Più di due dozzine di Stati limiteranno l’aborto dopo l’annullamento della sentenza Roe vs. Wade – Fox News

L’aborto subisce già restrizioni o divieti in almeno 25 Stati, ovvero in metà degli Stati Uniti

13 Stati degli Stati Uniti sono pronti a emanare divieti immediati sull’aborto e almeno altri 13 potrebbero seguirne rapidamente l’esempio dopo che la Corte Suprema ha rovesciato la sentenza Roe vs. Wade” venerdì scorso, lasciando che siano gli Stati a decidere in merito al diritto all’aborto.

Almeno 13 Stati del Paese hanno già delle cosiddette “leggi grilletto”, che vietano la maggior parte degli aborti ma che entreranno in vigore immediatamente oppure entro poche settimane dall’annullamento di “Roe vs. Wade“.

Secondo il Guttmacher Institute, un gruppo di ricerca a favore dei diritti dell’aborto, questi Stati sono Arkansas, Idaho, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Missouri, North Dakota, Oklahoma, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah e Wyoming, che ha appena approvato la sua legge “grilletto” in aprile.

Ci sono anche altri cinque Stati – Alabama, Arizona, Michigan, West Virginia e Wisconsin – che hanno un divieto di aborto da prima di “Roe vs. Wade” ma che entrerà nuovamente in vigore ora che la sentenza storica del 1973 è stata rovesciata.

I governatori Democratici del Michigan e del Wisconsin si sono opposti a queste leggi: La governatrice del Michigan Gretchen Whitmer ha intentato una causa ad aprile chiedendo alla Corte Suprema del Michigan di fermare l’applicazione del divieto dell’aborto risalente al 1931 mentre il governatore del Wisconsin Tony Evers ha chiesto l’abrogazione di una legge statale del 1849 che rende l’aborto un reato.

Secondo la ricerca del Guttmacher Institute, l’annullamento della sentenza “Roe vs. Wade” porta almeno 18 Stati a vietare quasi immediatamente la maggior parte degli aborti.

Altri quattro Stati – Georgia, Iowa, Ohio e South Carolina – hanno leggi che vietano l’aborto dopo le sei settimane, leggi che in precedenza erano state dichiarate incostituzionali ma che verranno riesaminate ora che la “Roe vs. Wade” è stata rovesciata.

Inoltre, anche la Florida, l’Indiana, il Montana e il Nebraska, in base all’attuale attività legislativa, sembrano destinati a vietare o a limitare fortemente l’aborto dopo l’annullamento della “Roe vs. Wade“.

In totale, il Guttmacher Institute stima che 26 Stati su 50 sono certi di vietare o è probabile che vietino l’aborto ora che la “Roe vs. Wade” è stata rovesciata. Per contro, il Center for Reproductive Rights (Centro per i diritti riproduttivi), un gruppo di legali che si batte per i diritti dell’aborto, ritiene probabile che 25 Stati vietino l’aborto, tra cui il North Carolina e la Pennsylvania, ma non la Florida, l’Iowa e il Montana.

Nel frattempo, l’accesso all’aborto dovrebbe continuare o addirittura espandersi negli Stati Democratici come la California e l’Oregon, che nelle ultime settimane si sono mossi per proteggere il diritto all’aborto.

Il Missouri è il primo stato a far scattare la legge che pone fine all’aborto nello stato

Pochi minuti dopo l’annuncio della sentenza della Corte Suprema che ha ribaltato la sentenza “Roe vs. Wade“, il procuratore generale del Missouri Eric Schmitt ha emesso un parere che “fa scattare” parte di una legge statale che pone fine all’aborto.

Secondo l’ufficio di Schmitt, il Missouri è il primo Stato della nazione a farlo. Il parere mette fuori legge l’aborto nello Stato, tranne nei casi di emergenza medica.

“Oggi, dopo la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha ribaltato la sentenza Roe vs. Wade, con l’emissione di un parere del procuratore generale, il mio ufficio ha ancora una volta rafforzato la dedizione del Missouri alla protezione della sacralità della vita, sia quella nata che quella non nata. Con questo parere del procuratore generale, il mio ufficio ha effettivamente posto fine all’aborto nel Missouri, diventando il primo Stato del Paese a farlo dopo la sentenza della Corte”, ha dichiarato il procuratore generale Eric Schmitt.

“Il mio ufficio si è battuto per sostenere la sacralità della vita sin da quando sono diventato procuratore generale, culminando nella sentenza epocale di oggi e nel parere del procuratore generale. Continuerò a lottare per proteggere tutta la vita, nata e non nata”.


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