COSPIRAZIONE CONTRO TRUMP / Byron York – Certo che hanno spiato Donald Trump!

Byron York’s Daily Memo – Certo che hanno spiato Donald Trump

Certo che hanno spiato Donald Trump! Una delle affermazioni più controverse che Donald Trump abbia mai fatto è stata la sua insistenza sul fatto di essere stato l’obiettivo di uno spionaggio. Aveva mosso quell’accusa in diversi modi. Ad esempio, nel marzo 2017, Donald Trump, da appena due mesi in carica, aveva twittato: “Terribile! Ho appena scoperto che Obama ha fatto intercettare i miei dispositivi nella Trump Tower poco prima della vittoria. Non è stato trovato nulla. Questo è maccartismo!”. Due anni dopo, nell’aprile 2019, è stato meno specifico ma altrettanto irremovibile quando aveva detto: “C’è stato assolutamente dello spionaggio sulla mia campagna” Nell’agosto 2020, durante il suo discorso di accettazione al Comitato Nazionale Repubblicano (RNC), aveva detto: “Ricordate questo: Hanno spiato la mia campagna”.

Ogni volta, tutte le solite voci “anti-Trump” si sono affrettate ad accusare il presidente di aver mentito. Ma nel corso degli anni, è emersa una serie di fatti che, pur non supportando alcune delle accuse più specifiche di Donald Trump – per esempio, Barack Obama non ha intercettato Donald Trump nella Trump Tower – hanno supportato l’idea più ampia secondo cui Donald Trump fosse davvero l’obiettivo dello spionaggio.

Abbiamo appreso che negli ultimi giorni della corsa presidenziale del 2016, quando la campagna della Clinton ha presentato il Dossier Steele, una raccolta di accuse sensazionalistiche e non verificate su Donald Trump e la Russia, l’FBI aveva usato quel dossier per ottenere l’approvazione ad intercettare Carter Page, un ex consigliere di basso grado della campagna di Donald Trump. Poi abbiamo appreso che, sempre nel 2016, l’FBI ha usato un informatore confidenziale, un professore di nome Stefan Halper, per spiare Carter Page e George Papadopoulos, un altro consigliere di basso grado della campagna di Trump. Poi abbiamo appreso che, ancora nel 2016, l’FBI ha inviato un agente sotto copertura – una donna che ha usato lo pseudonimo di “Azra Turk” – per registrare segretamente le conversazioni con George Papadopouloso.

Quindi, ci sono ampie prove per dire che l’FBI abbia spiato la campagna di Donald Trump.

Ma ora, veniamo a conoscenza di un altro tipo di spionaggioquello della campagna della Clinton che spiava la campagna di Trump. Le rivelazioni provengono dall’indagine di John Durham, il procuratore speciale nominato dall’amministrazione Trump, e mantenuto dall’amministrazione Biden, per indagare sulle origini dell’indagine sulla collusione tra Trump e la Russia (il Russiagate, n.d.r.).

In un documento depositato presso il tribunale venerdì 11 febbraio, Durham ha riferito come nel luglio 2016, un dirigente tecnologico di nome Rodney Joffe (che non viene nominato nei documenti del tribunale, ma il nome è stato ampiamente riportato) avesse lavorato con lo studio legale della campagna di Hillary Clinton per “estrarre dati Internet“, alcuni dei quali “non pubblici e/o proprietari” – che significa segreti – per cercare informazioni che potessero essere utilizzate per sostenere una collusione tra Trump e la Russia. Tra i dati segreti che sono stati “sfruttati”, secondo John Durham, c’era il traffico internet dalla Trump Tower, dal palazzo degli appartamenti di Donald Trump a Central Park West, e – dopo che Trump è stato eletto presidente – l’ufficio esecutivo del presidente degli Stati Uniti (EOP). La società di Rodney Joffe, dice Durham, “era arrivata ad accedere e mantenere server dedicati per il traffico dati dell’EOP come parte di un accordo sensibile” – un contratto governativo – per fornire servizi tecnici. Hanno poi “sfruttato questo accordo estraendo il traffico [Internet] dell’EOP ed altri dati allo scopo di raccogliere informazioni compromettenti su Donald Trump“.

Dopo di che, il Team della Clinton è andato alla CIA per cercare di convincere l’agenzia dello spionaggio degli Stati Uniti ad interessarsi allo sforzo “anti-Trump”. Questo rispecchiava i precedenti approcci che Hillary Clinton aveva fatto all’FBI, quando gli agenti della Clinton avevano cercato di coinvolgere gli agenti federali in quella che è nota come la storia dellaBanca Alfa“, che era un’accusa falsa secondo cui ci fossero tutti i tipi di connessioni che posso essere ritenute sospette tra una banca russa e la campagna di Donald Trump.

L’obiettivo più grande di tutto questo, dice John Durham, era “stabilire ‘un’inferenza’ e ‘una narrazione’ che legasse l’allora candidato Donald Trump alla Russia“.

Quindi c’era un’operazione adoppio binario” in corso: Mentre l’FBI spiava per conto suo, anche il team della Clinton spiava e cercava di coinvolgere l’FBI stessa ma anche la CIA. Era tutto parte di un piano più ampio per spingere la “narrativa” della collusione tra Donald Trump e la Russia.

Come è finita? Ricorderete che un procuratore speciale, Robert Mueller, usando tutte le risorse ed i poteri delle forze dell’ordine federali, ha cercato la collusione per anni e non ha mai potuto stabilire che fosse avvenuta, tanto meno che qualche personaggio della campagna di Donald Trump potesse essere rimasto coinvolto.

Andare dall’FBI o dalla CIA rappresentava un vantaggio tattico per la campagna di Hillary Clinton, in questo modo: se un membro della campagna della Clinton si fosse avvicinato ad un membro della stampa, sostenendo di avere informazioni “scottanti” su una connessione tra Trump e la Russia, il giornalista, anche se normalmente non prevenuto verso i Democratici, poteva considerarlo scetticamente. Dopo tutto, deve essere considerata la fonte – una spia della campagna elettorale che cerca di piazzare una storia. Ma se l’agente della Clinton si fosse rivolto alla stampa con l’informazione che l’FBI stesse indagando su una possibile connessione tra Trump e la Russiaquesta è una notizia! Se l’intelligence e le forze dell’ordine della nazione stanno indagando su Donald Trump, questa è una grande storia, di per sé. Ed in effetti, questo è il modo in cui il dossier è finito nella circolazione pubblica, quando fonti hanno detto alla CNN che i capi dell’intelligence degli Stati Uniti avevano informato Donald Trump sulla sua esistenza.

La nuova rivelazione è una conferma per alcuni dei Repubblicani che avevano scoperto i primi indizi dell’operazione di spionaggio. “Operatori pagati dai Democratici hanno violato illegalmente le comunicazioni dei loro avversari politici durante una campagna presidenziale e poi lo hanno fatto di nuovo ad un presidente in carica ed allo staff della Casa Bianca”, ha detto Devin Nunes, che come presidente della Commissione di Intelligence della Camera ha indagato sulle accuse di spionaggio. “Queste azioni sono caratteristiche delle dittature del Terzo Mondo, non delle Democrazie. È senza dubbio il più grande scandalo politico della nostra vita“. (Devin Nunes, che ha appena lasciato il Congresso, è ora CEO della nuova impresa di social media di Trump).

Per l’ex presidente Donald Trump, il messaggio era molto più semplice. Domenica, ha inviato una dichiarazione via e-mail che recitava, semplicemente: “HANNO SPIATO IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI!

Sì, l’hanno fatto.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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