‘La vendetta di Ratcliffe’: Il capo del contro-spionaggio di Donald Trump prende in giro i funzionari dell’intelligence ed i media sul portatile di Hunter Biden – Washington Examiner

‘La vendetta di Ratcliffe’: Il capo del contro-spionaggio di Donald Trump prende in giro i funzionari dell’intelligence ed i media sul portatile di Hunter Biden

Non contate l’ex-direttore della National Intelligence John Ratcliffe tra gli ex-esperti dell’intelligence degli Stati Uniti che sono rimasti in silenzio dopo che il New York Times li ha massi in ridicolo ammettendo che la storia del portatile di Hunter Biden non fosse quella campagna di “disinformazione russa” che sostenevano che fosse.

John Ratcliffe ha sparato un paio di tweet sulla scia del riconoscimento da parte del New York Times dell’autenticità a lungo ovvia del portatile di Hunter Biden, che conteneva immagini dannose per il figlio di Joe Biden, dove lo si vede fumare crack, oltre a messaggi di testo luridi e scambi di e-mail con varie donne, e decine di riferimenti evidenti ai suoi loschi affari internazionali.

“Aspettate, il @nytimes ha ammesso che @JohnRatcliffe stava dicendo la verità e @AdamSchiff stava politicizzando delle false informazioni?”. Ha twittato Ratcliffe. “Siamo sicuri che questo non sia un titolo di @TheBabylonBee?” (un famoso sito di satira politica).

La storia del portatile era stata scoperchiata dal New York Post prima delle elezioni del 2020, ma era stata soffocata dalle piattaforme dei social media, tra cui Twitter e Facebook.

Successivamente, una cinquantina di ex-funzionari dell’intelligence degli Stati Uniti avevano firmato una lettera che dichiarava come il portatile, che il “primo figlio” aveva abbandonato incustodito in un negozio di riparazioni di computer a Wilmington, nel Delaware, presentasse i “segni distintivi” di una campagna di “disinformazione russa“. I firmatari includevano l’ex direttore della CIA di Barack Obama John Brennan, l’ex direttore dell’Intelligence Nazionale di Obama James Clapper, l’ex direttore della CIA di George W. Bush Michael Hayden, l’ex direttore della CIA di Obama Leon Panetta e l’ex direttore ad interim della CIA di Obama Mike Morell.

Joe Biden aveva citato quella lettera in campagna elettorale per respingere l’affermazione dell’ex presidente Donald Trump sul c.d. “Laptop from Hell” in un dibattito presidenziale nell’ottobre del 2020, e l’addetta stampa della Casa Bianca Jen Psaki aveva anch’essa liquidato la storia laptop come “disinformazione russa“.

Ma John Ratcliffe ha detto sin da subito, già a partire dall’ottobre del 2020, che “non c’è nessuna informazione di intelligence che supporti l’affermazione che […] il portatile di Hunter Biden faccia parte di una qualche campagna di disinformazione russa“. I tweet di Ratcliffe sembrano indicare che si senta in qualche modo ‘vendicato’ dopo che la maggior parte dei media americani aveva respinto le sue indicazioni a favore della supposizione che questi ex-funzionari della comunità di intelligence fossero da vedersi ampiamente come schierati contro Donald Trump.

In un tweet di risposta ha anche preso di mira il rappresentante Adam Schiff, un Democratico della California ed il presidente del Comitato permanente selezionato della Camera sull’Intelligence. Schiff, che ha litigato spesso con Donald Trump e che ha spinto diverse affermazioni, poi successivamente screditate, secondo cui Donald Trump fosse in qualche modo “colluso” con la Russia per vincere le elezioni del 2016, era stato particolarmente esplicito nel respingere la storia del portatile come “disinformazione russa”.

Questo è il più chiaro esempio di influenza impropria nelle elezioni del 2020. @CBSNews, @NBCNews, @nytimes, @washingtonpost, @twitter hanno spacciato di proposito le falsità di @AdamSchiff nelle dichiarazioni ufficiali di USIC, DOJ, FBI”, ha twittato John Ratcliffe.

Il New York Times ha sepolto la sua ammissione in profondità in un articolo dove riporta anche che i procuratori federali del Delaware stanno indagando sul figlio di Joe Biden per violazioni delle regole sul lobbying relative ai suoi affari all’estero in luoghi come Cina, Ucraina e Kazakistan, mentre suo padre era allora Vice presidente di Barack Obama.

L’anno scorso, il Daily Mail aveva riportato delle e-mail che mostravano Hunter Biden organizzare una cena nell’aprile del 2015 al Cafè Milano di Georgetown, con una lista di ospiti che includevano il consigliere del gigante energetico ucraino Burisma, Vadym Pozharskyi.

“Papà ci sarà, ma tieni questo tra noi per ora”, aveva scritto il giovane Biden in una e-mail del marzo 2015.

Vadym Pozharskyi aveva inviato una mail di risposta il 17 aprile 2015, dicendo: “Caro Hunter, grazie per avermi invitato a [Washington] DC e per avermi dato l’opportunità di incontrare tuo padre e di passare un po’ di tempo insieme”. Il Team di Joe Biden ha successivamente negato che tale incontro abbia mai avuto luogo.


WashingtonExaminer.com

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