Quali giudici della Corte Suprema hanno votato per annullare la sentenza Roe vs. Wade? – Fox News

La sentenza “Roe vs. Wade” aveva fornito finora protezioni costituzionali per l’aborto negli Stati Uniti

Venerdì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato la storica sentenza Roe vs. Wade“, che era rimasta in vigore nel Paese per quasi 50 anni.

La decisione del 1973 aveva sancito un diritto costituzionale all’aborto, ed il voto aveva ottenuto il sostegno di 5 dei 6 giudici conservatori della Corte Suprema di allora.

Il giudice Samuel Alito ha scritto l’opinione di maggioranza, affiancato dai giudici Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett.

Clarence Thomas aveva votato per la prima volta a favore dell’annullamento di “Roe vs. Wade” già tre decenni fa.

Samuel Alito ha affermato nel parere della maggioranza dei giudici che la sentenza “Roe vs. Wade” fosse “egregiamente sbagliata fin dall’inizio“, con un ragionamentoeccezionalmente debole“.

Ha detto che quella decisione ha avuto “conseguenze dannose“.

Riteniamo che i precedenti di Roe e di Casey debbano essere annullati. La Costituzione non fa alcun riferimento all’aborto e nessun diritto di questo tipo è implicitamente protetto da alcuna disposizione costituzionale, compresa quella su cui i difensori di Roe e di Casey fanno ora principalmente affidamento: la clausola del giusto processo del Quattordicesimo Emendamento”, ha affermato. Tale disposizione è stata ritenuta in grado di garantire alcuni diritti non menzionati nella Costituzione, ma tali diritti devono essere “profondamente radicati nella storia e nella tradizione di questa nazione” e “impliciti nel concetto di una libertà ordinata”.

È tempo di dare ascolto alla Costituzione e di restituire la questione dell’aborto ai rappresentanti eletti dal popolo“, ha dichiarato Samuel Alito.

Il voto è stato di 6 a 3 per confermare la legge del Mississippi, ma il Presidente della Corte Suprema John Roberts non si è unito ai suoi colleghi conservatori nel rovesciare “Roe vs. Wade“. Ha detto che “seguirà un percorso più misurato”.

I giudici Stephen Breyer, Sonia Sotomayor ed Elena Kagan si sono espressi in dissenso.

“Con dolore – per questa Corte, ma soprattutto per i molti milioni di donne americane che oggi hanno perso una fondamentale protezione costituzionale – dissentiamo”, hanno scritto, avvertendo che gli oppositori dell’aborto ora potrebbero perseguire un divieto a livello nazionale “dal momento del concepimento e senza eccezioni per stupro o incesto”.

Se ciò accadrà, “le opinioni dei cittadini [di un singolo Stato] non avranno importanza”. La sfida per una donna sarà quella di finanziarsi un viaggio non a ‘New York [o in] California’ ma a Toronto”, hanno detto.

I giudici liberal hanno accusato la maggioranza di aver scartato l’equilibrio che i precedenti avevano stabilito tra l’interesse della donna e quello dello Stato a proteggere la “vita potenziale”.

“Oggi, la Corte ha scartato quell’equilibrio. Dice che dal momento stesso della fecondazione, una donna non ha diritti di cui parlare”, hanno scritto.

Le azioni della Corte Suprema danno ora ai singoli Stati il potere di consentire, limitare o vietare del tutto la pratica abortiva, e diversi Stati si sono già mossi in tal senso.

La sentenza è stata emessa dalla Corte Suprema nella causa “Dobbs vs. Jackson Women’s Health Organization“, incentrata su una legge del Mississippi che vietava l’aborto dopo 15 settimane di gravidanza. Lo Stato del Mississippi, a guida repubblicana, aveva chiesto alla Corte Suprema di annullare una sentenza di un tribunale di grado inferiore che aveva bloccato il divieto di aborto a 15 settimane.


FoxNews.com

Seguici sui Social