Byron York: La guerra dell’indottrinamento culturale

Byron York’s Daily Memo – La guerra dell’indottrinamento culturale

Recentemente, gli attivisti di Sinistra ed i loro alleati nei media hanno avuto un grande successo etichettando una legge approvata dalla legislatura della Florida come la legge “Don’t Say Gay“. Hanno sostenuto, senza prove, che la legge sponsorizzata dai Repubblicani avrebbe vietato la menzione dell’omosessualità nelle scuole della Florida. In realtà, il disegno di legge, ora firmato in legge dal governatore Ron DeSantis, ha vietato solamente l’istruzione nelle classi” dell'”orientamento sessuale e dell’identità di genere” da parte di insegnanti od altri adulti dalla scuola materna fino alla terza elementare. Ha anche detto che tale istruzione dopo la terza elementare debba essere “appropriata all’età” o “appropriata allo sviluppo“. In altre parole, ha permesso specificamente l’istruzione in classe su tali questioni dopo la terza elementare. Tuttavia, gli attivisti LGBTQIA+ hanno chiamato la legge “Don’t Say Gay” (lett. “Non dire gay”). Molti media e commentatori hanno subito ripreso tale slogan.

Ora, solamente un mese dopo, la stessa alleanza ci riprova.

Il Parlamento dell’Alabama ha approvato una legge che vieta il trattamento ormonale, i bloccanti della pubertà e la chirurgia per i minorenni che dicono di voler cambiare il loro genere. “I minorenni, e spesso i loro genitori, non sono in grado di comprendere ed apprezzare appieno il rischio e le implicazioni per la vita, compresa la sterilità permanente, che derivano dall’uso di bloccanti della pubertà, ormoni cross-sex e procedure chirurgiche”, dice la legge sponsorizzata dai Repubblicani. “Per queste ragioni, la decisione di perseguire un ciclo di interventi ormonali e chirurgici per affrontare una discordanza tra il sesso biologico ed il senso di identità dell’individuo non dovrebbe essere né sottoposta né rimessa alla libera determinazione dei minorenni che sono incapaci di comprendere le implicazioni negative e le difficoltà di vita che accompagnano questi interventi. Un “minorenne”, ai fini di questo provvedimento, è definito nella legge dell’Alabama come “una persona che ha meno di 19 anni”.

Quindi, la legge vieta certi trattamenti e procedure drastiche per i bambini di 18 anni o meno. E questo è il titolo dell’articolo del New York Times che riporta la notizia: “I legislatori dell’Alabama approvano il divieto di cure mediche per i giovani transgender“.

Un divieto di cure mediche? Se un “giovane transgender“, cioè di 18 anni o meno, si rompe una gamba o prende la polmonite o gli viene diagnosticato un cancro – a quella persona verrebbe forse negata l’assistenza sanitaria secondo la nuova legge? Sarebbe illegale per un medico curarli? Ovviamente, No. E c’è un consenso scientifico sul fatto che i bloccanti della pubertà, i trattamenti ormonali, le evirazioni ed altri interventi chirurgici, azioni irreversibili, rientrino nella definizioni di “cure mediche” appropriate per giovani di 18 anni e meno? Queste sono le domande sollevate dal titolo del New York Times.

La NPR ha preso una strada leggermente diversa, intitolando il suo articolo: “Il Parlamento dell’Alabama vota per vietare l’assistenza medica per i giovani transgender“. La frase “gender-affirming” è entrata in uso abbastanza recentemente ed è un eufemismo per indicare le procedure mediche, non per affermare ma per cambiare il proprio genere. Per esempio, questa spiegazione della Mayo Clinic menziona “procedure chirurgiche genitali che cambiano il genere, come la vaginoplastica per l’inversione del pene”. Da parte sua, l’articolo del New York Times descrive la legge dell’Alabama come la criminalizzazione degli “interventi chirurgici per l’affermazione del genere”.

La Casa Bianca di Joe Biden è pienamente a bordo in questa guerra culturale. Giovedì 7 aprile, l’addetta stampa Jen Psaki ha detto: “Per essere chiari, ogni importante associazione medica concorda sul fatto che l’assistenza sanitaria per l’affermazione del genere per i bambini transgender è una buona pratica e potenzialmente salvavita”. La legge dell’Alabama, ha continuato la Psaki, “prenderebbe di mira i giovani trans con tattiche che minacciano di mettere i pediatri in prigione se forniscono cure mediche necessarie e salvavita”.

Il 31 marzo, l’amministrazione Biden aveva rilasciato una dichiarazione per celebrare quello che viene chiamato il “Transgender Day of Visibility“. La dichiarazione ha usato la parola “affermare” o “affermazione” ben 29 volte. Alcuni esempi: L’amministrazione si è impegnata a rafforzare le misure federali per “proteggere i giovani transgender contro la discriminazione, anche quando questi giovani cercano cure per l’affermazione del proprio genere”. Si è impegnata a sottolineare “l’impatto positivo dell’assistenza per l’affermazione del proprio genere sulla salute mentale dei giovani”. Si è impegnata a confermare che “fornire assistenza per l’affermazione del genere non è né maltrattamento di bambini né negligenza”. Si è impegnata a creare una banca di informazioni per mostrare perché “l’assistenza per l’affermazione del genere … è importante per il benessere dei giovani transgender, nonbinari e di altri generi”. Si è impegnata ad utilizzare il Dipartimento di Giustizia per abbattere leggi come quella dell’Alabama “riaffermando che i bambini transgender hanno il diritto di poter accedere all’assistenza sanitaria che confermi il proprio genere”.

E così via. Avete l’idea. Non sorprende che la locuzione “gender-affirming” e le sue varianti compaiano sempre più spesso nella discussione nei media sui bloccanti della pubertà, i trattamenti ormonali e la chirurgia. Tali misure vengono anche benignamente descritte come “cure mediche“. E chi potrebbe essere contro le cure mediche? Chi potrebbe rispondere negativamente ad una parola positiva come “affermazione”?

Proprio come la situazione delDon’t Say Gay“, i sostenitori della legge della Florida ed ora della legge dell’Alabama, e di altre leggi simili in tutto il paese, affrontano una battaglia di linguaggio oltre che di sostanza. E con l’attuale amministrazione, il mondo degli attivisti e gran parte dei media schierati contro di loro, è una battaglia tutta in salita.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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