Tucker Carlson reagisce alle proteste per l’annullamento di Roe vs. Wade: È un attacco coordinato alla famiglia e ai bambini

Tucker Carlson riflette sul rovesciamento della “Roe vs. Wade” da parte della Corte Suprema e sulle proteste dei liberal che ne sono seguite in tutti gli Stati Uniti

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 27 giugno 2022 di “Tucker Carlson Tonight”.

Vorrei iniziare con la risposta rumorosa e a volte violenta alla fine della “Roe vs. Wade” che è arrivata fino alle soglie della Corte Suprema venerdì scorso, come sapete.

Se avete seguito la vicenda, avrete notato un profondo cambiamento nel modo in cui il Partito Democratico parla della questione dell’aborto. È sparita l’empatia o lo spazio per il compromesso. Così, fin dall’inizio di questo dibattito, 50 anni fa, anche il più convinto pro-life riconosceva l’angoscia delle giovani donne che sono rimaste incinte e non vogliono esserlo, che sono sole e si sentono intrappolate dal bambino che sta crescendo dentro di loro. Questo è il motivo per cui le istituzioni pro-life hanno costruito centri per l’aiuto alla gravidanza e, ad essere onesti, per generazioni, anche i pro-choice più intransigenti riconoscevano la tristezza intrinseca dell’abortire, che, come minimo, è mettere fine ad una vita, seppure potenziale.

Non considero l’aborto una scelta“, aveva dichiarato Joe Biden nel 2006. “Penso che sia sempre una tragedia“. E naturalmente è sempre una tragedia, anche se si crede che debba essere legale, e i Democratici una volta lo dicevano apertamente. Infatti, nel 1997, come consigliere della Casa Bianca, l’attuale giudice della Corte Suprema Elena Kagan esortò il suo capo, Bill Clinton, a firmare un divieto sugli aborti a nascita ormai imminente. Elena Kagan è sempre stata favorevole alla libertà di scelta, ma porre fine alla vita di un bambino una settimana prima della nascita era troppo, anche per lei. E naturalmente, da parte sua, Bill Clinton non ha mai parlato dell’aborto se non come ultima risorsa. L’ha notoriamente descritto come qualcosa che dovrebbe essere “sicuro, legale ma raro“.

BILL CLINTON: “La nostra visione dovrebbe essere quella di un’America in cui l’aborto sia sicuro e legale, ma raro.”

Non si sente più parlare di questo oggi a Sinistra. Anzi, molti a Sinistra ora si comportano come se l’aborto fosse di per sé un bene positivo, eccitati dal fatto che un bambino che sarebbe dovuto nascere non sia nato. Pensateci per un momento: celebrare la mancata nascita di un bambino. Che cosa dice su ciò che si prova per i bambini o per le altre persone? In effetti, alcuni si comportano come se abortire fosse preferibile all’avere dei figli.

Come facciamo a saperlo? Nessuno a Sinistra incoraggia le donne a vantarsi di avere figli. Avere più di un paio di figli al massimo, infatti, è considerato “strano ed imbarazzante”, qualcosa che fanno i mormoni o le persone che vivono nei ghetti. Ma l’aborto è diventato qualcosa da raccontare agli amici. C’è persino una campagna “Urla il tuo aborto“, molto ben finanziata, con tanto di magliette vivaci per vantarsi di aver interrotto la gravidanza. Che cosa ci dice questo? Niente di buono. Durante il fine settimana, si sono viste molte persone gridare con orgoglio di aver compiuto un aborto durante le rivolte pro-choice scoppiate in tutto il Paese. Ecco come si presentavano a Washington e a Los Angeles.

URLA DEI MANIFESTANTI: “Ogni città, ogni paese! Radete al suolo il distretto!”

URLA DEI MANIFESTANTI: “Non abbiamo paura di voi.”

L’isteria è evidente. Non è un’assalto all’autonomia sul proprio corpo quello ad essere messo in atto dalla fine di “Roe vs. Wade“. Queste sono le stesse persone che chiedevano l’obbligatorietà dei vaccini, ma questo è accaduto in tutto il Paese. In Arizona, migliaia di rivoltosi infuriati hanno cercato di prendere d’assalto il Campidoglio. Hanno abbattuto le recinzioni di sicurezza messe intorno all’edificio. Hanno battuto sulle porte e sulle finestre di vetro del Senato, dove era in corso una sessione della legislatura. La polizia ha dovuto sparare dei gas lacrimogeni dalle finestre per proteggere i politici all’interno. Ecco come si presentava venerdì la capitale dell’Arizona.

A noi sembra un’insurrezione, ma non sono stati effettuati arresti al Campidoglio dell’Arizona, quando è stato girato il filmato. Non ci sarà alcuna indagine dell’FBI. I Democratici che definiscono il 6 gennaio come una “insurrezione razzista” non hanno detto nulla questo fine settimana sul violento assedio avvenuto nella capitale dello Stato dell’Arizona. Vi aspettavate che lo facessero? No, certo che no e, anzi, lo hanno anche giustificato.

REP. PRAMILA JAYAPAL: “Siamo chiari. Abbiamo molti problemi con la Corte Suprema e la sua legittimità.”

ELIZABETH WARREN: “Questa corte ha perso legittimità. Hanno bruciato qualsiasi legittimità potessero ancora avere.”

ALEXANDRIA OCASIO CORTEZ: “È una crisi di legittimità.”

JOHN AVLON, CNN: “E questo minaccia la legittimità a lungo termine della corte.”

CHRIS HAYES, MSNBC: “La Corte sta per affrontare una delle più grandi minacce alla legittimità percepita della sua storia.”

REP. SARA JACOBS: “La Corte Suprema ha perso legittimità presso il popolo americano.”

LAWRENCE O’DONNELL, MSNBC: “La crisi della legittimità stessa della Corte Suprema degli Stati Uniti mi riempie di dolore.”

Beh, bisogna riconoscere loro il merito di essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda, come al solito. Ci piacerebbe avere l’audio della telefonata mattutina in cui hanno organizzato la cosa, ma poiché la Corte Suprema ha fatto qualcosa che a loro non piace, ci stanno dicendo che il terzo ramo del governo è diventato “illegittimo”. La Corte Suprema è illegittima perché permette agli elettori di decidere cosa ne vogliono fare dell’aborto.

Alcuni chiamerebbero democrazia un sistema in cui i cittadini scelgono la propria forma di governo. Ma ora ci dicono che è illegittimo.

Domenica, la governatrice non eletta di New York, Kathy Hochul, ha spiegato che senza nove membri della Corte Suprema che dettano legge a centinaia di milioni di americani, le donne sono fondamentalmente oppresse.

GOVERNATRICE DI NEW YORK, KATHY HOCHUL: “… perché avremo un’ondata di persone. Ho dichiarato questo il nostro porto sicuro. Qui c’è la Statua della Libertà che accoglie le persone oppresse, le donne che non possono ricevere il diritto fondamentale di controllare il proprio corpo o di abortire. Sono oppresse. Sono benvenute qui nello Stato di New York.”

Potremmo andare avanti all’infinito e riproporvi una frase assurda dopo l’altra, ma cosa vediamo succedere qui? Non si tratta semplicemente di un attacco, un attacco esplicito alla legittimità del terzo ramo del governo, la Corte Suprema. Non è solo un attacco al diritto dei cittadini di governarsi da soli. È qualcosa di più grande. Si tratta di un attacco coordinato alla famiglia e ai bambini.

Le persone che partecipano a queste proteste sono arrabbiate all’idea che nascano dei bambini. Guardate cosa sta succedendo. Non è certo un’esagerazione. Sul vostro schermo c’è una fotografia di questo fine settimana. È stata scattata fuori dalla Corte Suprema. Mostra una madre che umilia i suoi figli in pubblico, insinuando che siano un peso per lei perché sono ancora vivi. Abbiamo visto cose del genere ovunque e proteste a favore dell’aborto spesso in piena vista dei bambini.

Allora, che cos’è tutto questo esattamente? Che cosa rende queste persone così arrabbiate al pensiero di avere dei figli? Da dove nasce un atteggiamento del genere? Beh, come si è scoperto, questo atteggiamento proviene dallo stesso luogo in cui il Partito Democratico prende tutti i suoi atteggiamenti, direttamente dall’America corporativa. L’America delle grandi aziende vuole che non abbiate figli e questo è un grande cambiamento. Un centinaio di anni fa, le grandi aziende costruivano alloggi per le famiglie dei loro dipendenti e poi scuole e biblioteche per educarli. Era una cosa umana da fare, ma all’epoca sembrava anche avere un buon senso per gli affari. Se si volevano lavoratori su cui poter contare, bisognava prendersi cura di loro e della loro famiglia, ma col tempo questa soluzione è diventata costosa.

I dipendenti con famiglia chiedevano salari più alti per mantenere i loro figli e, in molti casi, formavano dei sindacati per ottenere questi aumenti. Il costo del lavoro, quindi, è salito alle stelle. Così le aziende americane, in risposta a questa situazione, hanno sviluppato un nuovo modello: assumere le donne single. In molte grandi aziende, anche nel settore bancario, tradizionalmente maschile, le giovani donne costituiscono oggi la maggioranza dei nuovi assunti e si capisce perché. Lavorano sodo, sono affidabili. Tendono a essere fedeli alle aziende per cui lavorano. L’unico aspetto negativo dell’assunzione di giovani donne è che possono ancora rimanere incinte.

Se gestite il reparto risorse umane della Citibank, questa è l’ultima cosa che vorreste. I bambini rendono più costoso il piano di assistenza sanitaria erogato dall’azienda. Peggio ancora, i bambini tendono a confliggere con il livello di attenzione che deve avere un dipendente. Per la maggior parte delle neo-mamme, rispondere alle e-mail dopo il lavoro sembra meno urgente che mettere a letto i propri figli.

Questo è un problema enorme per le grandi aziende, che hanno tutto l’interesse ad impedire ai loro dipendenti di avere figli. Non si può dire ad alta voce, ovviamente. Sarebbe troppo ovvio. “Dateci i migliori anni della vostra vita ed in cambio vi pagheremo quello che è di fatto un salario di sussistenza in qualsiasi paesaggio urbano infernale e sovrapprezzato in cui abbiamo la nostra sede, per poi togliervi l’unica cosa che potrebbe dare un senso e una gioia alla vostra esistenza nella mezza età, cioè avere dei figli. Questo è l’accordo che vi offriamo.” Questo è l’accordo che ci propongono, ma non possono dirlo. Sembrerebbe quello che è, cioè sfruttamento, non meglio di quello che un tempo i cotonifici facevano alle ragazze di 14 anni.

Quindi, invece di dire questo, che è la verità, l’America delle corporazioni usa il linguaggio del movimento sociale che ha creato all’uopo, cioè il femminismo, per far passare l’intero accordo come se fosse una sorta di movimento di liberazione progressista. “Combatti il patriarcato. Abortisci. Non ha nulla a che fare con la riduzione dei nostri costi del lavoro, ve lo assicuriamo”. Ma ovviamente ha tutto a che fare con la riduzione dei loro costi del lavoro. In tutto il Paese si sta facendo strada questa tesi: l’aborto come liberazione. Molte delle più grandi aziende americane ora pagano addirittura le dipendenti per abortire, per porre fine alle loro gravidanze.

Tra queste figurano Microsoft e Apple, Facebook, Yelp, Netflix, Comcast, Goldman Sachs, Citibank, JP Morgan, Nike, Starbucks, ecc.

Dick’s Sporting Goods offre alle dipendenti fino a 4.000 dollari se abortiscono. L’azienda offre la stessa cifra anche alle dipendenti che vogliono avere dei figli? I redattori di Breitbart News se lo sono chiesto. Hanno posto questa domanda a Dick’s Sporting Goods, ma l’azienda non ha nemmeno risposto e questo vi dice già la risposta.

Quello che è sorprendente è che, di fronte a questo, così tanti americani che dovrebbero saperlo ci siano cascati, così che qualche contabile di una società senza anima e cuore quotata in borsa ha potuto concludere che i droni senza una vita personale sono i lavoratori più economici. Questo è ciò che è successo, ma piuttosto che metterlo in discussione o opporvisi, l’ascoltatore medio della NPR con un’istruzione universitaria annuisce in vigoroso accordo bovino e poi diventa completamente isterico quando qualcuno gli suggerisce che forse c’è un altro modo di vivere, che è almeno teoricamente possibile che crescere i propri figli possa essere una scelta di vita più gratificante rispetto al pendolarismo in una baraccopoli con i mezzi pubblici per farsi strada fino alla dirigenza della Deutsche Bank, ma il solo pensiero di questo, di rifiutare la Deutsche Bank per mettere al mondo una nuova vita, manda queste persone in un delirio rabbioso.

Scegliere una famiglia piuttosto che servire il capitalismo globale? È disgustoso, state zitti.”

Il giornalista Drew Hernandez si è imbattuto in persone di questo tipo durante il fine settimana. Ecco come è andata.

MANIFESTANTE: “Un bambino non è vivo finché non fa il primo respiro.”

“Fan***lo la Corte Suprema! Fan***lo Corte Suprema! Fan***lo Corte Suprema!”

“No, non facciamo una conversazione con un ***, piccolo pezzo di m*** senza valore.”

DREW HERNANDEZ: Cosa c’è che non va, signore, le piace uccidere i bambini? Le piace uccidere i bambini?

MANIFESTANTE: “Sì, io amo uccidere i bambini.”

Drew Hernandez ha girato il filmato che avete appena visto. È un reporter investigativo e conduttore di Frontlines di Turning Point USA.

Tucker Carlson Tonight” è il programma televisivo di punta della rete conservatrice americana Fox News, nemico giurato delle bugie, della superbia, dell’autocompiacimento e del pensiero unico. “Noi facciamo le domande che voi fareste – ed esigiamo delle risposte”. Tucker Carlson è fondatore e caporedattore del “The Daily Caller”, un sito di notizie politiche che ha lanciato nel 2010.


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Tucker Carlson Tonight” è un talk show americano e programma di attualità condotto dal commentatore paleoconservatore Tucker Carlson. Lo show viene trasmesso in diretta da Washington, D.C., su Fox News Channel alle 8:00 P.M. ET nei giorni feriali. Lo show include tipicamente commenti politici, monologhi, interviste e analisi. Ha debuttato come programma nella lineup di Fox News Channel il 14 novembre del 2016. Nel luglio 2020, “Tucker Carlson Tonight” ha battuto il record di programma con il più alto indice di gradimento nella storia delle notizie via cavo degli Stati Uniti, raccogliendo un’audience media di 4,33 milioni di spettatori.

Tucker Carlson è un conduttore di Fox News. Si è unito alla rete nel 2009 come collaboratore. Sostenitore dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si dice anche che abbia influenzato alcune decisioni politiche chiave di Trump stesso. Le sue controverse dichiarazioni su razzismo, immigrazione e femminismo hanno portato al boicottaggio degli inserzionisti contro lo show. Fiero oppositore del progressismo politico, è stato definito un “nazionalista” ed un “paleoconservatore”. È un critico dell’immigrazione. Originariamente sostenitore della politica economica libertaria, ha poi criticato l’ideologia come “controllata dalle banche” ed è diventato un “protezionista”. È anche uno scettico sugli interventi militari all’estero degli Stati Uniti.

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