COSPIRAZIONE CONTRO TRUMP / Fox News – Quei tweet di Hillary Clinton del 2016 che avevano sostenuto l’affermazione, ora smentita, sull’uso da parte di Donald Trump di un “server segreto” legato alla Russia

Ecco i tweet della Clinton che dicevano che fosse “tempo per Trump di rispondere a domande serie sui suoi legami con la Russia”.

I tweet di Hillary Clinton riportati alla luce e risalenti ai giorni precedenti le elezioni presidenziali del 2016 mostrano come la candidata dei Democratici avesse spinto informazioni ormai smentite secondo cui Donald Trump stesse usando un “server segreto” che lo collegava alla Russia.

I tweet sono riemersi appena un giorno dopo che Fox News ha riferito per la prima volta della scoperta fatta dal procuratore speciale John Durham di come alcuni avvocati della campagna di Hillary Clinton abbiano pagato per “infiltrarsi” nei server appartenenti alla Trump Tower, e poi anche alla Casa Bianca, al fine di stabilire una “inferenza” e una “narrazione” da portare davanti alle agenzie governative federali che collegassero Donald Trump alla Russia.

Hillary Clinton, il 31 ottobre 2016, aveva twittato: “Gli scienziati informatici hanno apparentemente scoperto un server segreto che collega l’organizzazione Trump ad una banca con sede in Russia”, ed aveva condiviso una dichiarazione del consigliere politico senior della sua campagna, Jake Sullivan, che ora serve come consigliere per la sicurezza nazionale di Joe Biden alla Casa Bianca.

Questo potrebbe essere il collegamento più diretto finora tra Donald Trump e Mosca“, aveva detto Jake Sullivan nella dichiarazione dell’ottobre 2016. “Gli scienziati informatici hanno scoperto un server segreto che collega l’Organizzazione Trump ad una banca con sede in Russia”.

Jake Sullivan aveva anche detto che la “linea telefonica segreta potrebbe essere la chiave per svelare il mistero dei legami di Trump con la Russia”.

Jake Sullivan

“Questa linea di comunicazione può aiutare a spiegare la bizzarra adorazione di Donald Trump verso Vladimir Putin e l’approvazione di così tante posizioni pro-Cremlino durante tutta la sua campagna”, aveva proseguito. “Solleva domande ancora più preoccupanti alla luce della direzione della Russia negli sforzi di hacking che sono chiaramente destinati a danneggiare la campagna di Hillary Clinton”.

Jake Sullivan aveva aggiunto che “si può solo supporre che le autorità federali ora esploreranno questa connessione diretta tra Trump e la Russia, come parte della loro inchiesta già esistente sull’ingerenza della Russia nelle nostre elezioni”.

Un secondo tweet della Clinton di quel giorno affermava che fosse arrivato il “tempo per Trump di rispondere a domande serie sui suoi legami con la Russia”.

La Clinton aveva twittato un’immagine che affermava come Trump disponesse “un server segreto” per “comunicare privatamente con una banca russa legata a Putin chiamata Alfa Bank“.

Cosa ha scoperto l’inchiesta di John Durham

Fox News, questo fine settimana, ha riferito per la prima volta del deposito di Durham l’11 febbraio che ha rivelato come alcuni avvocati della campagna di Hillary Clinton avessero lavorato con una società tecnologica ed “assemblato e trasmesso” false accuse sui legami di Donald Trump con la Russia da presentare all’FBI e ad una “seconda agenzia governativa federale”.

Il deposito dell’11 febbraio si è concentrato sui potenziali conflitti di interesse relativi alla rappresentanza dell’ex avvocato della campagna di Hillary Clinton, Michael Sussmann, che è stato accusato di falsa dichiarazione davanti ad un agente federale. Sussmann si è dichiarato non colpevole.

L’accusa contro Sussmann riporta che egli abbia detto all’allora consigliere generale dell’FBI James Baker nel settembre del 2016, meno di due mesi prima delle elezioni presidenziali del 2016, che non stesse lavorando “per alcun cliente” quando ha richiesto ed ottenuto un incontro in cui ha presentato “dati presunti e ‘white paper‘ che presumibilmente hanno dimostrato un canale di comunicazione segreto” tra la Trump Organization ed Alfa Bank, che ha legami con il Cremlino.

In una sezione intitolata “Factual Background“, Durham rivela come Michael Sussmann “aveva assemblato e trasmesso le accuse all’FBI per conto di almeno due clienti specifici, tra cui un dirigente tecnologico (Tech Executive 1) di una società internet con sede negli Stati Uniti (Internet Company 1) e la campagna di Hillary Clinton“.

L’inchiesta di Durham ha scoperto che i “registri di fatturazione di Sussmann riflettono” come egli “ha ripetutamente fatturato alla campagna di Clinton per il suo lavoro sulle accuse della Russian Bank-1“.

L’inchiesta ha rivelato anche come Michael Sussmann e Tech Executive 1 si siano incontrati ed abbiano comunicato con un altro partner legale, che stava servendo come consigliere generale della campagna della Clinton. Fonti hanno riferito a Fox News che l’avvocato in questione sia Marc Elias, che lavorava presso lo studio legale Perkins Coie.

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Lo studio legale di Marc EliasPerkins Coie, è lo studio attraverso il quale il Comitato Nazionale Democratico e la campagna della Clinton hanno finanziato il dossier anti-Trump“. Il dossier non verificato è stato redatto dall’ex agente dell’intelligence britannica Christopher Steele e commissionato dalla società di ricerca dell’opposizione Fusion GPS.

“Grandi quantità di dati Internet”

Nel frattempo, l’ultimo deposito dell’inchiesta di Durham afferma come nel luglio 2016, Tech Executive 1 abbia lavorato con Michael Sussmann, una società investigativa statunitense controllata dallo studio legale c.d. “Law Firm 1” per conto della campagna di Hillary Clinton, numerosi ricercatori informatici e dipendenti di più società internet per “assemblare dati e white paper pretestuosi“.

“In relazione a questi sforzi, Tech Executive-1 ha sfruttato il suo accesso a dati Internet non pubblici e/o proprietari”, si legge nel documento. “Tech Executive-1 ha anche arruolato l’assistenza dei ricercatori di un’università con sede negli Stati Uniti che stavano ricevendo e analizzando grandi quantità di dati Internet in relazione a un contratto di ricerca in sospeso del governo federale sulla cybersicurezza“.

Tech Executive-1 ha incaricato questi ricercatori di estrarre i dati di Internet per stabilire un’inferenza” e “una narrazione” che legasse l’allora candidato Donald Trump alla Russia“, afferma John Durham. “Nel fare ciò, Tech Executive-1 ha indicato che stesse cercando di compiacere alcuni ‘VIP’, riferendosi ad individui dello Studio Legale “Law Firm 1 e la campagna di Hillary Clinton“.

John Durham scrive anche che durante il processo di Michael Sussmann, il governo stabilirà che tra i dati Internet che il Tech Executive-1 ed i suoi associati hanno sfruttato ci sarà il traffico Internet del Domain Name System (DNS) relativo ad “(I) un particolare fornitore di assistenza sanitaria, (II) Trump Tower, (III) il palazzo di appartamenti Central Park West di Donald Trump, e (IV) l’ufficio esecutivo del presidente degli Stati Uniti (EOP)”.

John Durham afferma anche che la società internet per cui lavorava il Tech Executive-1 “era arrivata ad accedere e a mantenere server dedicati” per l’Ufficio Esecutivo del Presidente (EOP) come “parte di un accordo riservato in cui forniva servizi di risoluzione del DNS all’EOP.”

Tech Executive-1 e i suoi associati hanno sfruttato questo accordo estraendo il traffico DNS delll’Ufficio Esecutivo del Presidente (EOP) ed altri dati allo scopo di raccogliere informazioni sprezzanti su Donald Trump”, afferma Durham.

L’inchiesta rivela anche come Michael Sussmann avesse fornito “una serie aggiornata di accuse” tra cui i dati bancari russi, ed ulteriori accuse relative a Donald Trump “ad una seconda agenzia del governo degli Stati Uniti” nel 2017.

John Durham dice anche che le accuse si basavano, in parte, sul presunto traffico DNS” che Tech Executive-1 e altri “avevano assemblato relativo alla Trump Tower, l’edificio in cui si trova l’appartamento di Donald Trump a New York City, l’EOP, ed il fornitore di assistenza sanitaria di cui sopra.”

Riguardo all’incontro di Michael Sussmann con la seconda agenzia governativa degli Stati Uniti di cui sopra, John Durham dice che Sussmann aveva “fornito dati che ha affermato che riflettessero ricerche DNS sospette da parte di queste entità di indirizzi di protocollo internet (IP) affiliati con un provider di telefonia mobile russo”, ed ha affermato che le ricerche avevano “dimostrato che Trump e/o i suoi associati stessero usando telefoni wireless russi, presumibilmente rari, nelle vicinanze della Casa Bianca e di altre località”

“L’ufficio del procuratore speciale non ha identificato alcun supporto per queste accuse”, ha scritto John Durham, aggiungendo che le “ricerche erano tutt’altro che rare negli Stati Uniti”.

“Per esempio, i dati più completi che il Tech Executive-1 e i suoi associati hanno raccolto – ma non hanno fornito alla seconda agenzia – riportavano che tra il 2014 e il 2017 circa, c’erano un totale di più di 3 milioni di ricerche di indirizzi IP russi “Phone-Prover 1″ che hanno avuto origine con indirizzi IP con sede negli Stati Uniti”, ha scritto Durham. “Meno di 1.000 di queste ricerche hanno avuto origine con indirizzi IP affiliati alla Trump Tower”.

John Durham ha anche aggiunto che i dati raccolti da “Tech Executive-1” hanno anche svelato come le ricerche erano iniziate già nel 2014, durante l’amministrazione di Barack Obama ed anni prima che Donald Trump entrasse in carica, ed al riguardo ha detto, essere “un altro fatto che le accuse avevano omesso”.

JOHN DURHAM PRENDE DI MIRA LO STUDIO LEGALE DELLA CAMPAGNA DI HILLARY CLINTON IN UNA NUOVA SERIE DI MANDATI DI COMPARIZIONE (FOX NEWS)

“Nel suo incontro con i dipendenti dell’”Agenzia-2″, l’imputato ha anche fatto una dichiarazione falsa sostanzialmente simile a quella fatta al consigliere generale dell’FBI”, ha scritto John Durham. “In particolare, l’imputato ha affermato che non stesse rappresentando nessun particolare cliente nel trasmettere le accuse di cui sopra”.

In verità e di fattol’imputato stava rappresentando Tech Executive-1 – un fatto che l’imputato ha successivamente riconosciuto sotto giuramento nella testimonianza di dicembre 2017 davanti al Congresso, senza indicare il cliente per nome“, ha scritto Durham.

La reazione di Donald Trump

L’ex presidente Donald Trump ha reagito sabato sera, dicendo che l’inchiesta di John Durham “fornisce prove indiscutibili che la mia campagna e la mia presidenza siano state spiate da agenti pagati dalla campagna di Hillary Clinton nel tentativo di sviluppare una connessione completamente inventata con la Russia”.

Questo è uno scandalo molto più grande per portata e grandezza del Watergate e coloro che erano coinvolti e sapevano di questa operazione di spionaggio dovrebbero essere soggetti ad un’azione penale”, ha detto Trump. “In un periodo storico più deciso nel nostro paese, questo crimine sarebbe stato punibile con la morte“.

Donald Trump ha aggiunto: “Inoltre, i risarcimenti dovrebbero essere pagati a coloro che nel nostro paese sono stati danneggiati da tutto questo.”

L’ex investigatore capo della contro-inchiesta sul Russiagate per la commissione di Intelligence della Camera sotto l’allora Rappresentante Devin Nunes, Repubblicano della California, Kash Patel, ha detto che il deposito “dimostra definitivamente che la campagna di Hillary Clinton ha direttamente finanziato e ordinato ai suoi avvocati di Perkins Coie di orchestrare un’impresa criminale per fabbricare una connessione tra il presidente Trump e la Russia.”

“Per Durham, questo accordo è stato messo in moto nel luglio del 2016, il che significa che la campagna di Hillary Clinton e i suoi avvocati hanno organizzato la più intricata e coordinata cospirazione contro Trump quando era ancora candidato e poi Presidente degli Stati Uniti, mentre contemporaneamente perpetuavano la bufala del falso Dossier Steele“, ha detto Kash Patel a Fox News, ricordando che gli avvocati della Clinton abbiano lavorato per “infiltrarsi” nella Trump Tower e nei server della Casa Bianca.


FoxNews.com

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