Byron York: No, il tema dell’aborto non salverà i Democratici alle elezioni di novembre

Byron York’s Daily Memo – No, il tema dell’aborto non salverà i Democratici alle elezioni di novembre

Si specula molto sul fatto che una sentenza della Corte Suprema che ribalti la sentenza “Roe vs. Wade“, sempre se davvero dovesse accadere, possa rappresentare una spinta di consensi per i Democratici alle elezioni di midterm di novembre. Non c’è dubbio che una decisione in tal senso motiverebbe una parte della base degli elettori dei Democratici. Ma la domanda è: Chi e Quanti? Quanti saranno? E quanto sarebbero decisivi per i risultati?

I sondaggi mostrano che l’aborto non è al primo posto tra le preoccupazioni degli elettori, anche dopo la fuga di notizie senza precedenti di una bozza di decisione che porrebbe fine alla sentenza “Roe vs. Wade“. POLITICO, che ha pubblicato la bozza, ha subito condotto un sondaggio dopo la fuga di notizie ma non ha trovato un elettorato ossessionato dal tema dell’aborto.

La domanda posta da POLITICO era: “Pensando al suo voto, quali sono, secondo lei, le questioni più importanti a cui pensa quando vota per eleggere le cariche federali come il Senato degli Stati Uniti od il Congresso?“. I sondaggisti hanno dato agli intervistati sette scelte: “1) questioni economiche, come le tasse, i salari e i posti di lavoro”; “2) questioni di sicurezza, come il terrorismo, la politica estera e l’immigrazione”; “3) questioni sanitarie, come l’Obamacare e il Medicaid“; “4) questioni relative agli anziani, come Medicare e la sicurezza sociale”; “5) questioni femminili, come il controllo delle nascite, l’aborto e la parità di retribuzione”; “6) questioni relative all’istruzione, come i programmi scolastici, le dimensioni delle classi e la scelta della scuola”; “7) questioni energetiche, come le emissioni di anidride carbonica, le energie rinnovabili ed il costo dell’elettricità e della benzina”.

Le questioni femminili, compreso l’aborto, si sono classificate al quinto posto su sette. La più importante, ovviamente, è stata la questione economica, indicata dal 41% degli elettori che si sono registrati per votare. Al secondo posto le questioni di sicurezza, con il 16%, seguono le questioni relative agli anziani, con il 10%, e quelle relative all’assistenza sanitaria, con il 9%. Infine le questioni femminili, compreso l’aborto, con l’8%.

Ovviamente c’è il divario dei sessi da considerare. Solo il 4% degli uomini ha indicato le questioni femminili come le più importanti, mentre l’11% delle donne ha fatto altrettanto – Attenzione! Ricordate che per quanto riguarda l’aborto, è un tema importante sia per i pro-life che per i pro-choice. Tra le donne che votano i Democratici, ovviamente (quasi) tutte pro-choice, il numero sale al 18%, ovvero quasi una su cinque. Quindi forse un po’ meno di un quinto della fetta femminile dell’elettorato dei Democratici potrebbe presentarsi particolarmente motivato dai diritti sull’aborto alle elezioni di novembre.

D’altro canto, si osservi il predominio delle questioni economiche. Quando il 41% degli elettori, di fronte a più scelte, sceglie in questi margini una sola area come la più importante, significa che è davvero, davvero importante. Notate che il sondaggio non ha nemmeno menzionato la parola “inflazione“, che probabilmente avrebbe fatto salire ulteriormente il numero. Ciononostante, gli elettori hanno indicato l’economia come la loro principale preoccupazione con un ampio margine. L’aborto non è neanche lontanamente vicino.

Non lo è mai stato e sicuramente non lo sarà quest’anno. Tutti sanno quanto sia grave l’inflazione. La Federal Reserve non ha mai alzato i tassi di interesse neanche di mezzo punto dal 2000, eppure è quello che ha fatto quest’anno nel tentativo (tardivo) di combattere la crescita dell’inflazione, che ora viaggia a un tasso annuo dell’8,5%. “L’inflazione è troppo alta”, ha detto il presidente della Fed Jerome Powell, come se ci fosse bisogno di ricordarlo. “Comprendiamo le difficoltà che sta causando e ci stiamo muovendo rapidamente per ridurla”.

Si sa che gli aumenti dei prezzi di cibo, carburanti, abbigliamento insomma, tutto stanno diventando sempre più gravosi. Ma in questo momento, date un’occhiata a quello che serve per comprare una casa. Nel marzo 2021, il prezzo medio di una casa già edificata negli Stati Uniti era di 326.300 dollari, secondo i dati compilati da Freddie Mac e riportati dal New York Times. Oggi, solamente un anno dopo, quel prezzo è salito a 375.000 dollari.

Questo è solo il prezzo di acquisto della casa. Anche il prezzo del finanziamento per l’acquisto di una casa è aumentato in modo significativo. Secondo il New York Times, l’acquirente di quella casa dal prezzo medio, se mettesse un anticipo del 10% e finanziasse il resto con un mutuo trentennale, dovrebbe pagare un tasso di interesse del 5,10%, contro il 2,98% di un anno fa. Ciò significa che la tipica rata mensile del mutuo, che un anno fa era di 1.235 dollari, ora è di 1.834 dollari. Si tratta di un aumento di quasi il 50%.

Per fare un esempio più specifico, la Houston Association of Realtors ha recentemente pubblicato un rapporto secondo il quale meno della metà delle famiglie di Houston, il 47%, guadagna abbastanza per acquistare una casa di prezzo medio, che nella zona costa 330.800 dollari. In questo stesso periodo ma nell’anno scorso, il 58% delle famiglie di Houston guadagnava abbastanza per acquistare una casa di prezzo medio. “Il prezzo medio di una casa unifamiliare a Houston è aumentato di quasi 80.000 dollari negli ultimi due anni e questo rende difficile per le famiglie permettersi di acquistare una casa”, ha dichiarato Patrick Jankowski della Greater Houston Partnership. “Con il continuo aumento dei prezzi delle case e dei tassi d’interesse, potremmo assistere ad un aumento delle persone che rimangono in affitto o in unità multifamiliari perché non possono permettersi di trasferirsi, ed alcuni dovranno accontentarsi di una casa di minor valore rispetto a quella che volevano comprare inizialmente”.

Tra l’altro, anche gli affitti sono aumentati, del 17% a livello nazionale nell’ultimo anno. Quindi, se siete affittuari che sperano di comprare, vi costerà di più restare e vi costerà di più andarvene.

Quindi, con tutto ciò che sta accadendo – con il prezzo della benzina aumentato del 48% su base annua, quello delle auto e dei camion usati del 35,3%, delle autovetture nuove del 12,5%, la carne, il pesce, il pollame e le uova del 13,7%, il costo degli alloggi sempre più fuori portata – con tutto ciò che sta accadendo, con un Democratico alla Casa Bianca con un indice di gradimento che si aggira intorno al 40%, qualcuno potrebbe davvero pensare he la decisione della Corte Suprema su “Roe vs. Wade” possa fare la differenza nelle elezioni di midterm di quest’anno? Naturalmente, qualcosa di completamente imprevisto potrebbe ancora accadere e sconquassare la politica americana. Ma al momento, scommettete sull’economia come fattore decisivo a novembre.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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