La Corte Suprema ha annullato la sentenza Roe vs. Wade: storica decisione sull’aborto – Fox News

La decisione della Corte Suprema che ribalta la sentenza Roe vs. Wade si basa su una legge del Mississippi che vietava gli aborti dopo le 15 settimane

La Corte Suprema ha ribaltato la sentenza Roe vs. Wade“, ponendo di fatto fine al riconoscimento di un diritto di rango costituzionale all’aborto e dando ai singoli Stati il potere di consentire, di limitare o di vietare del tutto la pratica.

La sentenza è stata emessa nell’ambito del caso “Dobbs vs. Jackson Women’s Health Organization, che riguardava una legge del Mississippi che vietava l’aborto dopo 15 settimane di gravidanza. Lo Stato del Mississippi, governato dai Repubblicani, chiedeva alla Corte Suprema di annullare la sentenza di un tribunale di grado inferiore che aveva bloccato il divieto di aborto a 15 settimane.

“Terminiamo questo parere dove abbiamo iniziato. L’aborto presenta una profonda questione morale. La Costituzione non proibisce ai cittadini di ogni Stato di regolamentare o di proibire l’aborto. Le sentenze sui casi di Roe e di Casey si sono arrogate questa autorità. Ora annulliamo queste decisioni e restituiamo l’autorità al popolo e ai suoi rappresentanti eletti“, ha scritto il giudice Samuel Alito nel parere della Corte.

Il parere scritto dal giudice Samuel Alito inizia con un’analisi ed una critica alla sentenza “Roe vs. Wade ed all’affermazione secondo cui, sebbene gli Stati abbiano “un legittimo interesse a proteggere la ‘vita potenziale'”, questo interesse non sia abbastanza forte da poter proibire gli aborti prima del momento della vitalità fetale, intesa a circa 23 settimane di gravidanza.

L’aborto presenta una profonda questione morale. La Costituzione non proibisce ai cittadini di ogni Stato di regolamentare o di proibire l’aborto. Le sentenze sui casi di Roe e di Casey si sono arrogate questa autorità. Ora annulliamo queste decisioni e restituiamo l’autorità al popolo e ai suoi rappresentanti eletti

Festeggiamenti davanti alla Corte Suprema, venerdì 24 giugno 2022, a Washington. (Foto AP/Steve Helber)

“La Corte non ha spiegato la base di questa linea, e persino i sostenitori dell’aborto hanno trovato difficile difendere il ragionamento di Roe vs. Wade“, ha scritto Samuel Alito.

Il presidente della Corte Suprema, John Roberts, ha concordato sul fatto che la linea argomentativa sulla vitalità fetale “non ha mai avuto alcun senso”, ma ha detto che avrebbe preso una strada più misurata” con questo caso. Piuttosto che rovesciare del tutto la Roe vs. Wade, Roberts avrebbe preferito continuare a riconoscere il diritto ad abortire, ma che tale diritto avrebbe dovutoestendersi abbastanza da garantire una ragionevole opportunità di scelta, ma non deve necessariamente estendersi oltre”.

La maggioranza dei giudici in seno alla Corte Suprema ha invece assunto una posizione più decisa contro “Roe vs. Wade” ed il successivo caso in “Planned Parenthood vs. Casey“, sostenendo “che sia Roe che Casey devono essere annullate“. La Corte ha controbattuto al parere del presidente John Roberts, sostenendo che un tale approccio “non farebbe altro che rimandare il giorno in cui saremo costretti a confrontarci con la questione che stiamo decidendo”.

  • “ROE VS. WADE” NON HA SPIEGATO E NON HA GIUSTIFICATO IL FONDAMENTO DI UN DIRITTO COSTITUZIONALE ALL’ABORTO

La Corte Suprema ha spiegato come l’opinione alla base del precedente della sentenza “Roe vs. Wade” non giustifichi specificamente da dove derivi il diritto all’aborto, ma che piuttosto fornisca diverse aree della Costituzione che secondo l’opinione dei giudici di allora potrebbero prevedere tale diritto. Samuel Alito ha scritto che la decisione sul caso Casey “non ha difeso questa analisi non focalizzata”, fondando invece tale diritto nella “libertà” protetta dalla clausola del giusto processo prevista dal Quattordicesimo Emendamento.

Il parere della Corte Suprema ha riconosciuto che la Clausola del Giusto Processo del Quattordicesimo Emendamento è stata ritenuta in grado di garantire alcuni diritti che non sono enunciati nella Costituzione, ma che tali diritti erano già “profondamente radicati nella storia e nella tradizione di questa nazione“. L’aborto invece, ha affermato la Corte, “non rientra in questa categoria“, in quanto “tale diritto era del tutto sconosciuto nella legislazione americana” fino alla fine del XX secolo.

Le prime fonti di un diritto all’aborto, ha detto la Corte Suprema, sono alcunedecisioni di tribunali statali e distrettuali emesse “poco prima di Roe vs. Wade” ed “un piccolo numero di articoli di riviste giuridiche dello stesso periodo”.

Samuel Alito ha fatto riferimento anche all’opinione dissenziente dei giudici progressisti Stephen Breyer, Elena Kagan e Sonia Sotomayor, affermando come essa sia “molto schietta nel non poter dimostrare che un diritto costituzionale all’aborto abbia un qualche fondamento, per non parlare del requisito riguardo al fatto che un diritto debba essere “profondamente radicato nella storia e nella tradizione di questa nazione”.

L’incapacità del parere di dissenso di confrontarsi con questa lunga tradizione è devastante per la sua posizione“, ha scritto Samuel Alito.

Samuel Alito

L’opinione di maggioranza ha anche osservato come il dissenso non abbia fornito alcun “argomento serio” contro l’interesse degli Stati a proteggere la vita di un feto, chiarendo al contempo che la sentenza della Corte “non si basa su alcuna opinione su se e quando la vita prenatale abbia diritto ad uno qualsiasi dei diritti di cui si gode dopo la nascita”.

  • LA CORTE SUPREMA E LA LUNGA TRADIZIONE DEL RIBALTAMENTO DELLA GIURISPRUDENZA DEI SUOI PRECEDENTI

La Corte Suprema ha poi affrontato il concetto di “stare decisis” – ovvero, la tradizione di seguire i precedenti giudiziari consolidati.

Superare un precedente è una questione seria“, ha scritto Samuel Alito. “Non è un passo che dovrebbe essere preso alla leggera”.

Tuttavia, ha detto, se la Corte Suprema non avesse mai annullato alcun precedente, “il diritto costituzionale americano per come lo conosciamo sarebbe irriconoscibile, e questo sarebbe un Paese diverso“.

I manifestanti reagiscono all’annullamento della Roe vs Wade
  • LE 5 RAGIONI PER CUI LE SENTENZE “ROE VS. WADE” E “PLANNED PARENTHOOD VS. CASEY” DEVONO ESSERE ANNULLATE

La Corte Suprema ha poi affermato che ci sono cinque ragioni per cui le sentenze “Roe vs. Wade” e Planned Parenthood vs. Casey” dovrebbero essere annullate: “la natura del loro errore, la qualità del loro ragionamento, la ‘praticabilità’ delle regole che hanno imposto al paese, il loro effetto dirompente su altre aree della legge e l’assenza di un affidamento concreto”.

  • LA QUESTIONE SULL’ONERE INDEBITO POSTO DALLE LEGGI SULLA POSSIBILITÀ DI ABORTIRE

La Corte Suprema ha poi spiegato come l’argomento sviluppato in “Planned Parenthood vs. Casey“, che stabilisce se una legge ponga o meno un “onere indebito” sulla possibilità di abortire, “ha ottenuto un punteggio scarso sulla scala della praticabilità”, citando il defunto giudice Antonin Scalia, che ha detto che l’argomento è “intrinsecamente privo di regole“.

La maggioranza ha criticato il precedente del caso Casey anche per la sua vaghezza e ambiguità e per non aver dato una “risposta chiara” su come applicare la verifica giudiziaria dell’onere indebito.

Il parere prosegue spiegando che entrambe le sentenze abbiano sconvolto altre aree del diritto, sostenendo che “hanno diluito lo standard rigoroso per le cause di rango costituzionale”, ignorato principi giudiziari chiave e “distorto le dottrine sul Primo Emendamento”.

  • LA QUESTIONE DELL’AFFIDAMENTO SECONDO CUI LE PERSONE ABBIANO PRESO DECISIONI SULLE LORO RELAZIONI FACENDO APPUNTO AFFIDAMENTO SUL FATTO CHE L’ABORTO FOSSE UN’OPZIONE DISPONIBILE

Affrontando la questione dell’affidamento, la Corte Suprema ha affermato che tale interesse sorge tipicamente quando una pianificazione anticipata di grande precisione è ovviamente una necessità“. Samuel Alito ha scritto che nel caso di Casey, la stessa sentenza abbia “ammesso che questi interessi tradizionali di affidamento non sono implicati perché abortire è generalmente un’attività non pianificata”.

Per quanto riguarda l’affermazione del precedente contenuto in Casey secondo cui le persone abbiano preso decisioni sulle loro relazioni facendo affidamento sul fatto che l’aborto fosse un’opzione disponibile, la Corte Suprema ha detto che questo non è abbastanza concreto e che “questa Corte non è attrezzata per valutare affermazioni generalizzate sulla psiche nazionale“.

  • LA QUESTIONE DEL RUOLO DELL’OPINIONE PUBBLICA

Samuel Alito ha poi affrontato l’argomentazione avanzata in Casey secondo cui “la fiducia del popolo americano nello Stato di diritto verrebbe scossa se perdesse il rispetto per questa Corte come istituzione che decide casi importanti sulla base di principi e non di pressioni sociali e politiche“.

Pur riconoscendo che esiste effettivamente “un pericolo particolare” che l’opinione pubblica veda una decisione in questo modo, Samuel Alito ha ribattuto che “non possiamo permettere che le nostre decisioni siano influenzate da influenze estranee, come la preoccupazione per la reazione dell’opinione pubblica al nostro lavoro“.

La reazione dell’opinione pubblica ad un possibile annullamento del precedente in “Roe vs. Wade” è avvenuta ben prima che la Corte Suprema emettesse la sua decisione. Una fuga di notizie su una bozza del parere di Alito, risalente a febbraio, che giungeva alla stessa conclusione, ha suscitato un dibattito a livello nazionale ed ha scatenato le proteste degli attivisti pro-choice fin sotto le abitazioni dei sei giudici conservatori della Corte.

Inoltre, dopo la fuga di notizie, decine di centri di gravidanza pro-life sono stati vandalizzati, le chiese cattoliche sono state prese di mira dalle proteste e dai disordini ed un sospetto è stato accusato di tentato omicidio per aver presumibilmente cercato di assassinare il giudice Brett Kavanaugh.

Ciononostante, Samuel Alito ha scritto che la reazione alla sentenza della Corte non era nota al momento della decisione del caso, né avrebbe avuto importanza.

Non pretendiamo di sapere come il nostro sistema politico o la nostra società reagiranno alla decisione odierna che annulla i precedenti di Roe e di Casey. E anche se potessimo prevedere cosa accadrà, non avremmo l’autorità di lasciare che questa conoscenza influenzi la nostra decisione“, ha scritto. “Riteniamo quindi che la Costituzione non conferisca un diritto all’aborto. Roe e Casey devono essere annullate e l’autorità di regolamentare l’aborto deve essere restituita al popolo e ai suoi rappresentanti eletti“.

Riteniamo quindi che la Costituzione non conferisca un diritto all’aborto. Roe e Casey devono essere annullate e l’autorità di regolamentare l’aborto deve essere restituita al popolo e ai suoi rappresentanti eletti

Per quanto riguarda eventuali future sfide di costituzionalità alle restrizioni all’aborto, la Corte Suprema ha affermato che tali leggi debbano essere generalmente considerate come valide, purché abbiano una base razionale.

  • IL PARERE DI DISSENSO DEI GIUDICI PROGRESSISTI BREYER, KAGAN E SOTOMAYOR

Il parere di dissenso ha accusato la maggioranza di ignorare l’interesse della donna a decidere da sola in merito alla nascita di un figlio.

La sentenza dice che dal momento stesso della fecondazione, una donna non ha più alcun diritto di parlare. Uno Stato può costringerla a portare a termine una gravidanza, anche a costi personali e familiari altissimi”, hanno affermato i giudici progressisti Breyer, Kagan e Sotomayor.

“In una vasta gamma di circostanze, uno Stato sarà in grado di imporre la propria scelta morale ad una donna e costringerla a dare alla luce un bambino“, hanno aggiunto.

Il parere di dissenso ha anche affermato che la sentenza della Corte Suprema mette a rischio altri diritti, come quello alla contraccezione e al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

“Sono tutti parte dello stesso tessuto costituzionale, che protegge l’autonomia decisionale sulle decisioni più personali della vita”, hanno affermato i giudici dissenzienti.

Persone protestano per l’aborto, venerdì 24 giugno 2022, davanti alla Corte Suprema di Washington. (Foto AP/Steve Helber)
  • PIÙ DI DUE DOZZINE DI STATI ANDRANNO A LIMITARE GLI ABORTI DOPO L’ANNULLAMENTO DELLA SENTENZA “ROE VS. WADE”

Diversi Stati a guida repubblicana hanno già approvato delle “leggi grilletto” che, in caso di annullamento della sentenza “Roe vs. Wade“, limiterebbero immediatamente l’accesso all’aborto.

La Georgia, l’Iowa, l’Ohio e la Carolina del Sud hanno leggi che vietano l’aborto dopo le sei settimane, leggi che sono già state dichiarate incostituzionali ma che probabilmente saranno riviste dato che “Roe vs. Wade” è stata rovesciata, come ha riferito il Guttmacher Institute, un gruppo di ricerca a favore dell’aborto.

D’altro canto, i sostenitori della libertà di scelta dovranno lavorare per codificare il precedente di “Roe vs. Wade o per introdurre restrizioni allentate sull’aborto approvando leggi a livello statale.

Nel 2018, New York ha approvato una legge volta a codificare il precedente di “Roe vs. Wade e si prevede che altri Stati guidati dai Democratici seguiranno l’esempio dopo la sentenza della Corte Suprema.

I sondaggi sull’opinione pubblica hanno anche indicato come, nonostante più di 6 elettori registrati su 10 pensino che la Corte debba confermare il precedente di “Roe vs. Wade“, la maggioranza degli americani è favorevole ad alcune restrizioni sull’aborto.

Dimostranti protestano per l’aborto davanti alla Corte Suprema di Washington, venerdì 24 giugno 2022. (Foto AP/Jacquelyn Martin)

In un recente sondaggio di Fox News è stato chiesto agli americani come si sentirebbero se nel loro Stato venisse approvata una legge che vieti gli aborti dopo le 15 settimane: poco più della metà degli elettori è favorevole (54%), mentre il 41% è contrario.

A livello federale, nella settimana successiva al trapelamento della bozza, il Senato non è riuscito a far avanzare una proposta di legge per codificare le protezioni federali sull’aborto previste dalla sentenza “Roe vs. Wade“.

Kamala Harris ha presieduto il voto sul Women’s Health Protection Act. La legge aveva bisogno di 60 voti per avanzare, ma è morta con un risultato di 51 a 49, con il senatore democratico della Virginia Occidentale Joe Manchin che si è unito a tutti e i 50 Repubblicani nel votare “No”.

I bracci armati della campagna elettorale dei Democratici hanno già segnalato che l’aborto sarà un tema chiave per le elezioni di metà mandato e che galvanizzerà la loro base.

I Repubblicani sono in gran parte convinti che le questioni relative alla “santità della vita” susciteranno un rinnovato entusiasmo per i candidati conservatori alle elezioni.

DECISIONE DELLA CORTE SUPREMA SU “ROE VS. WADE”: LEGGI LA SENTENZA “DOBBS VS. JACKSON” SULLA SALUTE DELLE DONNE


FoxNews.com

Seguici sui Social