Byron York – Il problema Kamala Harris per i Democratici

Byron York’s Daily Memo – Il problema Kamala Harris per i Democratici

Il Partito Democratico ha un particolare problema quando guarda alle elezioni presidenziali del 2024. Joe Biden, il più vecchio inquilino che la Casa Bianca abbia mai avuto della storia degli Stati Uniti, avrà 82 anni alla fine del suo primo mandato. C’è una diffusa speculazione che non correrà per la rielezione, anche se lui insiste che lo farà. Il sospetto tra molti nel mondo politico è che se Joe Biden non si ricandiderà questo di per sé minaccerà di trasformarlo in un’anatra zoppa al primo mandato. O forse è già successo.

La situazione ha naturalmente spostato l’attenzione su Kamala Harris, che sarebbe l’ovvio successore di Joe Biden se lui non si ricandidasse. Dire che la Harris però non abbia brillato nel suo lavoro sarebbe un eufemismo. I suoi difensori dicono che Biden le abbia dato alcuni compiti “impossibili”, come rallentare il flusso degli attraversamenti illegali delle frontiere dai paesi del c.d. “Triangolo del Nord” (Guatemala, Honduras, El Salvador, n.d.r.) oppure far passare le contestate leggi democratiche sulla procedura di voto al Campidoglio, anche se lei ha chiesto specificamente di svolgere questi “lavoretti secondari”.

Kamala Harris era destinata a fallire“, dicono alcuni di coloro che la difendono – ed infatti ha fallito. Ha pochi se non nessun progresso da inserire sul suo curriculum, ed il pubblico le dà valutazioni ancora più basse di Biden. In un recente sondaggio Economist/YouGov, solo il 37% degli intervistati ha detto di avere un’opinione favorevole di lei, contro il 55% che le aveva dato un’opinione sfavorevole. Un sondaggio Politico/Morning Consult condotto in quello stesso periodo mostrava un risultato quasi identico, con il 39% di favorevoli ed il 53% di sfavorevoli.

Le fortune di Kamala Harris non sono agevolate neanche per la sua tendenza a dire cose strane, o a dire cose in maniera strana, in pubblico. Il più recente è stato il suo soliloquio di lunedì 21 marzo sullo “scorrere del tempo”. La Harris aveva visitato un centro di comunità a Sunset, in Louisiana, per parlare dell’accesso ad Internet ad alta velocità. In seguito, ha faticato a descrivere ciò di cui aveva discusso con i funzionari ed i lavoratori locali. Questo è passaggio delle sue osservazioni:

Il governatore, io e tutti noi stavamo facendo un tour della biblioteca di qui e parlavamo del significato dello scorrere del tempo, giusto? Il significato dello scorrere del tempo. Così, quando ci pensate, c’è un grande significato rispetto allo scorrere del tempo in termini di ciò che dobbiamo fare per posare questi fili, ciò che dobbiamo fare per creare questi posti di lavoro. E c’è un così grande significato nello scorrere del tempo quando pensiamo ad un giorno nella vita dei nostri figli e a ciò che significa per il futuro della nostra nazione…

Per essere caritatevoli, basta dire che capire quello che ha detto è stato un bel grattacapo. Il punto è che la Harris, ora nel suo secondo anno come “numero due” alla Casa Bianca, non ha fatto molta impressione né sugli elettori né all’interno dell’amministrazione.

Ora, un libro di prossima uscita dettaglia alcune delle tensioni che ha creato. In “This Will Not Pass“, i giornalisti del New York Times Jonathan Martin e Alex Burns scrivono: “Un senatore vicino a lei, descrivendo il livello di frustrazione della Harris come “su nella stratosfera”, lamenta che il declino politico della Harris è una tragedia greca a lento scorrimento“. I numeri della sua approvazione sono ancora più bassi di quelli di Biden, e sempre più Democratici stanno già guardando alla corsa presidenziale del 2024 se Biden rifiuterà di candidarsi”.

I giornalisti Martin e Burns riferiscono che Joe Biden ha notato che le fughe di notizie anti-Kamala Harris dall’interno della Casa Bianca la stavano danneggiando, ed ha minacciato di licenziare chiunque vi fosse dietro. Ma il danno era già stato fatto.

Secondo il libro, Kate Bedingfield, che la direttrice delle comunicazioni della Casa Bianca, si è stufata rispetto alle accuse secondo cui la Casa Bianca stesse in qualche modo “gestendo male” la Harris. “In privato, la Bedingfield aveva preso a notare che l’esperienza della vice presidenza non è la prima volta nella carriera politica della Harris in cui è rimasta al di sotto delle alte aspettative” che erano state riposte in lei, scrivono Martin e Burns. “Il suo mandato al Senato è stato un disastro e la sua campagna presidenziale è stata un fiasco. Forse, ha suggerito, il problema non era lo staff della vicepresidente“.

Da parte sua, Kamala Harris, la prima donna vicepresidente e non bianca, ha rimuginato sulla sua sensazione che la Squadra di Biden la guardasse dall’alto in basso. Secondo il libro, avrebbe mandato un assistente di punta a lamentarsi che gli altri assistenti della Casa Bianca non si alzassero quando lei entrava in una stanza, cosa che lei considerava come un “segno di mancanza di rispetto“. I giornalisti Burns e Martin continuano: “Alcuni consiglieri della Harris credevano che la cerchia interna quasi interamente bianca del presidente non mostrasse alla vicepresidente il rispetto che meritava. La Harris temeva che lo Staff di Biden la guardasse dall’alto in basso; si concentrava sugli affronti, reali o percepiti, in modi che la West Wing trovava noiosi”.

Ma anche se Joe Biden ha fatto alcuni passi per stare dietro a Kamala Harris, è giusto dire che non tutto era positivo verso la Harris in casa Biden. Il libro riporta che durante la campagna, la moglie del candidato presidente, Jill Biden, non fosse entusiasta quando la ricerca del vicepresidente si concentrò sulla Harris, che aveva attaccato ferocemente il marito sulle questioni razziali. “Parlando in confidenza con uno stretto consigliere della campagna di suo marito, la futura First Lady aveva posto una domanda acuta. ‘Ci sono milioni di persone negli Stati Uniti’, ha iniziato. ‘Perché, ha chiesto, dobbiamo scegliere quella che ha attaccato Joe?'”.

Forse anche altri alla Casa Bianca si stanno ponendo questa domanda proprio ora.

È difficile esagerare quanto sia strana la situazione della coppia Biden-Harris per i Democratici. Ci si aspetta che un presidente al primo mandato si ricandidi per la rielezione. Nessun presidente vuole essere “un’anatra zoppa” già nei suoi primi anni di mandato. Eppure è una situazione dove Joe Biden sembra essere diretto. E questo getta una luce particolarmente intensa sulla questione della successione, e su chi dovrebbe essere il primo della fila: un vicepresidente molto impopolare e molto problematico, Kamala Harris.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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