della Guardia Nazionale, ma venne rifiutato. Tuttavia, il Washington Post e PolitiFact avevano insistito sul fatto che ciò fosse falso. Sarebbe utile avere una storia completa sulle decisioni prese, ma i leader della Camera sembrano aver limitato le indagini sul fallimento nel fornire personale o equipaggiamento adeguato agli agenti sulla scena, nell’erigere recinzioni o nel chiamare la Guardia Nazionale dopo lo scoppio della rivolta.

Questa prima udienza sembrava la dichiarazione di apertura senza contraddittorio di un procedimento contro “persona non gradita”, un’udienza progettata per denunciare od espellere un individuo. Gran parte delle prove erano volte a dimostrare che a Donald Trump era stato ripetutamente detto che avesse perso le elezioni e che quindi non avesse alcuna base in buona fede per contestare la certificazione delle elezioni.

Molti di noi hanno detto esattamente questo due anni fa. Inoltre, se lo sforzo è quello di condannare Donald Trump per essere una persona “narcisista” o “vigliacca”, non c’è bisogno di una commissione del Congresso per far capire questa tesi alla base elettorale dei Democratici o a gran parte del resto dell’America.

Forse l’elemento più sorprendente dell’inizio delle audizioni è la persona che è stata dipinta come il “custodedella democrazia”: l’ex procuratore generale William Barr. Dopo che i Democratici avevano chiesto ripetutamente l’impeachment o addirittura l’incriminazione di Barr, quest’ultimo è stato mostrato come un “custode della democrazia” per essersi opposto alle affermazioni e alle richieste di Donald Trump. Per coloro che hanno difeso William Barr per anni, è stato uno spettacolo gradito ma strano a vedersi.

Ci sono molte prove che gli uomini di Donald Trump abbiano pianificato una sfida alla certificazione dei voti, ma questo era sempre stato ampiamente annunciato. Non molto tempo dopo le elezioni, ho scritto di questa possibilità in quella che ho definito la “strategia della Morte Nera“. Non è un crimine pianificare una sfida di questo tipo. Senza alcun legame diretto con l’organizzazione od il sostegno alla violenza che ne deriverebbe, rimarrebbe un fallimento morale, ma non dal punto di vista di una responsabilità davanti alle leggi.

In effetti, se fossero state ammesse le opinioni opposte, i Repubblicani probabilmente chiederebbero la testimonianza del presidente della commissione Bennie Thompson, che ha votato per contestare la certificazione dei risultati della rielezione del presidente George W. Bush nel 2004; il membro della commissione Jamie Raskin ha cercato di contestare la certificazione di Donald Trump nel 2016. Entrambi lo hanno fatto in base alla stessa legge che i sostenitori di Donald Trump al Congresso hanno utilizzato nel 2020.

Addirittura, la stessa Nancy Pelosi ed il presidente della commissione giudiziaria del Senato, Dick Durbin, hanno elogiato la sfida organizzata dall’allora senatrice Barbara Boxer contro George W. Bush nel 2004.

La differenza, ovviamente, è che sebbene nel 2016 ci sono state delle proteste molto violente a Washington, non sono riusciti a fare irruzione nel Campidoglio.

Tuttavia, visti i precedenti, era più importante che mai che i leader della Camera rafforzassero la credibilità di questa commissione aderendo al principio, da sempre rispettato, delle nomine bipartisan.

Ma questa è la “corte” della Presidente Nancy Pelosi – non quella di Lord Gordon Hewart – dove l’unica cosa “manifestamente ed indubbiamente” garantita è la politica, senza la pretesa di principi.


JonathanTurley.org

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