The Federalist – I Democratici hanno ammesso che il Comitato sul 6 gennaio serve solo per le elezioni di metà mandato

I Democratici che presiedono il Comitato sul 6 gennaio hanno finalmente ammesso l’ovvio: È solamente uno show che serve per le elezioni di metà mandato.

I Democratici della Camera che stanno perseguendo i dissidenti politici sotto la forma del Comitato ristretto sul6 gennaio hanno ammesso che l’indagine del processo-spettacolo riguarda solo le elezioni di novembre.

Venerdì 18 marzo, il Washington Post ha raccontato i prossimi passi che il Comitato intraprenderà in un articolo intitolato “Il comitato del 6 gennaio affronta una sfida spinosa: Persuadere il pubblico ad interessarsi a lui“: gli Americani stanno perdendo sempre di più l’entusiasmo nel vedere impartita una severa punizione alle persone coinvolte in una manifestazione costituzionalmente protetta di 15 mesi fa, che è il vero obiettivo del lavoro della Commissione che li vede in contrapposizione ai perpetratori della rivolta del Campidoglio.

Un legislatore, ha scritto il Washington Post, “ha aggiunto che anche alcuni dei loro elettori Democratici hanno perso interesse nel lavoro della Commissione a causa di questioni più urgenti, come l’inflazione e la pandemia di Coronavirus”. Gli Americani devono ora affrontare l’aumento dei prezzi della benzina, che hanno superato il loro picco record e che sono aggravati da un tasso di inflazione che corre ai massimi livelli come non si vedeva da ben quattro decenni.

L’indagine sui fatti del 6 gennaio, tuttavia, sta dominando le priorità dei legislatori, compresa la rappresentante del Wyoming Liz Cheney che è una dei due Repubblicani nominati dalla Speaker della Camera Nancy Pelosi per servire in questo comitato. Liz Cheney, ha riferito il Washington Post, sta “spendendo la maggior parte del suo tempo sulla questione, dicono le persone che hanno familiarità con il suo lavoro”, invece di reclamare il suo ruolo perso nel Comitato per le risorse naturali.

In altre parole, Liz Cheney ha dedicato il suo mandato al Congresso sotto l’amministrazione Biden per eseguire una vendetta contro l’ex presidente Donald Trump e i suoi sostenitori, invece di contrastare le politiche della Casa Bianca che vanno contro gli interessi dei suoi stessi elettori. Quasi la metà del territorio del Wyoming è sotto la supervisione del governo federale, con l’agricoltura e l’estrazione delle risorse che sono due delle principali industrie dello Stato. Il suo unico membro alla Camera bassa del Parlamento non serve più nel Comitato più importante per navigare nella miriade di questioni sulle terre pubbliche che sono decisive per gli elettori del Wyoming, mentre Joe Biden mira a soffocare le nuove concessioni petrolifere sulle terre federali.

I Democratici che stanno dedicando troppo tempo ad un argomento di cui il pubblico ora si sta preoccupando relativamente poco sta diventando una pratica di routine nonostante le conseguenze divisive sulle istituzioni. Il primo processo di Impeachment del presidente Donald Trump aveva ottenuto la metà degli spettatori delle soap opera. Il secondo Impeachment ha attirato circa lo stesso audience delle serie TV pomeridiane.

Ora la Commissione sul 6 gennaio è diventata la nuova bufala dei Democratici, volta non ad indagare sulle carenze della sicurezza del Campidoglio, ma ad infangare i dissidenti politici in vista delle elezioni di metà mandato. I Democratici hanno ammesso ciò che era già ovvio al Washington Post.

La loro sfida: Far sì che il pubblico si preoccupi profondamente – e legga centinaia di pagine in più – di un evento accaduto più di un anno fa, e che molti Americani sentono di aver già compreso”, ha evidenziato il Washington Post, seguito dal passaggio qui sotto:

Cercheranno di farlo già questa primavera attraverso audizioni pubbliche, insieme ad un potenziale rapporto intermedio ed un rapporto finale che sarà pubblicato prima delle elezioni di novembre – con i risultati che saranno probabilmente una parte fondamentale della strategia per le midterm dei Democratici. Sperano che le loro raccomandazioni per prevenire un’altra insurrezione vengano adottate, ma anche che il loro lavoro allontani gli elettori dai Repubblicani che dicono abbiano contribuito a spingere l’attacco.

Con solamente 8 dei 96 mandati di comparizione emessi dal Comitato che prendono di mira gli individui associati con i disordini al Campidoglio, secondo un’analisi del The Federalist, il lavoro del comitato non è mai stato finalizzato a indagare i legittimi errori e le falle nella sicurezza mentre il Congresso si trovava in sessione. Indagare sui guasti alla sicurezza del Campidoglio significherebbe anche indagare sulla colpevolezza della stessa Speaker Nancy Pelosi, cosa che il presidente del comitato Bennie Thompson, Democratico del Mississippi, si è impegnato ad evitare.

Quei 96 mandati di comparizione non includono le oltre 100 richieste di registrazioni telefoniche di individui la cui identità rimane riservata, compresi coloro la cui privacy la Commissione cerca di violare.

Nel tentativo di drammatizzare l’indignazione che tanto servirebbe ai Democratici, il comitato ha riferito di aver discusso l’assunzione di un giornalista per scrivere i suoi rapporti e creare dei video da diffondere su internet e che vengano anche presentati nei servizi televisivi, potenzialmente trasmessi in prima serata.

“Due persone a conoscenza del rapporto dicono che il Comitato voglia includere testimonianze e citazioni avvincenti, insieme a ruoli da protagonista per i giocatori chiave negli eventi che hanno portato al ed alla giornata del 6 gennaio 2021”, ha scritto il Washington Post. Il rappresentante Peter Aguilar, Democratico della California, “ha detto al Washington Post in un’intervista che il Comitato è impegnato a garantire che il rapporto non venga scritto nello stile del ‘Congressional Research Service‘”.


TheFederalist.com

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