Jonathan Turley: La Corte d’Appello di New York dichiara che i Democratici si sono impegnati in un gerrymandering illegale

La Corte d’Appello di New York dichiara che i Democratici si sono impegnati in un gerrymandering illegale

Jonathan Turley è “Shapiro Professor of Public Interest Law” presso la George Washington University ed ha servito come consulente durante il processo di Impeachment al Senato. Ha testimoniato come esperto giuridico alle udienze dell’impeachment di Bill Clinton e di Donald Trump.

Si riporta la traduzione dell’articolo, adattato alla comprensione di un pubblico italiano.

Un tribunale di New York aveva sanzionato i nuovi distretti elettorali approvati dai Democratici come “gerrymandering incostituzionale“. Questo è avvenuto seguito da un’altra decisione che aveva colpito il progetto dei Democratici del Maryland come “gerrymandering di parte ed estremo”. Ora, la corte d’appello ha addirittura scoperto che i Democratici stavano cercando di truccare le prossime elezioni, e la giuria di cinque giudici si è espressa contro il piano per la riorganizzazione del distretti. I Democratici, recentemente, hanno anche perso una battaglia per la riorganizzazione dei distretti elettorali del Wisconsin, dopo che la loro mappa è stata trovata “razzialmente motivata” ed incostituzionale.

Gli elettori dovrebbero scegliere i loro rappresentanti – non il contrario“. Queste parole di Joe Biden hanno seguito la decisione della Corte Suprema riguardo al caso del North Carolina, quando aveva respinto i nuovi distretti legislativi statali che avevano favorito troppo i Repubblicani.

Joe Biden non è stato solo. L’ex presidente Barack Obama ha condannato gli sforzi dei Repubblicani in tema di gerrymandering come una “minaccia alla democrazia“. Il liberal Brennan Center ha dichiarato che “il gerrymandering è profondamente antidemocratico“.

Ma mentre denunciano solo i Repubblicani di fare gerrymandering, definendolo un “attacco alla democrazia”, figure democratiche come l’avvocato Marc Elias sono anch’esse sotto attacco per aver raccolto milioni per sostenere il gerrymandering dei Democratici.

Marc Elias ha dichiarato: “I Repubblicani fanno il gerrymandering in questo modo perché non vogliono elezioni libere ed eque“.

Ciononostante, anche i Democratici si stanno impegnando nel gerrymandering, tra cui la governatrice Kathy Hochul di New York e i principali leader legislativi statali.

Il piano di New York era semplicemente uno sforzo evidente per truccare le elezioni. Infatti, il distretto progettato per rieleggere il presidente del Gomitato Giudiziario della Camera dei Deputati, Jerry Nadler, farebbe arrossire Elbridge Gerry (l’inventore del gerrymandering, n.d.r.). Nel 1812, Elbridge Gerry– uno dei c.d. Padri Fondatori, vice presidente e governatore del Massachusetts – approvò i confini di un distretto progettato esplicitamente per garantire un seggio ad un precursore del moderno Partito Democratico. Il distretto assomigliava ad una salamandra, così la Boston Gazette lo definì il “Gerry-mander“.

In particolare, il distretto per come era stato disegnato assomiglia molto a quello che ora è stato soprannominato il “Jerry-mander“, dal nome appunto di Jerry Nadler.

I Repubblicani attualmente detengono 8 dei 27 seggi dello Stato di New York al Congresso. (Lo stato ha perso un distretto a causa del calo della popolazione). Nonostante sia uno stato in cui circa il 38% degli elettori ha votato per Donald Trump nel 2020, i Repubblicani avrebbero un vantaggio solamente in 4 distretti con la mappa ridisegnata dai Democratici, permettendo a quest’ultimi di prendersi gli altri quattro.

Per esempio, la repubblicana Nicole Malliotakis, che ha battuto nel 2020 un uscente, il democratico Max Rose, nell’11° distretto. Per garantire la vittoria di Rose, i Democratici hanno allungato il distretto per includere la zona liberal di Park Slope a Brooklyn.

Tuttavia, i Democratici stanno festeggiando un aspetto della sentenza. La sentenza della corte d’appello permetterebbe ai Democratici di controllare il ridisegno della prossima mappa dopo aver ignorato la volontà espressa degli elettori di New York.

Nel 2014, i newyorkesi hanno fatto il passo straordinario di modificare le Sezioni 4 e 5 dell’articolo III della Costituzione del loro stato. Hanno così creato la “New York Independent Redistricting Commission” per proibire di disegnare le mappe “allo scopo di favorire o di sfavorire i candidati in carica o altri particolari candidati o partiti politici”. (N.Y. Const. art. III, § 4(c)(5)).

Tuttavia, la correzione era già in atto. Dopo aver proclamato l’alba di un “nuovo giorno” per elezioni giuste ed oneste, la commissione è stata fissata a dieci membri divisi equamente. Il vice leader di maggioranza del Senato, Michael Gianaris, un Democratico del Queens, ha ammesso che la commissione era stata progettata per fallire: “Certo che lo era. Quando si ha una quantità uguale di persone da entrambe le parti, è inevitabile ottenere uno stallo oppure un pareggio. Ed è esattamente quello che è successo qui”.

In altre parole, tutta la storia della democrazia era una bugia. Quando la commissione si è inevitabilmente bloccata, il parlamento controllato dai Democratici è andato in una frenesia da gerrymandering.

Perché i Democratici stanno festeggiando? Ora, la sentenza d’appello permette il coinvolgimento del Senato dello Stato piuttosto che richiedere il ricorso alla commissione o ad una procedura bipartisan. I Democratici stanno celebrando il fatto che lo sforzo della commissione è ora effettivamente morto. Mike Murphy, un portavoce dei Democratici del Senato, ha detto che erano “contenti” che la corte d’appello avesse effettivamente convalidato le precedenti mappe dell’Assemblea e del Senato.

In altre parole, gli elettori di New York sono rimasti fessi. Hanno chiesto la fine del gerrymandering, ma i membri Democratici hanno creato una commissione progettata per fallire in modo che il sistema precedente rimanesse in vigore.

Il gerrymandering continua ad essere una pratica comune ad entrambi i partiti. Tuttavia, la mappa di New York è un esempio lampante in cui uno sforzo a favore della democrazia da parte degli elettori è stato scientemente affossato dai politici. Allo stesso modo, mentre figure come Marc Elias raccolgono milioni per “combattere per la democrazia”, tribunali come quello del Maryland hanno stabilito che la mappa dei Democratici non solo “viola una serie di protezioni costituzionali” ma che addirittura “sovverte la volontà dei governati“.

Ciò che colpisce è il silenzio di molti nei media e nel Partito Democratico stesso, comprese figure come Joe Biden e Barack Obama. Tutto quel clamore per la “protezione della democrazia” risuona in modo sordo quando sono i Democratici a cercare attivamente di truccare le elezioni e di negare le misure pro-democrazia approvate dagli elettori.


JonathanTurley.org

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