Il procuratore Speciale John Durham dice che la CIA ha trovato prove che confermano che il complotto Trump-Russia sia stato “creato ad arte” – New York Post

Il procuratore Speciale John Durham ha dichiarato che la CIA ha trovato i dati che confermano che il complotto contro Donald Trump è stato “creato ad arte”

Il procuratore speciale John Durham ha affermato in una deposizione di venerdì 15 aprile che la CIA è pervenuta alla conclusione che i dati reperiti dall’avvocato della campagna di Hillary Clinton, Michael Sussmann, che asseriva di un presunto coordinamento tra Donald Trump e la Russia, non eranotecnicamente plausibili” ed erano stati “creati dall’utente“.

Nella documentazione, John Durham ha risposto alle obiezioni della difesa di Michael Sussmann riguardo a quali prove avrebbero potuto essere ammissibili nel processo contro lo stesso Sussmann, che dovrebbe iniziare il mese prossimo. Michael Sussmann è accusato di aver mentito all’FBI per aver detto di non stare partecipando ad alcun incontro per conto di alcun particolare cliente, quando in realtà stava presentando le informazioni per conto della campagna di Hillary Clinton e di “Tech Executive-1” con cui lavorava.

John Durham, a febbraio, ha rivelato per la prima volta che il governo avrebbe stabilito, durante il processo, che tra i dati “sfruttati” [per tentare di stabilire una collusione tra Trump e la Russia, n.d.r.], c’era del traffico internet del Domain Name System (DNS) riguardante “un particolare fornitore di assistenza sanitaria, la Trump Tower, il palazzo di appartamenti in Central Park West di Donald Trump, e l’ufficio esecutivo del presidente degli Stati Uniti (EOP)”.

Sempre a febbraio, John Durham ha detto che i dati erano stati sfruttati “estraendo il traffico DNS dell’EOP ed altri dati allo scopo di raccogliere informazioni compromettenti su Donald Trump“, aggiungendo che i dati erano stati utilizzati per stabilire “un’inferenza” ed “una narrazione” che legasse Trump alla Russia.

Ma Michael Sussmann si sta muovendo per escludere tali prove riguardanti la “raccolta” di quei “dati del DNS” da parte del “Tech Executive-1, che è stato poi identificato come Rodney Joffe ed i suoi associati.

Nel deposito di venerdì 15 aprile, John Durham ha sostenuto che la raccolta dei dati rappresenta però uno “sfondo fattuale necessario al comportamento incriminato“.

L’accusa di Durham sostiene che Michael Sussmann disse all’allora avvocato generale dell’FBI James Baker, nel settembre 2016 – meno di due mesi prima delle elezioni presidenziali del 2016 – di non stare lavorando “per nessun cliente” quando richiese ed ottenne un incontro in cui presentò “dati e ‘white paper‘ che presumibilmente dimostravano un canale di comunicazione segreto” tra la Trump Organization e la Alfa Bank, che ha legami con il Cremlino.

L’accusa sostiene che Michael Sussmann abbia mentito in quella riunione, “dichiarando falsamente all’avvocato generale di non stare fornendo le accuse all’FBI per conto di alcun cliente”.

Michael Sussmann si è dichiarato non colpevole ed ha cercato di archiviare il caso. Il giudice federale che presiede il caso ha però negato la richiesta.

John Durham sostiene anche che Michael Sussmann, nel febbraio del 2017, avesse fornito una “serie aggiornata di accuse“, comprese le affermazioni su Alfa Bank, ed ulteriori accuse relative a Donald Trump, ad una seconda agenzia governativa degli Stati Uniti, che Fox News ha poi confermato essere la stessa CIA.

Nel suo ultimo deposito, John Durham afferma che il governo si aspetta di “produrre prove al processo” che dimostreranno come sia l’FBI che la CIA” avessero già concluso che le accuse su ‘Russian Bank-1‘ erano false e non supportate“.

Per esempio, mentre l’FBI non aveva raggiunto alcuna conclusione definitiva per quanto riguardava l’accuratezza dei dati o se avrebbero potuto essere, in tutto o in parte, genuini oppure alterati o addirittura fabbricati, “l’Agenzia-2” (ovvero, la CIA) aveva già concluso, all’inizio del 2017, che i dati su “Russian Bank 1” ed i dati del “gestore telefonico russo-1non fossero tecnicamente plausibili“, non avevano “resistito al controllo tecnico”, che “contenevano lacune“, e che fossero “in contraddizione con [se stessi]” ed anche “creati dall’utente e non generati da macchine o strumenti”, ha scritto John Durham.

Tuttavia, John Durham afferma che “l’ufficio del procuratore speciale non ha raggiunto una conclusione definitiva a questo proposito”. Ma Durham stesso ha sostenuto che “a parte il fatto che i dati fossero effettivamente inaffidabili o fornissero un pretesto” per Michael Sussmann di mentire, le prove riguardanti i passaggi che l’FBI e la CIA hanno fatto per “indagare su queste questioni sono fondamentali per stabilire la materialità” del reato contestato.

John Durham ha detto che le informazioni “permetteranno alla giuria di valutare quei passaggi, che, a loro volta, ispireranno le loro conclusioni sul fatto che la presunta falsa dichiarazione dell’imputato fosse materiale e che poteva tendere ad influenzare o a compromettere le funzioni del governo“.

Nel frattempo, John Durham sta delineando anche la connessione tra Michael Sussmann e l’ormai famoso e screditato dossier anti-Trump, che conteneva accuse di un presunto coordinamento tra Donald Trump, la sua campagna elettorale ed il governo di Mosca.

Il dossier non verificato era stato stilato dall’ex agente dell’intelligence britannica Christopher Steele e commissionato dalla società Fusion GPS. Lo studio legale Perkins Coie è lo studio attraverso il quale il Comitato Nazionale Democratico (DNC) e la campagna di Hillary Clinton avevano finanziato il dossier anti-Trump.

Nell’ultimo deposito di John Durham, inoltre, viene anche rivelato che Michael Sussmann si fosse incontrato nell’estate del 2016 con lo stesso Christopher Steele proprio negli uffici dello studio legale Perkins Coie, dove aveva riferito a Steele le accuse su Alfa Bank.

John Durham afferma che, dopo il loro incontro, il personale della “U.S. Investigative Firm“, che Fox News ha svelato essere Fusion GPS, abbia incaricato Christopher Steele di “ricercare e produrre rapporti di intelligence” su questa Alfa Bank, “cosa che ha fatto”.

John Durham, nel suo documento, afferma che Michael Sussmann “ha legalmente rappresentato e lavorato per la campagna di Hillary Clinton in relazione ai suoi più ampi sforzi di ricerca” ed “ha fatto passi per integrare” le accuse di Alfa Bank “in quegli sforzi di ricerca”.

John Durham ha sostenuto che questa prova è altamente importante per l’esperimento probatorio

John Durham afferma anche che la prova stabilisce che Michael Sussmann abbia “tenuto il suo incontro del 19 settembre 2016 con l’FBI al fine di, tra le altre cose, promuovere gli interessi della campagna della Clinton con l’assistenza di” Fusion GPS.

Nella documentazione depositata, John Durham sottolinea anche le note di un ex assistente del direttore dell’FBI in cui viene affermato, tra l’altro, che “l’autore del dossier è stato assuntoda Fusion GPS per “scavare nel fango su Donald Trump per un cliente statunitense senza nome”.

“Il fatto che il Quartier Generale dell’FBI abbia ricevuto nella stessa data entrambe le serie di informazioni che coinvolgono la stessa campagna politica [la campagna della Clinton], lo stesso studio legale [Perkins Coie] e la stessa società investigativa [Fusion GPS] rende rilevante il coinvolgimento di Christopher Steele in queste questioni”, ha scritto John Durham.

Nel frattempo, la difesa di Michael Sussmann ha presentato una mozione per chiedere l’immunità al Tech Executive-1“, Rodney Joffe, che non è stato accusato di alcun crimine.

Nel deposito di Durham, tuttavia, rivela che Rodney Joffe è “un soggetto” dell’indagine e lo è da prima dell’imputazione di Michael Sussmann nel 2021. John Durham dice anche che la soggezione all’indagine è stata comunicato all’avvocato di Rodney Joffe, e che rimane tuttora indagato, anche ad un mese dal processo.

John Durham ha aggiunto che la decisione di non concedere l’immunità a Rodney Joffe è stata “del tutto ragionevole e coerente con le pratiche del Dipartimento di Giustizia“, dato che “ha giocato un ruolo decisivo nella direzione dell’assemblaggio e della presentazione delle accuse in questione, e quindi avrebbe probabilmente una maggiore responsabilità penale ed una potenziale colpevolezza nel caso in cui l’indagine del governo dovesse rivelare o confermare la commissione di reati diversi da quelli attualmente contestati”.

John Durham, però, ha rivelato che l’unico testimone per il processo di Michael Sussmann “a cui il governo ha concesso un’immunità” è il “Ricercatore-2“, la cui identità è tutt’ora sconosciuta. L’immunità di questo individuo è iniziata nel luglio 2021, più di un mese prima dell’incriminazione di Michael Sussmann.

John Durham ha specificato che il governo ha concesso l’immunità al “Ricercatore-2” perché “almeno altri cinque testimoni che hanno condotto un lavoro relativo alle accuse a ‘Russian Bank-1‘ hanno invocato il loro diritto-privilegio contro l’autoincriminazione“.

“Il governo ha quindi concesso l’immunità del Ricercatore-2 al fine di scoprire fatti altrimenti non disponibili sulla base del progetto di ricerca che ‘Tech Executive-1‘ e altri hanno condotto prima dell’incontro dell’imputato con l’FBI”, afferma John Durham.

Nel deposito, però, John Durham rivela anche che il governo “intende chiedere l’immunità al processo per un individuo che era impiegato presso la società investigativa statunitense” Fusion GPS.

“Ma a differenza del ‘Tech Executive-1‘, questo individuo è considerato un ‘testimone‘ e non un ‘soggetto’ all’indagine del governo sulla base dei fatti attualmente noti”, afferma Durham.

Nel frattempo, John Durham dice che sempre il governo, durante il processo, prevede di introdurre come prove documenti redatti e non sottoposti al privilegio dell’esecutivo contenenti comunicazioni tra Michael Sussmann e Rodney Joffe e i registri di fatturazione anch’essi redatti che riflettono il lavoro di Sussmann “per conto della campagna di Hillary Clinton” e lo stesso Rodney Joffe.

John Durham dice che i procuratori hanno anche intenzione di mostrare le comunicazioni tra Michael Sussmann, Rodney Joffe e “l’avvocato della campagna-1“, che le fonti hanno detto a Fox News essere il partner dello studio legale Perkins Coie ed avvocato di Hillary Clinton Marc Elias, così come i dipendenti di Fusion GPS.

Il processo a Michael Sussmann dovrebbe iniziare il 16 maggio.

John Durham, dal 2019, sta indagando sulle origini della indagine dell’FBI sulla collusione tra la campagna di Donald Trump e la Russia, chiamata “Crossfire Hurricane“, iniziata nel luglio 2016 fino alla nomina del procuratore speciale Robert Mueller nel maggio 2017. Questo è avvenuto poco dopo che Robert Mueller avesse completato la sua indagine durata anni sul fatto che la campagna di Trump avesse colluso o che si fosse coordinata con i russi per influenzare le elezioni presidenziali del 2016.

L’indagine di Mueller non ha trovato alcuna prova di un coordinamento illegale o criminale tra Donald Trump, la campagna elettorale di Trump e la Russia nel 2016.

John Durham ha incriminato tre persone come parte della sua inchiesta: Michael Sussmann nel settembre 2021, Igor Danchenko nel novembre 2021 e Kevin Clinesmith nell’agosto 2020.

Igor Danchenko è stato accusato di aver fatto una dichiarazione fraudolenta ed è accusato di aver mentito all’FBI sulla fonte delle informazioni che aveva fornito a Christopher Steele per la compilazione del dossier anti-Trump.

Anche Kevin Clinesmith è stato accusato di aver fatto una dichiarazione fraudolenta. Clinesmith era stato segnalato per un potenziale processo dall’ufficio dell’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia, che ha condotto la propria revisione sull’indagine sul Russiagate.

In particolare, l’ispettore generale aveva accusato Kevin Clinesmith, anche se non individuandolo per nome, di aver alterato una e-mail sull’aiutante della campagna di Trump Carter Page per affermare che egli non fosse una fonte per un’altra agenzia governativa. Carter Page aveva detto di essere fonte della CIA. Il DOJ aveva fatto affidamento su questa affermazione quando presentò una terza ed ultima domanda di rinnovo, nel 2017, per intercettare le comunicazioni di Carter Page sotto il Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA).

L’Associated Press ha contribuito a questo rapporto.


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