5 curiosità radicali sulla prossima addetta stampa della Casa Bianca Karine Jean-Pierre – Joel B. Pollak, Breitbart News

Karine Jean-Pierre è stata nominata nuova addetta stampa della Casa Bianca, prendendo il posto di Jen Psaki, che partirà per la MSNBC il 13 maggio

Tratto e tradotto da un articolo di Joel B. Pollak per Breitbart News

La nomina di Karine Jean-Pierre è stata salutata come “storica“, poiché sarà la prima donna afroamericana e la prima persona apertamente LGBTQ+ a servire in tale ruolo. Tuttavia, ci sono diversi fatti sul suo passato di sostenitrice delle politiche più radicali che potrebbero rivelarsi molto più importanti del suo colore della pelle o delle sue preferenze sessuali. Ecco a voi cinque curiosità:

1. Karine Jean-Pierre ha lavorato per l’organizzazione radicale MoveOn.org. MoveOn.org, lanciata alla fine degli anni ’90 per opporsi all’impeachment del presidente Bill Clinton, ha spinto, ironicamente, per l’impeachment del presidente Donald Trump, abbandonando dunque i suoi precedenti principi. Il gruppo ha anche infamemente accusato il generale David Petraeus, allora al comando delle forze americane durante la guerra in Iraq, di aver tradito il paese. Karine Jean-Pierre ha lavorato per MoveOn.org dal 2016 fino alla campagna presidenziale del 2020.

2. Karine Jean-Pierre ha una storia di radicalismo anti-israeliano. Nel 2019, Karine Jean-Pierre ha applaudito i candidati presidenziali Democratici per aver boicottato l’annuale conferenza politica dell’American Israel Public Affairs Committee a Washington, DC, un importante raduno pro-Israele. “Non puoi definirti un progressista mentre continui ad associarti ad un’organizzazione come l’AIPAC che è stata spesso l’antitesi di ciò che significa essere progressista”, aveva scritto Karine Jean-Pierre.

3. Karine Jean-Pierre una volta ha sostenuto che nessuno che è stato anche solo semplicemente accusato di cattiva condotta sessuale debba rivestire un ruolo pubblico. Karine Jean-Pierre aveva detto a Jake Tapper nel programma State of the Union della CNN, nel 2017, che anche se non ci fossero state delle prove corroboranti, ed anche se nulla fosse stato provato contro l’accusato, la semplice esistenza dell’accusa dovrebbe essere di per sé squalificante. Ironicamente, ha continuato a lavorare per Joe Biden, anche dopo che era stato accusato (anche abbastanza credibilmente) di cattiva condotta sessuale nei confronti dell’ex assistente Tara Reade.

4. Karine Jean-Pierre è sposata con la conduttrice e corrispondente della CNN Suzanne Malveaux. Karine Jean-Pierre è solo l’ultimo esempio in un modello che intreccia legami personali di alto livello e legami romantici tra i Democratici e i mass media, come documentato dal caporedattore di Breitbart News Alex Marlow nel suo libro del 2021 “Breaking the News: Exposing the Establishment Media’s Hidden Deals and Secret Corruption“. La CNN continuerà ad essere, in effetti, il centro di comunicazione preferito dall’amministrazione di Joe Biden.

5. Karine Jean-Pierre ha alimentato le divisioni razziali e le paure quando Donald Trump è entrato in carica. Ha sostenuto da Bill Maher, su “Real Time della HBO: “Penso che la cosa da capire è che, se non sei bianco, maschio, etero, sei – hai paura di una – presidenza di Donald Trump, perché non c’è posto per te in una presidenza di Donald Trump”. Ha poi affermato che Donald Trump voleva mettere un cartello “solo per bianchi” sulla Statua della Libertà, ed ha sostenuto che Trump sia stato un razzista per tutta la vita, nonostante le numerose prove del contrario.


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Joel B. Pollak è Senior Editor-at-Large di Breitbart News e conduttore di “Breitbart News Sunday” su Sirius XM Patriot la domenica sera. È l’autore del recente e-book, “Neither Free nor Fair: The 2020 U.S. Presidential Election”. Il suo recente libro, “RED NOVEMBER”, racconta la storia delle primarie presidenziali democratiche del 2020 da una prospettiva conservatrice. È il vincitore del 2018 Robert Novak Journalism Alumni Fellowship. Seguilo su Twitter a @joelpollak.