Tucker Carlson: La guerra in Ucraina è forse l’inevitabile fase finale del Russiagate

Tucker Carlson sostiene che la guerra in Ucraina è progettata per provocare un cambio di regime a Mosca

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 2 Maggio 2022 di “Tucker Carlson Tonight”.

Ecco un ricordo felice. A colazione, in realtà anche nel brunch, il giorno delle elezioni presidenziali del 2016, praticamente nessuno a Washington, D.C. pensava che Donald Trump potesse vincere, e non lo pensavano perché l’intera stampa aveva detto loro per mesi che Trump non aveva, come hanno sempre detto, letteralmente “nessuna possibilità”, nemmeno sotto forma di ipotesi astratta o teorica.

Questa non veniva nemmeno considerata come una vera e propria gara. Infatti, l’8 novembre, ricorderete questo. Donald Trump stava per essere sommerso da un imponente “tsunami democratico” e spazzato via per sempre, insieme al resto del Partito Repubblicano – i suoi collaboratori, almeno – e i numeri dei sondaggi sembravano confermare che questo sarebbe accaduto e così, tra l’altro, anche i mercati privati delle scommesse. Almeno uno di questi mercati aveva fissato lo spread a 80 a 20 per Hillary Clinton quella stessa mattina.

Alla fine, naturalmente, non solo si sbagliarono, ma si sbagliarono in una maniera esilarante. A mezzanotte, Donald Trump aveva vinto ed un sacco di persone molto istruite e con ottime credenziali sembravano improvvisamente diventare ridicole. La stessa Hillary Clinton era rimasta così scioccata dai risultati di quella notte che si era rifiutata di fare un discorso di concessione. Era andata a letto sperando che fosse solo un sogno.

Ora, probabilmente ricorderete tutto questo molto bene, ma è quello che è successo dopo, nei giorni tra le elezioni ed il giorno del Ringraziamento, che si è rivelato in molti modi molto più importante.

Quello che è successo durante quel periodo ha stabilito la rotta per dove siamo ora. E il dove siamo ora sta accelerando verso uno dei più grandi disastri della nostra storia. Quindi, i leader del Partito Democratico non potevano, in effetti, gestire il risultato delle elezioni del 2016. Si sono spezzati sotto la tensione, sotto le loro schiaccianti aspettative. Ma piuttosto che guardarsi dentro e valutare il proprio ruolo nel disastro – “Cosa abbiamo fatto di sbagliato? Perché gli elettori ci hanno respinto?” ed altre domande che degli adulti emotivamente maturi avrebbero dovuto porsi – i leader dei Democratici si sono invece immediatamente messi alla ricerca di “qualcun altroda incolpare per i risultati delle elezioni. E presto si sono fermati alla Russia.

Vladimir Putin ha fatto eleggere Donald Trump“, ci hanno detto. Hillary Clinton lo ha detto ripetutamente. Ora, all’inizio era difficile prendere tutto questo sul serio. Ci abbiamo provato, ma non c’era alcuna prova che fosse vero, e così una persona razionale arrivava a concludere l’ovvio. Questo doveva essere un infantile meccanismo di difesa psicologico. Non era un’affermazione basata sui fatti, eppure continuavano a ripeterla, anche senza alcuna prova, e col tempo cominciarono anche ad agire come se fosse vera. Poi, ancora più a lungo, hanno paralizzato l’intero governo federale per anni, cercando infruttuosamente di provare le affermazioni fondamentali del Russiagate, ma non hanno mai potuto perché quelle affermazioni non erano vere. Eppure, acriticamente, si sono aggrappati a quelle affermazioni.

Non hanno mai smesso di ripetere il punto di discussione. Il governo russoha violato le nostre elezioni“. Questa era Jen Psaki non molto tempo fa, che lo diceva ad alta voce come se fosse vero. Ora, ecco il contesto. Mentre lo diceva, la Psaki stava cercando di spiegare perché l’amministrazione Biden sta, in effetti, lavorando per rovesciare il governo russo proprio ora, e per una volta, Jen Psaki stava dicendo la verità. Questo è il motivo. I Democratici si sono convinti che la Russia gli abbia rubato la presidenza, che apparteneva di diritto a Hillary Clinton – e quando lo dicono lo intendono. Ed è per questo che ci stanno portando in guerra con la Russia.

Ora, ci sono un sacco di cose che stanno succedendo qui, un sacco di fili come in ogni grande storia, ma ad un certo punto, la motivazione principale appare ed è così semplice. Ecco cosa sappiamo che non è. Sappiamo che la guerra in Ucraina non è per salvare la Democrazia. Per favore. Sappiamo che non si tratta di proteggere i sacri confini di un paese sovrano. Sappiamo che l’amministrazione Biden non si preoccupa di questi principi, perché loro gestiscono il nostro paese, e vediamo come agiscono. E sappiamo per certo – e questa è una triste notizia per molti americani che sono compassionevoli – sappiamo che la guerra in Ucraina non è certo per aiutare il popolo ucraino, quella povera gente. Anzi, molti più civili ucraini moriranno, certamente, grazie alle politiche dell’amministrazione Biden.

Se aveste voluto salvare l’Ucraina, la sua gente, le sue infrastrutture, la sua nazione, avreste spinto per un accordo qui e ora. Lo avreste fatto due mesi fa, ma non lo stanno facendo. L’hanno rifiutato a priori. Quindi non è questo il loro obiettivo: salvare l’Ucraina, salvare vite umane. No, non è il loro obiettivo. Invece, la guerra in Ucraina è progettata per provocare un cambio di regime a Mosca. Vogliono rovesciare il governo russo. Sarebbe la loro vendetta per le elezioni del 2016. Quindi, questo è il logico, forse l’inevitabile, stadio finale del Russiagate. Ora, avremmo dovuto prevederlo perché l’avevano detto ad alta voce anni fa. Ecco l’Adam Schiff di due anni fa, che ve lo predice, che ve lo dice.

ADAM SCHIFF: “Come ha detto un testimone durante la nostra inchiesta sull’impeachment, gli Stati Uniti aiutano l’Ucraina ed il suo popolo in modo che possiamo combattere la Russia laggiù e che non dobbiamo combattere la Russia qui.

Quindi, armiamo l’Ucraina per poter combattere la Russia. Ora, quanti americani (qualunque cosa pensino di Vladimir Putin, probabilmente non molto, giustamente. Probabilmente non hanno molto interesse a trasferirsi in Russia), ma quanti americani, ora come allora, oggi vogliono “combattere la Russia?” Un gruppo molto piccolo, ma Adam Schiff lo disse ad alta voce all’epoca alla Camera dei Rappresentanti. Non armiamo l’Ucraina per aiutare gli ucraini. Sono solo delle sfortunate pedine in tutto questo. Armiamo l’Ucraina in modo da poter punire la Russia. Perché? Per aver rubato l’incoronazione a Hillary Clinton.

Se solo avessimo preso sul serio Adam Schiff, come ha detto ancora, e ancora, e ancora. Ma ora non possiamo fare a meno di prendere sul serio Adam Schiff perché è uno dei principali promotori di questa guerra. Adam Schiff ha trascorso questo fine settimana nell’Europa dell’Est per controllare i progressi della guerra che ha fatto così tanto per portare avanti. Ha viaggiato lì con Nancy Pelosi ed un certo numero di altri Democratici, ancora più cospirazionisti, al Congresso. Questi sono i veri credenti nel Russiagate che vedono la loro teoria realizzarsi.

Come hanno fatto Adam Schiff e Nancy Pelosi a finire a capo della politica estera americana mentre ci troviamo all’apice di una terza guerra mondiale? E perché i Repubblicani li sostengono? Cosa succede quando si mettono persone con una dimostrata mancanza di limite o di autocontrollo o di saggezza a capo di qualcosa di così importante come il destino delle nazioni? Beh, ecco cosa succede.

Guardate come, uno dopo l’altro, i Democratici annunciano che questo cambio di regime non è ancora finito. In effetti, questa guerra è appena iniziata.

JASON CROW: “Ma una cosa è davvero chiara, e che questa delegazione ha voluto inviare, ma anche il presidente Biden ha reso molto chiaro con la sua più recente richiesta di un pacchetto di aiuti. È una richiesta storica che spingeremo molto al Congresso degli Stati Uniti per aiutare a far approvare e che manda un messaggio molto semplice. Non siamo interessati a situazioni di stallo. Non siamo interessati a tornare allo status quo. Gli Stati Uniti d’America sono in questa guerra per vincere e staremo con l’Ucraina fino alla vittoria.”

Era il deputato Jason Crow, un noto buffone, che ci dice che non ci stiamo a raggiungere uno stallo. “Siamo?” Davvero? Alcuni di noi avevano l’impressione, sulla base delle loro dichiarazioni pubbliche, che stessimo difendendo la sovranità di un altro paese, l’Ucraina – che non dipende da noi, ma dagli elettori dell’Ucraina perché l’Ucraina è una democrazia – ma ecco il deputato Jason Crow che ci dice che non abbiamo intenzione di accettare uno “stallo”. “Siamo qui per vincere. Abbiamo intenzione di vincere. Siamo qui finché non otterremo una vittoria“. Bene, questo solleva l’ovvia domanda. Cos’è la vittoria? Cos’è la vittoria? Come facciamo a sapere quando abbiamo vinto? Beh, Jason Crow non ce l’ha detto e nemmeno Nancy Pelosi. Ha solo detto che continueremo a mandare armi in Ucraina “fino a quando la lotta non sarà finita”.

NANCY PELOSI: “Crediamo che vi stiamo visitando per dirvi grazie per la vostra lotta per la libertà, che siamo su una frontiera per la libertà e che la vostra lotta è la lotta per tutti noi e quindi il nostro impegno è quello di essere lì per voi fino a quando la lotta non sarà finita.”

Come siamo arrivati qui esattamente? Vi sentite traditi? Se siete uno di quei milioni di americani di buon cuore che hanno messo una spilla con la bandiera ucraina sul bavero o che ne hanno messa una davanti casa per esprimere solidarietà con il povero popolo oppresso dell’Ucraina, probabilmente non pensavate di firmare per questo. Nancy Pelosi che ci dice che siamo in una guerra con una potenza armata di armi nucleari senza una chiara data di fine. Avete già visto questo film? Oh, ne abbiamo appena finito uno dopo 20 anni in Afghanistan. Sarà così? Questo è un conflitto aperto, ha detto Nancy Pelosi. Proprio come la guerra al terrorismo e, nel caso vi fosse sfuggito, tutti hanno ripetuto quella frase. Ecco di nuovo il vostro incubo. Adam Schiff a capo della guerra contro la Russia.

ADAM SCHIFF: “Tutto il mondo che ama la libertà ha interesse nel risultato di questa guerra e nell’assicurare che l’Ucraina sia vittoriosa e noi siamo determinati a fare tutto ciò che è in nostro potere per renderlo tale. Siamo orgogliosi di stare spalla a spalla con l’Ucraina e lo faremo finché la vittoria non sarà ottenuta.

Queste persone stanno giocando a travestirsi. Non hanno idea di che cosa stanno parlando e non gli interessa. Fanno finta di essere statisti per un giorno. Ma quando Adam Schiff e Nancy Pelosi – di nuovo persone che hanno dimostrato per anni di essere disposte a dire qualsiasi cosa per il potere, qualsiasi cosa per migliorare le fortune del loro Partito politico – quando si alzano con un capo di stato straniero dicendo: “Eccole un assegno in bianco, metta pure qualsiasi cifrac’è da chiedersi dove stanno andando.

E sappiamo dove potrebbero andare. Questa è la politica estera più sconsiderata dei nostri tempi, nella storia americana. State guardando un gruppo di leader decadenti, in alcuni casi senili, liquidare casualmente le conseguenze dell’andare in guerra con una nazione armata di armi nucleari, liquidare le conseguenze della guerra nucleare, come se non valesse nemmeno la pena pensarci, ma vale la pena pensarci. Ci dicono ogni giorno che Vladimir Putin è malvagio e pazzo, e questo può anche essere vero. Ma questo stesso uomo ha minacciato di usare armi nucleari contro gli Stati Uniti e l’Europa Occidentale se continueranno così, e perché non gli crediamo? Forse vi è sfuggito questo. Il New York Times non sembra aver avuto il tempo di seguirlo, ma ecco il ministro degli esteri della Russia proprio la settimana scorsa, che sottolinea il punto.

MARCUS MOORE, ABC REPORTER: “Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov con un avvertimento agghiacciante, ‘Il rischio di una guerra nucleare è reale‘. Parlando ai media statali, Lavrov ha detto: “Il pericolo è serio. È reale. Non può essere sottovalutato“. Ha aggiunto che non vuole vedere questi rischi di guerra nucleare “gonfiati artificialmente”.

Non lo vede come un rischio artificialmente gonfiato, dice Sergey Lavrov. Quindi, quello che sta dicendo è: “useremo le armi nucleari contro di voi e i vostri alleati se non vi tirate indietro“. Se, ad esempio, questa possa sembrare una questione esistenziale, come cercare di rovesciare il nostro governo. Non è certo una difesa della Russia dire che è una possibilità reale e lo è stata per un bel po’ di tempo. Ebbene, è da due anni che Vladimir Putin ha rivisto la politica di deterrenza nucleare della Russia.

Ora, la nuova politica permette alla Russia di usare le armi nucleari in risposta anche ad un attacco convenzionale. Questo significa che sono incluse anche le provocazioni non nucleari. Ora, a marzo, l’ex presidente russo, Dmitry Medvedev, che siede nel Consiglio di Sicurezza della Russia, ha ricordato agli Stati Uniti questa politica. Ha avvertito Joe Biden che la Russia avrebbe effettivamente usato le armi nucleari contro l’Occidente in risposta a qualsiasi atto di aggressione commesso contro la Russia ed i suoi alleati“.

Ora, in che cosa consiste? Includerebbe contribuire ad abbattere un aereo da trasporto russo che trasporta centinaia di truppe russe? Il Pentagono ha ammesso di averlo fatto. Non c’è bisogno di essere a favore della Russia per vedere questo come un atto piuttosto sconsiderato e non solo farlo, ma poi anche vantarsene alla NBC News. Dove ci porta tutto questo? Dovremmo scoprirlo.

Sappiamo che Vladimir Putin ha messo le forze nucleari russe in stato di massima allerta e, ancora una volta, la Russia ha il più grande arsenale nucleare del mondo, e di nuovo, perché non dovrebbe usare quelle armi? Ci dicono ogni giorno che è malvagio e pazzo e che potrebbe essere un rischio. Sì, ma nessuno a Washington sembra minimamente preoccupato. Infatti, il deputato Adam Kinzinger, che ha chiaramente un motivo per cui vivere a questo punto, sta ora chiedendo un assegno in bianco, un conflitto aperto in Ucraina, usando la stessa giustificazione legale che ci ha portato in Iraq per quasi 20 anni. Vuole un’autorizzazione ad usare la forza militare.

MARGARET BRENNAN: “Il senatore Kaine era con noi e ha detto che è troppo presto per iniziare a parlare di un potenziale uso della forza in Ucraina. Pensa che abbia ragione?”

ADAM KINZINGER: “No, non credo. Non penso che dobbiamo usare la forza in Ucraina in questo momento. Ho appena introdotto un AUMF, un’autorizzazione per l’uso della forza militare, dando al presidente fondamentalmente la leva del Congresso o il permesso di usarla se le armi di distruzione di massa, nucleari, biologiche o chimiche verranno usate in Ucraina. Non obbliga il presidente a farlo. Dice solo che se vengono usate, lui ha questa leva. Potrebbe esserci un punto in cui dovremmo riconoscere che, sapete, questo è, prima della seconda guerra mondiale, ci sono stati dei momenti in cui nessuno voleva rimanere coinvolto ma alla fine si è reso conto di doverlo fare. Spero che non arriveremo a quel punto qui, ma dovremmo essere pronti qualora succedesse.”

Prima della seconda guerra mondiale“, dice Adam Kinzinger. Così l’anno scorso, Adam Kinzinger era un tizio che era stato ridisegnato fuori dal suo stesso distretto e che andava a caccia di qualche posto come collaboratore per i notiziari via cavo. Il futuro sembrava cupo per Adam Kinzinger. Ora, Adam Kinzinger è sui programmi della domenica ogni fine settimana, dove fa la sua imitazione di Winston Churchill. Così, potete vedere che c’è un incentivo per i membri mediocri ed intellettualmente ristretti del Congresso a giocare a fare il falco della guerra.

Ma dovete chiedervi: perché, all’improvviso, tutti parlano di armi chimiche e biologiche?

Solo un paio di settimane fa Joe Biden, cioè gli Stati Uniti, hanno promesso di rispondere “in maniera analoga” al potenziale uso di armi chimiche da parte della Russia. In altre parole, gli Stati Uniti avrebbero usato le loro armi chimiche contro i russi se avessero usato le loro contro gli ucraini. E poi, siccome si suppone che si debba ammettere di avere delle armi chimiche, il consigliere per la sicurezza nazionale di Joe Biden, la cui memoria funziona ancora, ha fatto marcia indietro e ci ha detto. “Oh, no, no, il presidente si è espresso male” proprio come ha fatto quando ci ha detto che questa era una guerra per un cambio di regime. Non useremmo mai armi chimiche, ha detto Jake Sullivan, ma per qualche motivo, molte persone a Washington, in entrambi i partiti, stanno ancora parlando molto dell’uso di armi chimiche da parte degli Stati Uniti contro la Russia.

Ecco uno dei membri intellettualmente più limitati del Congresso, Michael McCaul, un Repubblicano del Texas, ampiamente considerato come un portavoce delle agenzie di intelligence. Ascoltate cosa dice.

MICHAEL MCCAUL: “Cosa succederebbe se un’arma chimica venisse lanciata in Ucraina oppure una testata nucleare tattica a corto raggio? La domanda è: il mondo starebbe pigramente a guardare senza fare nulla?

MICHAEL MCCAUL: “Trovo solo difficile da credere, e quando parlo con il segretario generale della NATO, il loro lavoro è davvero quello di difendere la NATO non facendo scattare l’articolo cinque, ma a mio giudizio, questo è oltre il limite. Questo attraversa una linea rossa e penso che se ciò accadesse, dovremmo rispondere in maniera analoga.”

Quindi, storie come questa danno a persone come Michael McCaul la possibilità di dare una lezione morale in televisione, che è il fascino dell’intera faccenda, ma ancora una volta, tutto d’un tratto, abbiamo dei membri del Congresso con accesso alle informazioni di intelligence di alto livello che parlano casualmente di usare armi chimiche o armi nucleari contro uno stato dotato di armi nucleari.

Quindi, non è una difesa della Russia. Non dovete credere che la Russia fosse giustificata ad invadere l’Ucraina. Non lo era. Non è una difesa di Putin pensare a se stessi, “Aspetta un secondo qui. Come siamo arrivati a questo punto? Parlare di guerra nucleare nei programmi della domenica. Dovremmo esserlo? Siamo pronti per questo?

È chiaro che nessuno nell’amministrazione Biden se ne preoccupa o è preoccupato per niente. L’escalation continua ad un ritmo notevole, e lo sapete se guardate ai soldi. Stiamo continuando a spalare denaro al governo dell’Ucraina, che proprio l’anno scorso i Democratici hanno descritto come uno dei più corrotti del mondo – ma che importa! – e stiamo inviando denaro all’Ucraina a dei livelli che sono stupefacenti.

Joe Biden ha firmato a marzo un pacchetto di finanziamenti per 13,6 miliardi di dollari in aiuti all’Ucraina. Poi ha inviato altri 1,3 miliardi di dollari alla fine di aprile. Prima ancora aveva inviato 350 milioni di dollari a febbraio. poi ha detto 800 milioni di dollari a marzo. Oltre a tutto questo, Joe Biden ha richiesto altri 33 miliardi di dollari per l’Ucraina a maggio, e questa richiesta include finanziamenti per “artiglieria a più lungo raggio” e di un calibro più pesante rispetto agli obici che abbiamo già inviato lì.

In altre parole, stiamo inviando artiglieria in Ucraina che potrebbe facilmente colpire il territorio russo e stiamo inviando altri 33 miliardi di dollari per farlo. Ora, quanti sono questi 33 miliardi di dollari in un momento in cui il Congresso sta staccando assegni per trilioni? Beh, per contestualizzare, 33 miliardi di dollari sono più del doppio di quanto l’amministrazione Biden spende per proteggere i suoi confini nazionali, e questo è solo uno degli assegni staccati all’Ucraina, ma è già più del doppio del budget annuale per proteggere i confini degli Stati Uniti.

L’amministrazione Biden – infatti per questo è più del doppio – ha appena richiesto 15 miliardi di dollari per l’intero budget per la U.S. Customs and Border Protection e solo 8 miliardi di dollari per la U.S. Immigration and Customs Enforcement.

Quindi, stiamo spendendo per i loro confini più del doppio di quanto spendiamo per i nostri in una sola richiesta per ulteriori aiuti. Quanti sono 33 miliardi di dollari? Beh, è più di quanto spendiamo ogni mese per i Veterans Affairs per prendersi cura dei veterani, ed il punto più triste di tutto questo è che non ha causato il ritiro dei russi dall’Ucraina, e nessuno più sostiene che lo farà. Non ha mandato in bancarotta Putin. Non ha paralizzato l’economia russa. Ma ha certamente danneggiato la nostra economia.

Cosa sta succedendo qui?

Bene, il Daily Mail riferisce che un oligarca russo con stretti legami con Vladimir Putin… sia sulla lista dei cattivi, giusto? No, perché ha incontrato più volte il figlio di Joe Biden a Mosca per discutere di accordi di investimento. Quindi quell’oligarca, stranamente, è stato sanzionato dal Regno Unito, ma non dall’amministrazione Biden. L’amministrazione Biden, dopo tutti i suoi discorsi bellicosi sulla Russia, ha deciso di non sanzionare l’unico oligarca amico del figlio del presidente.

Solo per ribadire. Questo non ha nulla a che fare con l’Ucraina. La guerra in Ucraina non ha nulla a che fare con l’Ucraina, o con le fortune a lungo termine di quel paese o con il benessere e la sicurezza della sua gente. Ha a che fare con molte altre cose.

La richiesta dell’amministrazione Biden, per esempio, per gli aiuti all’Ucraina – e questa davvero non me l’aspettavo – include un percorso verso la cittadinanza per i rifugiati afgani, i loro coniugi e figli. “Il segretario della Sicurezza Nazionale, a sua discrezione, può adeguare lo status di un cittadino afgano a quello di un individuo legalmente ammesso per la residenza permanente“.

Oh, quindi in un pacchetto di aiuti destinati a difendere i confini di un’altra nazione sovrana, continuiamo a degradare i nostri. Scommetto che non pensavate che difendere la democrazia ucraina significasse ammettere decine di migliaia di cittadini stranieri in più in questo paese durante la notte.

Se volete sapere perché i nostri leader sono determinati a intensificare questo conflitto, ecco la risposta. Significa più potere per loro. Significa vendetta per le elezioni del 2016. E se questo significa innescare un conflitto nucleare tra la nostra nazione e la loro, così sia.

Tucker Carlson Tonight” è il programma televisivo di punta della rete conservatrice americana Fox News, nemico giurato delle bugie, della superbia, dell’autocompiacimento e del pensiero unico. “Noi facciamo le domande che voi fareste – ed esigiamo delle risposte”. Tucker Carlson è fondatore e caporedattore del “The Daily Caller”, un sito di notizie politiche che ha lanciato nel 2010.


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Tucker Carlson Tonight” è un talk show americano e programma di attualità condotto dal commentatore paleoconservatore Tucker Carlson. Lo show viene trasmesso in diretta da Washington, D.C., su Fox News Channel alle 8:00 P.M. ET nei giorni feriali. Lo show include tipicamente commenti politici, monologhi, interviste e analisi. Ha debuttato come programma nella lineup di Fox News Channel il 14 novembre del 2016. Nel luglio 2020, “Tucker Carlson Tonight” ha battuto il record di programma con il più alto indice di gradimento nella storia delle notizie via cavo degli Stati Uniti, raccogliendo un’audience media di 4,33 milioni di spettatori.

Tucker Carlson è un conduttore di Fox News. Si è unito alla rete nel 2009 come collaboratore. Sostenitore dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si dice anche che abbia influenzato alcune decisioni politiche chiave di Trump stesso. Le sue controverse dichiarazioni su razzismo, immigrazione e femminismo hanno portato al boicottaggio degli inserzionisti contro lo show. Fiero oppositore del progressismo politico, è stato definito un “nazionalista” ed un “paleoconservatore”. È un critico dell’immigrazione. Originariamente sostenitore della politica economica libertaria, ha poi criticato l’ideologia come “controllata dalle banche” ed è diventato un “protezionista”. È anche uno scettico sugli interventi militari all’estero degli Stati Uniti.

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