La decisione della Corte Suprema sul porto d’armi di New York è un’enorme vittoria per la Costituzione americana – The Federalist

La decisione della Corte Suprema è un’enorme vittoria per la Costituzione americana, mentre i Democratici non fanno più alcuna distinzione tra il possesso legale e responsabile di armi da fuoco e la criminalità o tra la Costituzione e le loro capricciose posizioni politiche

Tratto e tradotto da un articolo di David Harsanyi per The Federalist

La decisione della Corte Suprema è un’enorme vittoria per la Costituzione

Nella sentenza del 2008 “District of Columbia vs. Heller“, la Corte Suprema aveva riconosciuto il diritto individuale al possesso di armi nella propria casa. Nel 2010, nella causa “McDonald vs. Chicago“, la Corte Suprema aveva stabilito che il diritto individuale al possesso di armi si estende anche agli Stati e alle municipalità locali. Questa settimana, nella causa “New York State Rifle and Pistol Association vs. Bruen“, la Corte Suprema ha stabilito che “il requisito della giusta causa di New York viola il Quattordicesimo Emendamento, impedendo ai cittadini rispettosi della legge e con normali esigenze di autodifesa di esercitare il diritto del Secondo Emendamento di tenere e di portare armi in pubblico per autodifesa“.

Sicuramente, nessuno crede che il diritto al “porto d’armi” previsto nel Secondo Emendamento possa essere inteso per limitare il possesso di armi a casa propria. Tuttavia, le restrizioni sulle armi di New York richiedevano che un cittadino rispettoso della legge chiedesse il permesso ai funzionari governativi, e che poi superasse una serie di standard soggettivi e discrezionali, prima di poter esercitare un diritto costituzionale. Non c’è alcun supporto storico o legale per tali restrizioni. Per questo vengono chiaramente autoritarie.

Non conosciamo altri diritti costituzionali che un individuo possa esercitare solamente dopo aver dimostrato ai funzionari governativi una qualche necessità particolare“, ha osservato il giudice Clarence Thomas nell’opinione di maggioranza. “Non è così che funziona il Primo Emendamento quando si tratta di discorsi impopolari o del libero esercizio della religione. Non è così che funziona il Sesto Emendamento quando si tratta del diritto di un imputato di confrontarsi con i testimoni a suo carico. E non è così che funziona il Secondo Emendamento quando si parla di porto d’armi in pubblico per autodifesa”.

Come ha notato la Corte Suprema, ci sono ancora 5 Stati con leggi sul porto d’armi simili a quella di New York: California, Hawaii, Maryland, Massachusetts e New Jersey. Tutte queste leggi potrebbero essere ora considerate incostituzionali. E forse anche altre restrizioni sulle armi verranno messe in discussione.

I tribunali americani di grado inferiore utilizzano una struttura a “due fasi” quando decidono sui casi relativi al Secondo Emendamento: la prima fase è costituita dal “testo, dalla storia e dalla tradizione” delle leggi sulle armi e della Costituzione, mentre la seconda fase è costituita dalle argomentazioni governative a favore delle restrizioni, che si basano sui dati e su altri aspetti. “Nonostante la popolarità di questo approccio in due fasi, è un passo di troppo”, ha scritto Clarence Thomas. Se solo il testo e la tradizione del Secondo Emendamento contano, come la Corte Suprema ha ora stabilito, lo scrutinio sui mezzi che sostengono così tante inutili restrizioni sulle armi non dovrebbe più reggere.

La reazione isterica alla sentenza, ormai prammatica consuetudine per la Sinistra contemporanea quando non ottiene quello che vuole, non fa altro che riaffermare il fatto che i Democratici non fanno alcuna distinzione tra il possesso legale e responsabile di armi da fuoco e la criminalità o tra la Costituzione e le loro capricciose posizioni politiche.

Per esempio, la senatrice democratica di New York Kirsten Gillibrand ha dichiarato che la decisione è “non solo irresponsabile, ma anche pericolosa…”. “Questa Corte ha reso ancora più facile per persone potenzialmente pericolose portare armi nascoste in spazi pubblici”. La presidente della Camera Nancy Pelosi ha affermato che è “insondabile che, mentre le famiglie di Uvalde, di Buffalo e di innumerevoli altre comunità piangono i loro cari rubati dalla violenza delle armi, una super-maggioranza alla Corte Suprema abbia scelto di mettere in pericolo altre vite americane“. E così via.

La Sinistra moderna non si preoccupa nemmeno di fingere di credere che la Corte Suprema abbia la responsabilità di agire come ramo separato ed indipendente rispetto al governo e di giudicare la costituzionalità delle leggi. Piuttosto che offrire anche solo apparentemente delle ragioni legali per giustificare le loro ire, i Democratici chiedono semplicemente che la Corte Suprema sostenga il sentimento del pubblico” (o, piuttosto, ciò che essi sostengono sia il “sentimento del pubblico”, cioè il loro pubblico), anche se la Corte Suprema esiste per ignorare tali pressioni. Il fatto che questo atteggiamento sia diventato la norma in uno dei principali partiti politici non fa ben sperare per il futuro della Repubblica americana.

Il caso di New York, ovviamente, non ha assolutamente nulla a che fare con le sparatorie di massa. I detentori di porto d’armi non sono degli stragisti di massa; sono uno dei gruppi di cittadini più rispettosi della legge nel Paese, con meno probabilità di incorrere in abusi nell’utilizzo delle loro armi anche rispetto agli agenti di polizia. Ci sono numerosi esempi di sparatorie fermate da semplici possessori di armi. L’idea che un potenziale assassino richieda prima una licenza per compiere una serie di omicidi è plausibile quanto quella che lo stesso potenziale assassino desista dal suo intendo per effetto delle restrizioni previste in una zona in cui è vietata l’introduzione di armi (come i campus universitari e le scuole).

Eppure, chi non conosce il caso, ed immagino che la maggior parte delle persone ne sia ancora all’oscuro, potrebbe ascoltare i Democratici e i media ed avere l’impressione che tutte le norme che regolano i permessi di porto d’armi siano state spazzate via. I 43 Stati che hanno leggi c.d. “shall-issue“, in cui gli Stati concedono un permesso a chiunque soddisfi i requisiti previsti dalla legge, non sono interessati dalla sentenza. Non c’è alcuna prova che gli Stati che rilasciano questi tipi permessi, in cui i funzionari esercitano dei poteri che sono discrezionali, tengano le persone più al sicuro. Ci sono molte prove, invece, che la sinistra contemporanea sia scesa in guerra contro la Costituzione americana.

David Harsanyi è redattore senior di The Federalist


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