Byron York – Il problema del comitato sul 6 gennaio dei Democratici

Byron York’s Daily Memo – Il problema del comitato sul 6 gennaio dei Democratici

La gente si preoccupa per il fatto che si incazza ogni volta che compra una tanica di benzina“, ha detto recentemente uno stratega repubblicano, indicando l’importanza dell’inflazione come argomento principale nelle prossime elezioni di midterm. “Sai cosa non gli interessa? Il 6 gennaio“.

Con questo, il funzionario del GOP ha sinteticamente indicato il problema politico che i Democratici della Camera devono affrontare. Hanno creato una commissione per indagare sulla rivolta al Campidoglio del 6 gennaio in parte in modo da poterla usare anche come argomento nelle elezioni di metà mandato. E se non funzionerà?

I sondaggi sostengono le affermazioni dello stratega repubblicano. Non è che il pubblico pensi che il 6 gennaio non sia stato un grosso problema. Maggioranze significative credono che sia stato un evento terribile e che coloro che hanno preso parte alle violenze debbano essere perseguiti. Molti incolpano l’ex presidente Donald Trump di averlo incitato. Ma il problema, almeno per le speranze della campagna elettorale dei Democratici, è che gli elettori semplicemente non mettono il 6 gennaio molto in alto nella lista dei problemi che gli stanno più a cuore. Con l’inflazione, il crimine, la guerra in Ucraina, il COVID-19, il disastro della crisi migratoria al confine tra Stati Uniti e Messico – con tutti questi temi, più le questioni tradizionali come l’assistenza sanitaria e l’ambiente, la maggior parte degli elettori semplicemente non pensa che il 6 gennaio sia da mettere in cima alla lista delle priorità.

Tutto questo preoccupa i Democratici della Camera. Così ora gira la voce che stiano cercando il modo di aggiungere “drammaticità e vivacità” al rapporto del comitato del 6 gennaio. “La Commissione del 6 gennaio ha cercato di reclutare giornalisti di alto profilo per scrivere il suo rapporto sull’attacco al Campidoglio, sperando di costruire così una specie di thriller narrativo che attiri il pubblico e che si ponga come una alternativa rispetto ai soliti rapporti governativi di un tempo”, riporta il Washington Post.

I Democratici non stanno dunque cercando di nascondere il ruolo politico del comitato. Il Washington Post ha detto che i Democratici del comitato stanno affrontando una vera e propria sfida nel cercare di far riconsiderare alla gente il 6 gennaio, un evento che “molti americani sentono di aver già compreso”. Come farlo? “Cercheranno di farlo questa primavera attraverso delle audizioni pubbliche, insieme alla prossima pubblicazione di un rapporto intermedio e di un rapporto finale che verrà pubblicato prima delle elezioni di novembre – con i risultati che probabilmente rappresenteranno una parte fondamentale della strategia dei Democratici per le elezioni di metà mandato”, secondo il Washington Post. Questo è abbastanza chiaro.

E così, quando i Repubblicani accusano i Democratici di politicizzare l’indagine del 6 gennaio, hanno ragione. Infatti, i Democratici della Camera vogliono rendere le scoperte della commissione una “parte fondamentale della loro strategia nelle midterm“. Ecco quello che notato un assistente repubblicano della Camera in uno scambio di messaggi del 18 marzo: “Con l’aumento dell’inflazione, del crimine e degli ingressi illegali al confine sotto la loro supervisione del governo, i Democratici sanno di non avere nulla su cui fare campagna elettorale, quindi non è una sorpresa che si affidino ad un comitato che ha lavorato esplicitamente per attaccare i loro avversari politici“.

La strategia dei Democratici ricorda i loro piani durante l’indagine di Robert Mueller, quando il partito sperava di rendere il rapporto del procuratore speciale sulla presunta “collusione tra Donald Trump e la Russia” – e l’impeachment che ne seguì – parte integrante della sua strategia politica del 2020. Ma come farlo? Mueller aveva prodotto un rapporto di oltre 400 pagine in un linguaggio talmente leguleio che non avrebbe catturato l’immaginazione di nessuno. Così, i Democratici hanno guardato indietro al loro più grande successo di sempre, l’indagine sul Watergate. Il comitato sul Watergate del Senato aveva tenuto delle drammatiche audizioni televisive che avevano contribuito a creare un enorme interesse sullo scandalo. Forse, nel 2019, i Democratici avrebbero potuto fare la stessa cosa con la “collusione tra Donald Trump e la Russia”!

“Mettete Mueller in una sala delle udienze di Capitol Hill, intasata di legislatori e giornalisti, telecamere in funzione, ed un procedimento di impeachment di Trump sullo scandalo della Russia diventerà qualcosa che la nazione vorrebbe guardare”, avevo scritto nel mio libro “Obsession“, riassumendo il pensiero dei Democratici.

Non tutti leggeranno il libro, ma la gente guarderà il film“, ha detto a POLITICO un funzionario della commissione giudiziaria della Camera.

Questa era l’idea, almeno. Naturalmente, non ha funzionato. Robert Mueller non è stato in grado di stabilire che la collusione fosse mai avvenuta e poi aveva avuto un momento di difficoltà durante la sua testimonianza alle udienze-show. Il tutto è stato un flop.

Naturalmente, il 6 gennaio è diverso dall’indagine sul Russiagate. Per prima cosa, ci sono ore su ore di video drammatici di rivoltosi che combattono contro la polizia dentro ed intorno al Campidoglio. Ci sono più di 700 processi penali contro i partecipanti. Ci sono i resoconti personali dei membri del Congresso, della polizia del Campidoglio e dei membri dei loro staff che hanno vissuto quella rivolta. È un sacco di materiale. Il Washington Post ha riferito che il comitato sul 6 gennaio sta cercando di montare dei video drammatici, testi ed e-mail in formato digitale che siano facili da comprendere – e facili da condividere sui social network. E vogliono mettere insieme delle udienze televisive da “blockbuster su cui il pubblico possa effettivamente sintonizzarsi”.

Forse funzionerà. Ma il problema è che la storia è già stata raccontata primamolte volte e a lungo. E la gente ha raggiunto delle conclusioni su quello che è successo. Hanno visto Donald Trump imputato per la rivolta e centinaia di persone perseguite. E questo probabilmente renderà difficile per il comitato del 6 gennaio montare la campagna da “blockbuster” dei suoi sogni.

Ma il più grande problema dei Democratici è che le elezioni di metà mandato non riguarderanno il 6 gennaio. Riguardano la gestione da parte di Joe Biden e delle maggioranze democratiche di Camera e Senato dei problemi che l’America ha affrontato negli ultimi due anni. Se dobbiamo credere ai sondaggi, e sono tanti, allora la gente è pronta a ribaltare il controllo della Camera, e forse anche del Senato. La loro opinione sulle prestazioni lavorative di Joe Biden, con un indice di approvazione attualmente attorno al 40%, sarà parte del loro processo decisionale. E una cosa che molto probabilmente non farà parte di quel processo decisionale sarà il lavoro della commissione sul 6 gennaio.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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