Il Repubblicano Jim Jordan critica la commissione sul 6 gennaio: Gli investigatori hanno “alterato le prove e mentito” – Washington Examiner

Il deputato Jim Jordan ha sollevato questioni sui problemi di attendibilità nei confronti della commissione della Camera che indaga sui disordini del Campidoglio dopo la prima udienza trasmessa in prima serata la scorsa settimana

Il deputato ha insistito sul fatto che l’udienza di giovedì 9 giugno non abbia davvero mostrato nulla di nuovo” ed ha definito la stessa commissione che indaga sul 6 gennaio come uno “sforzo di parte” che ha dimostrato solamente di non essere affidabile. Ha inoltre ricordato ai telespettatori che l’anno scorso la stessa commissione aveva ammesso di aver alterato un suo messaggio di testo che aveva inviato all’ex capo dello staff della Casa Bianca, Mark Meadows.

Questa commissione ha alterato delle prove ed ha mentito al popolo americano“, tanto da dover rilasciare una dichiarazione che dice: “Ci rammarichiamo dell’errore”, che è esattamente il modo in cui il governo parla: “Siamo stati scoperti a mentire“, ha detto Jim Jordan alla conduttrice di Fox News Maria Bartiromo nel programma Sunday Morning Futures.

A dicembre era stato rivelato come il deputato Adam Schiff (Democratico della California), membro della commissione che indaga sul 6 gennaio, avesse presentato una grafica che mostrava un messaggio di testo alterato tra Jim Jordan e Mark Meadows. L’ufficio di Jordan ha riconosciuto che il deputato dell’Ohio avesse effettivamente inviato un messaggio a Mark Meadows, ma ha sottolineato che si trattava di un frammento di un messaggio “inoltrato” da un avvocato, Joseph Schmitz, che esprimeva un parere legale sul ribaltamento dei risultati delle elezioni del 2020.

Il comitato sul 6 gennaio si è scusato per questo “errore”, che è stato quello di troncare il messaggio con un punto, e per il fatto che Adam Schiff lo avesse presentato al pubblico senza prima fornire un contesto completo.

lo stesso comitato aveva creato e fornito al rappresentante Adam Schiff una grafica da utilizzare che citava un messaggio di testo inviato “da un legislatore” a Mark Meadows. La grafica riportava: “Il 6 gennaio 2021, il vicepresidente Mike Pence, in qualità di presidente del Senato, dovrebbe dichiarare tutti i voti elettorali che ritiene incostituzionali come se non esistessero affatto”. Nella grafica, il punto alla fine della frase sarebbe stato aggiunto inavvertitamente. “Il comitato è responsabile e si rammarica dell’errore“, ha dichiarato un portavoce del comitato in una dichiarazione al Washington Examiner.

Un altro esempio in cui un membro del comitato sul 6 gennaio ha riportato erroneamente un messaggio di testo ha riguardato il deputato Jamie Raskin (Democratico del Maryland), quando descrisse erroneamente un messaggio sempre rivolto a Mark Meadows che dettagliava una strategia per ribaltare i risultati delle elezioni del 2020 come “proveniente da un legislatore della Camera”. Fonti anonime aveva riferito alla CNN che si era trattato di “un errore involontario“, ed “una fonte di Raskin ha detto che il deputato ha appreso dell’errore dalla stessa CNN ed ha confermato l’errore al suo staff”. Raskin ha scritto una lettera per correggere il Congressional Record, secondo il rapporto, che ha notato come la commissione sul 6 gennaio abbia rifiutato di indicare l’autore effettivo del testo manomesso.

I membri della commissione sul 6 gennaio hanno cercato di tracciare una linea di collegamento tra gli sforzi dell’ex presidente Donald Trump di contestare i risultati delle elezioni del 2020 e la rivolta in Campidoglio. La violenza ha interrotto solo brevemente il processo di certificazione della vittoria di Joe Biden da parte dei legislatori. L’udienza di giovedì scorso ha presentato alcuni filmati inediti della rivolta, oltre alle testimonianze di alcuni testimoni, tra cui l’ex portavoce di Donald Trump, Jason Miller, che hanno affermato che i video presentati mancano di contesto.

Il rappresentante Bennie Thompson (Democratico del Mississippi), presidente della commissione che indaga sul 6 gennaio, ha dichiarato davanti a Jake Tapper della CNN dopo l’udienza che la commissione sarebbe disposta a rilasciare la trascrizione completa della deposizione, ma ha rifiutato di dire quando ciò potrebbe accadere.

Donald Trump, da parte sua, ha rimproverato la commissione, affermando, in parte, che essa “si rifiuta di mostrare i molti testimoni e le dichiarazioni positive, si rifiuta di parlare delle frodi e delle irregolarità elettorali che hanno avuto luogo su vasta scala, ed ha deciso di usare un documentarista della Fake News ABC per girare solo filmati negativi“.

Jim Jordan, assieme al deputato Jim Banks (Repubblicano dell’Indiana), è stato escluso dalla partecipazione alla commissione sul 6 gennaio dalla Speaker democratica della Camera Nancy Pelosi, ed alcuni membri del Congresso stanno ora conducendo una propria “contro-inchiesta”. Anche Jim Jordan è stato citato in giudizio dalla commissione, ma si è rifiutato di collaborare.

Sebbene la commissione sul 6 gennaio abbia due membri Repubblicani, i deputati Liz Cheney del Wyoming e Adam Kinzinger dell’Illinois, sono entrambi fortemente critici nei confronti di Donald Trump. Jim Jordan ha sostenuto che il Paese “la vede per quello che è: un’attività politica di parte”. Ha inoltre espresso il suo sostegno alla divulgazione da parte della commissione di tutte le deposizioni e dei documenti della sua indagine, per andare oltre le esposizioni presentate durante la prima udienza “coreografica”.


WashingtonExaminer.com

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