Fox News – Donald Trump non era sulla scheda elettorale in Texas ma è stato comunque sotto i riflettori al via della stagione delle primarie

Donald Trump sarà un fattore importante nelle elezioni primarie di quest’anno, e lo è stato anche in Texas.

Gli elettori sono andati alle urne in Texas, martedì 1° marzo 2022, mentre il secondo stato più grande e popoloso della nazione dava il via al calendario delle primarie del 2022. E anche se il suo nome non era sulla scheda elettorale, l’ex presidente Donald Trump è stato al centro di molti degli scontri di più alto profilo.

In cima all’offerta politica, il governatore repubblicano Greg Abbott, che ha vinto la nomination per i Repubblicani alla carica di governatore, mentre corre per un terzo mandato alla guida del Lone Star State, ha fatto sfoggio delle sue credenziali di buon conservatore mentre affrontava una manciata di sfidanti da destra alle primarie. Il governatore ha ricordato a tutti gli elettori del GOP che è stato appoggiato da Donald Trump, che rimane a mani basse il politico più popolare e influente nel Partito Repubblicano.

L’ex presidente ha elogiato Greg Abbott quando sono apparsi insieme ad un comizio tenuto da Trump proprio in Texas alla fine di gennaio, ed il team per la rielezione del governatore ha messo in evidenza spezzoni dell’evento in uno spot digitale diffuso nelle ultime settimane.

È un grande governatore. Ama il suo stato. Ha la mia completa e totale approvazione“, dice la voce di Donald Trump nello spot.

Mentre Gregg Abbott ha superato il 50% più uno dei voti ed ha evitato così in ballottaggio delle primarie, il procuratore generale Ken Paxton – che come il governatore sta correndo per un terzo mandato quadriennale – ha affrontato un percorso molto più difficile per ottenere la nomina del GOP.

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Come Abbott, Ken Paxton ha messo in mostra i suoi risultati come politico conservatore, ma a differenza del governatore, il procuratore generale è gravato da una serie di accuse di corruzione, che i suoi rivali hanno denunciato, e alla fine si è materializzata la possibilità di un ballottaggio a maggio.

Ma Ken Paxton gode dell’appoggio di Donald Trump, ed il procuratore generale ha pubblicizzato questo appoggio nei suoi numerosi spot elettorali. L’ex presidente, in un recente spot, ha definito Paxton un “procuratore generale che ha davvero aperto la strada. Qualcuno che è stato coraggioso e forte.

Ma il rappresentante Louie Gohmert, uno degli sfidanti di Paxton, è anche’egli vicino all’ex presidente. Donald Trump ha dato al deputato del Texas uno spazio nel suo mega-comizio in Texas di un mese fa, che Gohmert ha saputo mettere in mostra in uno degli annunci della sua campagna. Gohmert, che si è buttato nella battaglia delle primarie a novembre, lamenta che all’ex presidente “è stato detto prima di appoggiare Paxton, che allora sicuramente non stavo correndo, ma sicuramente sembrava che sarebbe stato Paxton”.

Ma Ken Paxton sottolinea: “So che il presidente mi copre le spalle“.

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Un altro importante sfidante alle primarie, il Texas Land Commissioner George P. Bush, l’anno scorso ha fatto un pressing a tutto camposenza successoper ottenere l’appoggio dell’ex presidente. Bush, insieme agli altri sfidanti, ha avvertito che i Democratici potrebbero vincere le elezioni per la carica di procuratore generale a novembre se Ken Paxton, potenzialmente compromesso dagli scandali, vincesse la nomina del GOP. Bush ha sostenuto “Penso che lui [Donald Trump] abbia fatto un errore, che va anche bene perché Ken non è stato estremamente schietto con la gente del Texas, per non parlare del presidente, sui suoi problemi legali, ma questo è più grande di ognuno di noi, è più grande anche di me”.

Donald Trump è stato anche un fattore-chiave in un paio di primarie congressuali del GOP di martedì.

Van Taylor, deputato repubblicano alla Camera da appena due anni, ha dovuto affrontare le sfide lanciategli alle primarie dalla Destra mentre correva per la rielezione del suo 3° distretto congressuale del Texas, situato a nord-est di Dallas. Taylor è stato martellato per il suo voto a sostegno del comitato ristretto della Camera che indaga sull’assalto del 6 gennaio 2021 al Campidoglio degli Stati Uniti da parte di alcuni sostenitori dell’ex presidente che miravano ad interrompere il processo di certificazione del Congresso del voti del Collegio Elettorale. Uno dei suoi sfidanti ha additato Taylor di esse come “uno dei peggiori RINO di tutti“. RINO è un acronimo molto utilizzato dalla Destra che sta per “Repubblicano solo di nome“.

Brendan Steinhauser, consulente di lunga esperienza del GOP che vive in Texas, ha notato come Van Taylor fosse stato sfidato anche “per il fatto di aver votato per certificare le elezioni presidenziali del 2020“. Steinhauser aveva anche predetto che se Taylor avesse evitato il ballottaggio, “allora, forse anche altri membri del Congresso che hanno votato per fare lo stesso supereranno i loro sfidanti alle primarie in altri stati”.

Tuttavia, sebbene Van Taylor abbia preso il 48.7%, non ha superato la maggioranza assoluta, e sarà quindi costretto ad andare al ballottaggio a maggio, con il rischio di vedersi anche sconfitto in una sfida tasta-a-testa dato che il suo rivale Keith Self ha preso il 26,5% mentre la terza classificata, Suzanne Harp, il 20,8%.

Il rappresentante Dan Crenshaw ha affrontato tre sfidanti alle primarie mentre corre per la rielezione ad un terzo mandato nel 2° distretto congressuale del Texas nella parte sud-orientale dello stato. Crenshaw, un deputato conservatore al secondo mandato che ha servito come U.S. Navy SEAL nella guerra in Afghanistan e che ha perso il suo occhio destro in combattimento, è un politico ben noto grazie alle sue regolari apparizioni nei notiziari via cavo. Ma mentre Crenshaw certo offre alla base del suo partito un sacco di “carne fresca”, a volte ha preso posizioni non popolari all’interno del mondo dei conservatori.

In un momento che è stato ben pubblicizzato la scorsa estate, ha respinto un disturbatore che sosteneva le affermazioni fatte dell’ex presidente Donald Trump secondo cui le elezioni del 2020 fossero “truccate” o “rubate“. E recentemente ha criticato sia il conservatorissimo gruppo parlamentare della Camera, l’House Freedom Caucus, così come la matricola Rep. Marjorie Taylor Greene della Georgia, una lealista di Trump, ed una favorita tra i sostenitori di Donald Trump.

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Gli sfidanti di Dan Crenshaw l’hanno accusato di essere un “neocon” e un “RINO” in un distretto che è diventato molto più sicuro per i Repubblicani in seguito al processo di riorganizzazione dei distretti, che avviene una volta ogni dieci anni a seguito dei risultati del censimento.

Poiché il Texas ha votato per primo nel ciclo del 2022, Brendan Steinhauser ha detto che le primarie di martedì sarebbero state “istruttive in termini di futuro del Partito Repubblicano a livello nazionale”.

Trump parla del successo di tutti i 33 candidati texani che ha appoggiato.

L’ex presidente Donald Trump ha sottolineato dal canto suo il peso politico che rappresentano i suoi appoggi in una dichiarazione rilasciata all’inizio di mercoledì, notando come tutti i candidati che ha appoggiato alle primarie del Texas di martedì hanno vinto o hanno riportato un vantaggio sostanziale, mentre il conteggio dei voti proseguiva.

Tutti i 33 candidati appoggiati da Trump hanno vinto ieri sera in Texas, o sono sostanzialmente in testa. Grande notte!” ha detto Donald Trump in una dichiarazione rilasciata dal suo Save America PAC. “Come faranno le Fake News a mettere in cattiva luce questo risultato?”

Il governatore in carica Greg Abbott, che ha facilmente respinto diversi sfidanti di destra, era in cima alla lista dei candidati sostenuti da Donald Trump.

Almeno un candidato appoggiato da Trump dovrà affrontare ancora una battaglia per vincere il ballottaggio. Si tratta del procuratore generale in carica Ken Paxton (42.7%), che ha doppiato il risultato del commissario statale uscente George P. Bush (22.8%), nipote di due ex-presidenti, George Bush padre e figlio, ma che non è riuscito a catturare la maggioranza assoluta dei voti espressi.


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