Byron York: Le fantasie di Joe Biden per curare l’inflazione

Byron York’s Daily Memo – Le fantasie di Joe Biden per curare l’inflazione

La ragione per cui il Joe Biden ha tenuto un discorso sull’inflazione a maggio è che sapeva che il governo avrebbe di lì a poco pubblicato le ultime statistiche sull’inflazione e sapeva che le notizie sarebbero state negative. Tanto valeva cercare di anticipare le cose. Ed ora che i numeri sono usciti, le notizie sono effettivamente negative.

Il Bureau of Labor Statistics riferisce che l’inflazione è aumentata a un tasso annuo dell’8,3% nel mese di aprile – leggermente inferiore al tasso annuo dell’8,5% del mese di marzo, ma ancora al di sopra della soglia psicologica dell’8%, ed anche al di sopra di quell’8,1% che era stato invece previsto. In ogni caso, i numeri contenuti all’interno di questa percentuale sono terribili.

Il prezzo del gasolio è aumentato dell’85% su base annua. La benzina è aumentata del 43,6%. Il gas naturale è aumentato del 22,7%. L’elettricità è aumentata dell’11%. Il prezzo delle auto e dei camion usati è aumentato del 22,7%. I veicoli nuovi sono aumentati del 13,2%. L’abbigliamento del 5,4%. La carne, il pollame, il pesce e le uova del 14,3%. I latticini del 9,1%. I cereali e prodotti da forno del 10,3%. Le bevande analcoliche del 9,8%

Il discorso di Joe Biden per tentare di giustificarsi è stato del tutto politico. Mancano meno di sei mesi alle elezioni di midterm e, soprattutto a causa dell’inflazione, le prospettive per i Democratici sono pessime. Nel valutare il discorso, alcuni commentatori hanno sottolineato tutti i soliti incastri di parole e le strane locuzioni usate da Biden, come quando ha detto: “Sentite, so che vi sentite frustrati. Lo so. Lo percepisco“. Persino la troupe del Morning Joe l’ha preso in giro.

Ma nel discorso di Joe Biden ci sono stati due temi principali degni di nota. Il primo è stato il suo disperato tentativo di sviare la colpa per l’alta inflazione. Ha dato la colpa alla pandemia di Coronavirus. Ha dato la colpa a Vladimir Putin. Ha incolpato le compagnie energetiche. Ha incolpato il senatore Rick Scott (Repubblicano della Florida) – Sì, l’ha fatto per davvero. Ha cercato di incolpare tutti, tranne lui, Joe Biden.

Non che alcuni di questi attori, in particolare la pandemia o la guerra in Ucraina, non abbiano un qualche ruolo. È così. Ma il fatto è che anche Joe Biden ha qualche colpa, e per almeno due motivi. In primo luogo, con il sostegno dei Democratici del Congresso, ha spinto per approvare delle misure di spesa pubblica astronomiche che hanno sovraccaricato l’economia e peggiorato l’inflazione. In secondo luogo, data la gravità dell’inflazione nel settore energetico, ha perseguito politiche volte a ridurre la produzione di energia dai combustibili fossili negli Stati Uniti, rendendo così il Paese più dipendente dal resto del mondo per l’energia.

Ciò che ha colpito delle osservazioni di Joe Biden è stata la misura in cui è sembrato intenzionato a mantenere la rotta, a continuare con le politiche che non hanno fatto altro che peggiorare l’inflazione. La nazione ha bisogno di più spesa, ha detto, anzi, secondo Biden, ancora più spesa pubblica farà diminuire l’inflazione. Ed il paese ha bisogno di una minore produzione di energia dai combustibili fossili, perché questo porterà gli Stati Uniti più vicini ad un glorioso futuro di energia pulita. È questa la ricetta che curerà l’inflazione.

Come si capisce che la Casa Bianca vuole aumentare la spesa pubblica? Dal numero di volte che usa la parolainvestire“. Le Case Bianche ed i Congressi guidati dai Democratici non spendono: “investono”. E se guardate la scheda informativa che accompagnava le sue dichiarazioni, troverete più volte una qualche forma di “investimento”. Joe Biden vuole “investire per ridurre il costo dell’assistenza all’infanzia“. Vuole “investire nella costruzione di oltre un milione di case a prezzi accessibili“. Vuole approvare “crediti d’imposta e investimenti per l’energia pulita e i veicoli elettrici“. Vuole “investimenti storici nelle infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici“. Nelle sue osservazioni, Joe Biden ha detto: “Sto lavorando con il Congresso per approvare investimenti importati che aiutino a costruire un futuro fatto di energia pulita”. Biden ed il suo Partito stanno “investendo” ovunque. A proposito, c’è una parola che non si trova mai né nelle osservazioni né nella scheda informativa della Casa Bianca: è la parolasussidio“. Eppure il piano ne è pieno.

Il che porta ad un altro fatto degno di nota sulla strategia di Joe Biden in materia di inflazione. Con l’avvicinarsi delle elezioni di midterm, con i Democratici in difficoltà e bisognosi di tutto il sostegno possibile – ad esempio quello degli attivisti ambientalisti – Biden si schiera a favore del programma sul clima, anche se questo contribuirà a peggiorare l’inflazione. Vuole imporre “i più severi standard di risparmio di carburante per auto e camion”. E vuole “mettere l’America sulla strada giusta per garantire che una su due auto vendute nel 2030 non bruci combustibili fossili”. Ricordiamo che uno dei modi in cui Biden ha incoraggiato l’inflazione è proprio quello di rendere gli Stati Uniti più dipendenti dall’energia straniera.

I Repubblicani protestano e dicono che gli Stati Uniti avevano raggiunto l’indipendenza energetica con l’ex presidente Donald Trump; ma ora, con Joe Biden si è gettato tutto al vento, attraverso mosse come la cancellazione dell’oleodotto Keystone XL. Ma non c’è da preoccuparsi. La Casa Bianca sostiene che con Joe Biden gli Stati Uniti raggiungeranno una “vera indipendenza energetica“, ovvero un glorioso futuro fatto di energie rinnovabili con cui non si dipenderà più da fonti di energia straniere. Se mai questo accadrà, è ancora molto lontano nel tempo e non è certo il modo per combattere l’inflazione in questo momento. Ma è il programma del Partito Democratico, e Joe Biden vi si attiene.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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