Come la Sinistra ha usato l’arma del razzismo nella sua guerra contro l’Occidente – Real Clear Politics

Come la Sinistra ha usato l’arma del razzismo nella sua guerra contro l’Occidente

Tratto e tradotto da un articolo di J. Peder Zane per RealClearPolitics

Quando ci si concentra sul tema del razzismo, si sottovalutano le ambizioni della Sinistra e si minimizzano i pericoli del nostro tempo. Il razzismo è solo un’arma che la Sinistra sta usando nella sua rivoluzione culturale, che mira a smantellare i pilastri della cultura occidentale.

Gli attivisti accademici e gli apparatchik aziendali che promuovono la cultura dell’annullamento e la Teoria Critica della Razza in nome di una “resa dei conti razziale” sono o simpatici collaboratori oppure utili idioti manipolati dalla Sinistra per il loro progetto molto più ampio e distruttivo.

La Sinistra, che poi è dominata dall’intellighenzia dei bianchi, si è impadronita del razzismo perché è così carico di emozioni, dalla storia all’identità. È una narrazione che permette ai rivoluzionari di sfruttare i principi fondanti di uguaglianza e di giustizia che definiscono l’America e gli americani. Permette ai teorici dell’anti-razzismo e del gender di predare dal senso di colpa che molti provano per aspetti vergognosi del nostro passato e per camuffare il loro programma ideologico come una “crociata morale“.

Quando parlano di suprematismo bianco“, non stanno parlando del ristretto numero di razzisti ripugnanti che ancora si aggirano per il paese, o anche solo del Partito Repubblicano – che fu fondato per porre fine alla schiavitù, ma parlano di qualcosa di molto più grande: le idee fondamentali della nostra società che risalgono ai greci e ai romani. Stanno solo usando degli odiosi outsider che hanno portato delle torce a Charlottesville per minare Platone, Aristotele ed altre figure torreggianti della cultura occidentale.

Il New York Times ha tracciato il profilo di un professore di classici all’Università di Princeton che stava guidando lo sforzo per ridefinire la civiltà occidentale come un semplice eufemismo per dire “civiltà dei bianchi“, che egli riduce agli impulsi brutali di dominio e di oppressione. Il New York Times riporta come il professore Dan-el Padilla Peralta “ha parlato apertamente del danno causato dai praticanti dei classici nei due millenni dall’antichità: le giustificazioni della cultura classica alla schiavitù, alla scienza della razza, al colonialismo, al nazismo ed agli altri fascismi del XX secolo”.

Questo fa eco alle argomentazioni che stanno prendendo piede nelle accademie, dove comincia ad affermarsi che molti artisti, a lungo considerati trascendenti, debbano essere celebrati semplicemente a causa della loro razza o del loro genere. Philip Ewell, un professore afroamericano di teoria musicale, sostiene, per esempio, che “Beethoven occupa il posto che occupa perché è stato sostenuto dai bianchi e dai maschi per duecento anni”. Potrebbe esserci un’altra ragione per cui il famoso compositore bianco, maschio, europeo sia stato soprannominato “maestro”?

Lorena German, un’insegnante afroamericana di Austin, Texas, membro di un gruppo chiamato “Disrupting Shakespeare“, afferma “che Shakespeare, come qualsiasi altro drammaturgo, né più né meno, non ha alcun particolare merito letterario. Non è ‘universale’ come non lo sono altri autori. Non è più ‘senza tempo’ di chiunque altro”. Questa insegnante fa parte di un movimento nazionale delle scuole under-12 che vuole sostituire i classici occidentali con i testi degli attivisti che parlano solo di temi come la razza, il genere, l’identità e l’oppressione.

Questi sforzi non stanno accadendo in maniera isolata. Proprio come le richieste di rimuovere i monumenti dei confederati hanno portato ad attacchi a figure fondamentali della storia americana, tra cui George Washington e Benjamin Franklin – dimostrando che il vero obiettivo non era il razzismo ma la storia del paesegli attacchi ai giganti della cultura occidentale sono una parte di un movimento più ampio per distruggere, beh, quasi tutto.

Il concetto di razzismo è utile qui – sostenere che la matematica e la scienza siano “bastioni della supremazia dei bianchi” fornisce una via per attaccare fortificazioni finora impenetrabili. Lo stesso vale per l’affermazione fatta in un poster distribuito dallo Smithsonian Institution secondo cui concetti come l’individualismo, il duro lavoro, l’educazione, la puntualità, la famiglia e la tradizione scritta siano “aspetti e presupposti della cultura bianca“. Nel mirino ci sono anche le idee di obiettività, neutralità, mascolinità, libertà di parola e anche la semplice osservazione che alcune persone possiedono più talento di altre – il che sarebbe una sorpresa per Michael Jordan.

E, naturalmente, c’è anche il movimento per negare la base biologica del sesso – il fatto ineluttabile che le femmine abbiano due cromosomi X ed i maschi uno X e uno Y – e sostituirla con l’idea che possediamo solo un genere, che ovviamente è fluido. Da qui, la recente mossa dell’amministrazione Biden di rifiutare la parola “madre” in favore di “persone che partoriscono”.

In fondo, la Sinistra ha abbracciato l’ideologia della palla da demolizione che cerca di radere al suolo tutto ciò che si trova sul suo cammino. L’impulso principale non è quello di costruire un mondo migliore, ma di distruggere tutto ciò che esiste. Potrebbe non passare molto tempo prima che questi Robespierre postmoderni seguano i loro archetipi della rivoluzione francese e propongano un nuovo calendario, cancellando il passato e ricominciando la storia umana dall’anno uno.

Anche se può sembrare che tali sforzi sorgano spontaneamente come risposta ad un’ingiustizia specifica (ad esempio, l’uccisione di George Floyd) oppure in risposta ad una minaccia anche solo percepita (ad esempio, l’elezione di Donald Trump), le sue radici intellettuali sono molto più profonde, come Helen Pluckrose e James Lindsay spiegano nel loro libro “Cynical Theories: How Activist Scholarship Made Everything About Race, Gender, and Identity – and Why This Harms Everybody“.

Il succo della loro analisi è che il crollo dell’Unione Sovietica e del comunismo sia stato un disastro per i marxisti nelle accademie. In risposta allo smantellamento della loro narrazione storica, hanno iniziato a demolire tutte le altre. Il loro progetto era in gran parte distruttivo. Hanno cercato di “decostruire” e di “problematizzare” gli ideali a lungo sostenuti per renderli insostenibili. Niente è al di là delle loro denunce e cancellazioni. La giustizia sociale, il razzismo e la politica dell’identità hanno dato loro un’arma potente nella ricerca di abbattere lo status quo e di riabilitare le loro fallite dottrine marxiste sotto nuove spoglie: principalmente sotto le insegne dell’anti-razzismo e del gender.

Capisco perché i conservatori si stiano concentrando sull’ascesa della Teoria Critica della Razza e dei suoi concetti fratelli come il “razzismo sistemico“, i “pregiudizi impliciti“, il “privilegio dei bianchi” e la “fragilità dei bianchi“. Fornisce una stenografia significativa per un movimento dalla testa come quella dell’idra che è difficile da definire a causa della sua vasta scala e dell’ambizione inestinguibile. Ma l’enfasi sul razzismo è controproducente. Permette alla Sinistra di definire i termini del dibattito in un modo che dà ai suoi sforzi una legittimità morale che invece non meriterebbero.

Quello che sta succedendo riguarda molto più del razzismo. È passato molto tempo da quando abbiamo riconosciuto che siamo nel mezzo non di una guerra culturale, ma di una rivoluzione culturale, e bisogna organizzare la resistenza che serve.

J. Peder Zane è un redattore di RealClearInvestigations ed un editorialista di RealClearPolitics.


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RealClearPolitics (RCP) è un sito web americano di notizie politiche ed un aggregatore di sondaggi creato nel 2000 dall’ex trader John McIntyre e dall’ex account executive di un’agenzia pubblicitaria Tom Bevan. Il sito presenta articoli di notizie politiche selezionate ed editoriali da varie pubblicazioni di notizie oltre ai commenti dei propri collaboratori. Dalla fine del 2017, RealClearPolitics ha registrato una svolta verso Destra, ed è stato successivamente accusato di essere “pro-Trump” per i suoi contenuti secondo la critica liberal. Secondo uno studio della “Knight Foundation” del 2020, RealClearPolitics è generalmente letto da un pubblico moderato, che pende leggermente a Destra.

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