Un testimone chiamato dallo stesso Comitato che indaga sul 6 gennaio smentisce l’affermazione che ci sia stata un’insurrezione coordinata

Un testimone chiamato dallo stesso Comitato che indaga sul 6 gennaio smentisce l’affermazione secondo cui ci sia stata un’insurrezione coordinata

Tratto e tradotto da un articolo di Tristan Justice per The Federalist

Il Comitato che indaga sul 6 gennaio ha portato un paio di testimoni a deporre nella sua prima udienza trasmessa in prima serata per far descrivere la rivolta scoppiata al Campidoglio come se fosse stata una “insurrezionecoordinata. Tra di loro c’era un documentarista di nome Nick Quested, che il giorno dei disordini era aggregato al gruppo dell’estrema destra noto come “Proud Boys“.

Nick Quested ha fornito alla commissione un resoconto da testimone oculare della rivolta, avendo seguito i Proud Boys per tutto il giorno.

“Ho filmato diversi dei loro ritrovi a Washington, D.C. l’11 e il 12 dicembre ed ho saputo che ce ne sarebbe stato uno al Mall il 6 gennaio”, ha riferito Nick Quested. “Così io e i miei tre colleghi siamo andati per documentare la manifestazione. Secondo il permesso, l’evento si sarebbe svolto all’Ellipse“.

Dopo essere arrivato al National Mall, l’ampio parco monumentale di Washington che dal Campidoglio porta al Lincoln Memorial, Nick Quested ha aggiunto di aver “osservato un grande contingente dei Proud Boys che marciava verso il Campidoglio. Li abbiamo filmati e quasi subito sono rimasto separato dai miei colleghi”.

Nick Quested ha condiviso le sue riprese delle manifestazioni e di come ha “documentato la trasformazione della folla prima da manifestanti, poi a rivoltosi, fino a insurrezionalisti“.

Ora la questione centrale è se l’attacco al Campidoglio sia stato coordinato e pianificato“, ha detto il presidente del Comitato sul 6 Gennaio, Bennie Thompson, Democratico del Mississippi, concludendo il suo giro di domande. “Quello a cui avete assistito è uno degli aspetti di uno sforzo coordinato e pianificato. È stato il culmine di uno sforzo durato mesi e guidato dal Presidente Trump”.

Nick Quested non ha tuttavia testimoniato che i Proud Boys avessero partecipato sin dal principio come insurrezionalisti. Al contrario, Nick Quested ha detto a Chuck Todd della NBC a “Meet the Pressche il leader del gruppo, Henry “Enrique” Tarrio, era “molto disponibile” nei confronti della troupe del documentario.

“Come avete fatto a convincere il signor Tarrio e gli altri membri dei Proud Boys a dire: ‘Sì, filmateci. Vogliamo che sia registrato. Documentate quello che stiamo facendo“. Ha chiesto Chuck Todd della NBC.

Beh, un collega mi ha dato il numero di telefono di Enrique e l’ho chiamato“, ha risposto Nick Quested, prima di continuare dicendo:

Era molto disponibile all’idea. Gli era piaciuto il film che avevo prodotto, Restrepo, con i miei colleghi Sebastian Junger e Tim Hetherington, che parlava di un dispiegamento di veterani nella valle di Korengal in Afghanistan. Quindi credo che l’aspetto veterano li abbia attirati.

Il leader di un gruppo che trama un’insurrezione coordinata molto difficilmente permetterebbe a un documentarista di filmarlo, figuriamoci dimostrarsi disponibile nei confronti di un inviato al seguito.

Anche se la rivolta del 6 gennaio fosse stata “coordinata”, contrariamente al fatto che l’FBI ha trovato “scarse prove” di un “complotto organizzato”, un attacco coordinato minerebbe la tesi centrale portata avanti dalla stessa Commissione, ovvero la colpevolezza dell’ex presidente Donald Trump.

Tristan Justice è corrispondente di The Federalist. Ha scritto anche per il Washington Examiner e il The Daily Signal. I suoi lavori vengono pubblicati anche su Real Clear Politics e Fox News. Tristan si è laureato alla George Washington University, dove si è specializzato in scienze politiche e in giornalismo.


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