Byron York – Cosa pensano gli Americani sull’andare in guerra?

Byron York’s Daily Memo – Cosa pensano gli Americani sull’andare in guerra?

Con l’invasione russa dell’Ucraina è possibile dare un’occhiata a ciò che gli Americani pensano riguardo alla guerra, e soprattutto cosa pensano riguardo a quello che dovrebbe essere il ruolo degli Stati Uniti, sempre se ne esiste uno.

Ecco che cosa c’è da sapere: Gli Americani sono ancora contrari al fatto che gli Stati Uniti entrino in guerra contro la Russia. Un recente sondaggio Economist/YouGov ha chiesto se fosse una “buona oppure una cattiva idea quella di inviare soldati americani in Ucraina per combattere contro i soldati russi”. Solo il 19% degli intervistati pensava che fosse una “buona idea“. Il 54% pensava invece che fosse una “cattiva idea“, e il 28%non era sicuro“.

Un recente sondaggio Reuters/Ipsos ha trovato una grande maggioranza, il 71%, a favore dell’invio di armi in Ucraina da parte degli Stati Uniti. Ma quando è stato chiesto agli intervistati se “gli Stati Uniti dovrebbero inviare truppe in Ucraina per aiutare a difendere l’Ucraina da un’invasione russa?”, un’altra ampia maggioranza, il 63% degli intervistati si è opposto all’idea, contro il 37% che invece la sostiene.

I risultati sono in linea con quanto detto da Joe Biden nel suo discorso sullo Stato dell’Unione. “Lasciatemi essere chiaro: le nostre forze non sono impegnate e non si impegneranno nel conflitto con le forze russe in Ucraina“, aveva dichiarato. “Le nostre forze non stanno andando in Europa per combattere [in] Ucraina, ma per difendere i nostri alleati della NATO nel caso in cui Putin decida di continuare a muoversi verso ovest”. Anche se un numero significativo di Americani crede che Joe Biden non stia facendo abbastanza per aiutare l’Ucraina, sembrano essere con lui sulla preoccupazione fondamentale di tenere fuori dal conflitto le truppe statunitensi.

Ma i sondaggi citati sopra sono valgono per un lasso che va fino a pochi giorni, ed è infatti possibile che l’opinione pubblica si stia muovendo sempre più rapidamente in una direzione oppure nell’altra. In particolare, se questo sta accadendo, il dato potrà essere certamente influenzato dall’intensa copertura che la guerra in Ucraina sta ricevendo in televisione.

Guardate quanto dice il sito FiveThirtyEight:

Secondo diversi studi, una cosa che può rendere gli americani più attenti agli affari esteri è una pesante copertura mediatica di una data questione. E i media stanno coprendo pesantemente la guerra in Ucraina in questo momento. Secondo i dati del Television News Archive di Internet Archive, dal 22 al 28 febbraio, le tre principali reti di notizie via cavo (CNN, Fox News ed MSNBC) hanno menzionato l’Ucraina in una media di 2.478 video clip da 15 secondi al giorno. Il 24 febbraio, il giorno dopo che la Russia ha iniziato la sua invasione, l’Ucraina è stata menzionata in 3.095 video clip. Per mettere questo in una prospettiva, durante il mese di gennaio, la parola “COVID” è stata menzionata in una media di sole 482 video clip al giorno.

La quantità della copertura mediatica ha purtroppo fatto poco per tagliare la tradizionale “nebbia della guerra”. A volte è molto difficile per gli spettatori ed i lettori capire che cosa stia succedendo in un conflitto. L’intensità della copertura e della discussione che si solleva intorno assicurano anche che gli Americani sentiranno alcune “voci intemperantiassieme al resoconto dei fatti. Per esempio, un attacco russo nei pressi di una grande centrale nucleare ha causato un delirio su Twitter, portando un importante legislatore americano, il senatore repubblicano Lindsey Graham, a chiedere pubblicamente ai russi di assassinare il presidente Vladimir Putin.

C’è un Bruto in Russia?” aveva twittato Lindsey Graham. “C’è un colonnello Stauffenberg di maggior successo nell’esercito russo? L’unico modo in cui questo possa finire è che qualcuno in Russia faccia fuori questo tizio. Farebbe al suo paese – ed al mondo – un grande servizio”.

Le menti più fredde hanno subito sottolineato che, mentre ci si potrebbe aspettare che i funzionari statunitensi discutano di queste cose in privato, Lindsey Graham aveva appena permesso alla Russia di dire, con precisione, che un importante legislatore americano stava apertamente sostenendo l’assassinio di Putin. Cose come questa certamente non aiutano la posizione dei governanti mentre cercano di superare questa crisi.

Naturalmente, è importante ricordare che tutto questo è una reazione all’escalation russa. La progressiva invasione di Vladimir Putin sta spingendo tutto questo. Ma la copertura mediatica “casa per casa” sta creando una camera d’eco a favore di un crescente coinvolgimento che gioca sulla visione di base degli Americani del ruolo degli Stati Uniti nel mondo.

Tim Carney del Washington Examiner ha recentemente twittato: “Penso che molti Americani abbiano davvero interiorizzato il ruolo degli Stati Uniti come poliziotto globale (anche se la maggior parte degli americani lo odia), e quindi è inquietante vedere un piccolo bravo ragazzo difendersi da solo contro un aggressore più grande mentre il Team America rimane in disparte”.

Tutto ciò sta spingendo gli Stati Uniti verso un maggiore coinvolgimento. “La pressione su Joe Biden per intervenire sta aumentando“, ha notato POLITICO il 4 marzo. “La disciplina per prevenire un’escalation che porti ad una guerra NATO vs. Russia e per rimanere fermo sulla sua promessa di non mettere ‘gli scarponi sul terreno’ viene messa alla prova ogni giorno”.

POLITICO ha anche notato che la ‘prima prova’ di Joe Biden per vedere se cederà ad un maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti sarà proprio quella di istituire una “No-Fly Zone”.

Quando il Repubblicano (RINO e Never Trump, N.d.R) Adam Kinzinger aveva chiesto per primo una No-Fly Zone, l’idea era stata rapidamente abbattuta dagli esperti, dagli ex funzionari e dai funzionari dell’amministrazione di Joe Biden come il segretario alla Difesa Lloyd Austin. “Una tale politica potrebbe portare degli aerei americani ad abbattere degli aerei russi” – in altre parole, alla guerra.

Ora, POLITICO dice che “l’opposizione unificata” ad una No-Fly Zone “ha iniziato ad incrinarsi”. Aspettatevi che il dibattito appassionato continui nei prossimi giorni, mentre la Russia continuerà ad avanzare e la conversazione politica nelle televisioni diventerà ancora più intensa ed emotiva. Cosa significherà questo per l’opinione pubblica? In questo momento, l’opinione pubblica è fermamente contraria a vedere coinvolti gli Stati Uniti nei combattimenti in Ucraina. Chi sa cosa potrebbe succedere se questo iniziasse a cambiare?


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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