Alan Dershowitz: Joe Biden si sbaglia quando parla di ‘genocidio’ in Ucraina – Breitbart News

Joe Biden ha usato la parola “genocidio” per descrivere i crimini di guerra del presidente russo Vladimir Putin in Ucraina. Si sbaglia – e per capire perché, torniamo indietro di quasi 80 anni.

Tratto e tradotto da un articolo di opinione di Alan Dershowitz per Breitbart News

Una ragazza di 16 anni di nome Maria Kostipolis sta lavorando come apprendista da un sarto sull’isola di Rodi, in Grecia, nel 1944. Sta andando in chiesa, dove canta nel coro. Non ha amici o parenti ebrei. Improvvisamente la Gestapo arresta lei e suo padre. L’accusa: il padre di suo padre – ormai morto da tempo – era un ebreo prima che la sua famiglia si convertisse alla religione ortodossa greca quando lui aveva due anni. Non gli fu mai detto della sua discendenza ebraica.

La Gestapo aveva esaminato i registri delle nascite risalenti a 100 anni prima ed aveva determinato che Maria e suo padre erano geneticamente ebrei, secondo la categorizzazione razziale nazista. Furono messi su un traghetto e poi su un treno ed arrivarono ad Auschwitz quattro giorni dopo, dove Maria fu costretta a servire come prostituta del Reich per le guardie del campo. Dopo tre mesi, fu mandata nella camera a gas ed il suo corpo fu cremato.

C’erano molte “Maria” di questo tipo – quella descritta sopra è una commemorazione di tutte le vittime – che furono uccise dai nazisti, comprese suore e preti con un nonno ebreo. Ai nazisti non importava altro che la genetica.

Questo è genocidio. Questo è stato l’Olocausto. Questo è il tentativo sistematico di sterminare ogni persona al mondo con un corredo genetico ebraico, indipendentemente dalla sua religione, nazionalità, occupazione, ideale politico o qualsiasi altra caratteristica. Non importa dove vivessero, non importa quanto fossero lontani dalla guerra o dalle terre che i nazisti volevano occupare per l’espansione tedesca: se eri anche lontanamente un ebreo, eri destinato allo sterminio. Come disse Elie Wiesel: “non tutte le vittime erano ebrei, ma ogni ebreo era una vittima”. Questo non faceva parte dello sforzo bellico tedesco. Al contrario, era incompatibile con qualsiasi obiettivo militare. I soldati venivano distolti dalla lotta contro il ‘nemico militare’ per essere mandati al servizio della lotta contro il ‘nemico genetico’. Gli ebrei che avrebbero potuto aiutare la Germania a battere gli Stati Uniti nella corsa allo sviluppo di una bomba atomica furono gassati, fucilati oppure fuggirono. Attuare il genocidio nazista – un obiettivo completamente separato e spesso incompatibile con la conduzione di una guerra – era importante quanto prevalere sul campo di battaglia. Quando Hitler e Goebbels si suicidarono, sapevano di aver perso la guerra militare, ma sapevano anche di aver ottenuto una vittoria significativa nella loro guerra contro la “razza” ebraica.

Ora paragoniamo quel genocidio – il termine stesso fu coniato per descrivere l’intenzione di Hitler di sterminare ogni ebreo sul pianeta – all’orribile guerra di Vladimir Putin contro l’Ucraina, e alle tattiche criminali che lui e i suoi generali stanno impiegando. Cominciamo con gli scopi della guerra di Putin, i suoi obiettivi nell’invadere l’Ucraina. I suoi obiettivi primari erano di sostituire il governo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky con un regime filorusso per governare il popolo ucraino. Un altro obiettivo era quello di annettere le parti orientali e meridionali dell’Ucraina e di costruire un ‘ponte di terra’ dalla Russia alla Crimea. I suoi mezzi includevano condurre una guerra feroce contro quello che credeva fosse un esercito ucraino militarmente debole e demoralizzare la popolazione civile causando un enorme numero di morti civili, compresi molti bambini. Sia i fini che i mezzi costituiscono crimini di guerra, ma nessuno dei due costituisce il crimine molto diverso del genocidio.

Il genocidio richiede un piano per sterminare un gruppo razziale, religioso, tribale, etnico oppure genetico. È diverso nel genere da quello che Putin ha fatto. Gli ucraini sono simili in tutti gli aspetti di cui sopra all’etnia russa. Sono slavi, per lo più ortodossi orientali. Parlano lingue simili, e molti ucraini parlano correntemente il russo. Mangiano lo stesso cibo, ascoltano la stessa musica e condividono una storia ed un’eredità comuni. Ci sono differenze, naturalmente, e l’Ucraina è una nazione separata con un alto grado di nazionalismo, come evidenziato dai recenti eventi. Ma qualsiasi altra cosa si possa dire sui crimini di guerra di Putin – e molto può e deve essere detto su di essi – semplicemente non rientrano nella definizione di genocidio.

Una politica veramente genocida, come quella impiegata dai nazisti, non avrebbe permesso la fuga di più di quattro milioni di ucraini. Non si sarebbe impegnata in scambi di prigionieri. Avrebbe cercato di esentare i milioni di russi etnici e linguistici che vivono nell’Ucraina orientale e che hanno subito tra le più orrende brutalità.

È importante mantenere il genocidio separato come crimine di guerra rispetto ai pur gravi crimini di condurre una guerra aggressiva, prendere di mira i civili e simili. La memoria dell’Olocausto e della manciata di altri genocidi avvenuti nel XX secolo, compresi quelli contro gli armeni e i gruppi etnici in Africa, non dovrebbe essere diluita descrivendo altri e seppur gravi crimini come “genocidio”.

Alan Dershowitz è un avvocato americano noto per il suo lavoro nel diritto costituzionale degli Stati Uniti e nel diritto penale americano. Dal 1964 al 2013 ha insegnato alla Harvard Law School, dove è stato nominato Felix Frankfurter Professor of Law nel 1993. Dershowitz è un regolare collaboratore presso i media, commentatore politico ed analista legale.


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