La fuga di notizie dalla Corte Suprema conferma il lungimirante avvertimento di Ruth Bader Ginsburg su “Roe vs. Wade” – Fox News

Ruth Bader Ginsburg ha sempre sostenuto fermamente l’aborto, ma aveva criticato la decisione della Corte Suprema per aver creato unilateralmente un nuovo “regime” sull’argomento

La fuga di notizie senza precedenti della bozza di opinione del giudice della Corte Suprema Samuel Alito in un caso chiave che vedrebbe abbattuta la celebre sentenza “Roe vs. Wade” (1973) sull’aborto, ha scatenato un acceso dibattito, forse attirando una rinnovata attenzione sull’opinione della defunta giudice Ruth Bader Ginsburg sul precedente chiave che ha dato il via all’aborto negli Stati Uniti.

Sebbene Ruth Bader Ginsburg sostenesse fermamente l’accesso delle donne all’aborto come diritto costituzionale, criticò il modo in cui “Roe vs. Wadeaveva stabilito l’accesso a tale diritto – ed il suo ragionamento per questa posizione così sfumata può far luce sul dibattito attuale.

Il presidente della Corte Suprema John Roberts ha confermato che la bozza di opinione del giudice Samuel Alito nel caso “Dobbs vs. Jackson Women’s Health Organization” è autentica – anche se la bozza risale a febbraio, e non rappresenta l’opinione attuale o finale della Corte. Nella bozza, il giudice Alito abbatte il precedente in “Roe vs. Wade“, che aveva sempre arginato le leggi statali varate in tutto il paese sul tema dell’aborto, permettendo così ai singoli stati di varare nuovamente le proprie leggi sull’aborto.

Se la Corte Suprema dovesse davvero abbattere “Roe vs. Wade” in questo modo, potrebbe così rivendicare le preoccupazioni a suo tempo espresse da Ruth Bader Ginsburg su questa decisione-cardine.

La Ginsburg aveva infatti già messo in guardia contro i grandi mutamenti giudiziari in una conferenza del 1992 alla New York University, citando proprio la sentenza “Roe vs. Wade” come esempio.

“I cambiamenti misurati mi sembrano giusti, in linea di massima, per il giudizio costituzionale e di common law“, sostenne. “Le membra dottrinali formate troppo rapidamente, insegna l’esperienza, possono rivelarsi instabili. L’esempio più evidente negli ultimi decenni è Roe vs. Wade“.

La Ginsburg aveva notato che “Roe vs. Wadeaveva colpito molto di più dello specifico divieto penale all’aborto del Texas, che era il caso in questione.

Supponiamo che la Corte si fosse fermata lì, dichiarando giustamente incostituzionale la legge più estrema della nazione, e che non abbia continuato, come ha fatto invece nella sentenza, a modellare un regime che copre la materia, un insieme di regole che ha sanzionato virtualmente ogni legge statale allora in vigore“, disse. “Una sentenza meno inglobante, una che si limitasse a colpire una legge così estrema del Texas e non andasse oltre, quel giorno, credo, e riassumerò perché, avrebbe potuto servire a ridurre piuttosto che ad alimentare la controversia“.

Ruth Bader Ginsburg ha contrapposto la decisione presa in “Roe vs. Wade” ad un caso che non ha mai ricevuto un’udienza completa presso la Corte Suprema, ovvero “Struck vs. Secretary of Defense“. In quel caso, l’Air Force cercò di far dimettere una donna capitano dell’Air Force perché era rimasta incinta. Sebbene le prestazioni lavorative del capitano come manager ed infermiera fossero state esemplari, i regolamenti dell’Air Force richiedevano che una donna incinta lasciasse il servizio oppure che abortisse.

Il capitano si rifiutò di abortire, per motivi religiosi, organizzandosi invece per far adottare il figlio. L’Air Force invece cercò di congedarla, e lei contestò la mossa in tribunale. Ma dopo che la Corte Suprema aveva accettato di ascoltare il caso, l’Air Force fece marcia indietro e le permise di rimanere in servizio.

Il capitano sostenne “che il regime normativo dell’Air Force” sul tema fosse discriminatorio, cioè che “differenziasse invidiosamente, permettendo ai maschi che sono diventati padri, ma non alle donne che sono diventate madri, di rimanere in servizio e permettendo alle donne che hanno subito aborti, ma non alle donne che hanno partorito i bambini, di proseguire nelle loro carriere militari”, aveva notato la Ginsburg.

Ruth Bader Ginsburg aveva tratto due conclusioni dal caso: la prima, che “se anche l’esercito, un’istituzione non nota per avere delle politiche d’avanguardia, avesse preso a fornire strutture per l’aborto, allora una decisione della muscolarità di Roe vs. Wade non sarebbe stata inutile?”; la seconda, che se la Corte avesse considerato questo caso alternativo, avrebbe potuto concludere “che il trattamento svantaggioso di una donna a causa della sua gravidanza e scelta riproduttiva è un caso paradigmatico di discriminazione sulla base del sesso”.

Ruth Bader Ginsburg ha continuato a contrastare la storica decisione della Corte in “Roe vs. Wade” in una serie di decisioni dal 1971 fino al 1982 in cui la Corte Suprema colpì “una serie di leggi statali e federali che differenziavano esplicitamente il trattamento sulla base del sesso”.

Piuttosto che creare una nuova filosofia di legge ed imporla immediatamente alla nazione, qui la Corte, in effetti, ha aperto un dialogo con i rami politici del governo“.

“In sostanza, la Corte ha istruito il Congresso e le legislature statali: ripensate le antiche posizioni su queste questioni”, aveva notato la Ginsburg. “La palla, si potrebbe dire, è stata rilanciata dai giudici della Corte ai legislatori, dove le forze politiche del momento potevano operare”.

L’opinione di Samuel Alito cerca quindi di invertire quello che Ruth Bader Ginsburg aveva descritto come la creazione di un nuovoregimesull’aborto – una mossa che non sarebbe stata necessaria se la Corte Suprema avesse invece proceduto a collaborare con le legislature statali ed il Congresso per raggiungere un compromesso sull’aborto.


FoxNews.com

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