COSPIRAZIONE CONTRO TRUMP / Fox News – Inchiesta Durham: La campagna della Clinton pagava per “infiltrarsi” nella Trump Tower e nei server della Casa Bianca per collegare Trump alla Russia

“Tech Executive-1 ed i suoi associati hanno sfruttato questo accordo estraendo il traffico DNS della Casa Bianca ed altri dati allo scopo di raccogliere informazioni sprezzanti su Donald Trump”.

Gli avvocati della campagna di Hillary Clinton avrebbero pagato una società tecnologica per “infiltrarsi” nei server della Trump Tower, e più tardi della Casa Bianca, al fine di stabilire una “inferenza” ed una “narrazione” da portare poi davanti alle agenzie governative che collegassero Donald Trump alla Russia, dice un documento del procuratore speciale John Durham.

John Durham ha presentato una mozione l’11 febbraio incentrata su potenziali conflitti di interesse relativi alla rappresentazione dell’ex avvocato della campagna di Clinton, Michael Sussmann, che è stato accusato di falsa testimonianza davanti ad un agente federale. Sussmann si è poi dichiarato non colpevole.

L’accusa contro Sussmann, che dice di aver detto all’allora consigliere generale dell’FBI James Baker nel settembre 2016, meno di due mesi prima delle elezioni presidenziali del 2016, che non stesse lavorando “per nessun cliente” quando ha richiesto e tenuto un incontro in cui ha presentato “dati presunti e ‘white paper‘ che presumibilmente dimostravano un canale di comunicazione segreto” tra la Trump Organization e Alfa Bank, che ha legami con il Cremlino.

I DOCUMENTI DECLASSIFICATI DELL’INCHIESTA RUSSIAGATE FINO AD OGGI: COSA SAPERE (FOX NEWS)

Ma il deposito di Durham dell’11 febbraio, in una sezione intitolata “Factual Background“, rivela che Michael Sussmann “aveva assemblato e trasmesso le accuse all’FBI per conto di almeno due clienti specifici, tra cui un dirigente tecnologico (“Tech Executive 1“) di una società internet con sede negli Stati Uniti (“Internet Company 1“) e la campagna di Hillary Clinton“.

I documenti presentati da Durham riportano che i “registri di fatturazione di Sussmann dimostrano” che egli “abbia ripetutamente fatturato con la campagna della Clinton per il suo lavoro sulle accuse della Russian Bank-1”.

L’archivio ha rivelato come Michael Sussmann e l’ancora anonimo “Tech Executive 1” si siano incontrati ed abbiano comunicato con un altro partner legale, che stava servendo come consigliere generale della campagna di Hillary Clinton. Fonti hanno detto a Fox News che l’avvocato in questione sarebbe Marc Elias, che ha lavorato presso lo studio legale Perkins Coie.

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L’inchiesta di Durham afferma che nel luglio 2016, il c.d. “Tech Executive 1” avesse lavorato con Michael Sussmann assieme ad una società investigativa statunitense legata ad uno studio legale c.d. “Law Firm 1” per conto della campagna di Hillary Clinton, e con numerosi ricercatori informatici e dipendenti di più società internet con il compito di “assemblare dati e white paper pretestuosi“.

“In relazione a questi sforzi, Tech Executive-1 ha sfruttato il suo accesso a dati Internet non pubblici e/o proprietari”, si legge nel documento. “Tech Executive-1 ha anche arruolato l’assistenza dei ricercatori di un’università con sede negli Stati Uniti che stavano ricevendo ed analizzando grandi quantità di dati Internet in relazione ad un contratto di ricerca in sospeso del governo federale sulla sicurezza informatica”.

Tech Executive-1 ha incaricato questi ricercatori di estrarre i dati di Internet per stabilire un’inferenza” e “una narrazione” che legasse l’allora candidato Donald Trump alla Russia“, afferma John Durham. “Nel fare ciò, Tech Executive-1 ha indicato che stesse cercando di compiacere alcuni ‘VIP’, riferendosi ad individui dello Studio Legale “Law Firm 1 e la campagna di Hillary Clinton“.

John Durham scrive anche che durante il processo di Michael Sussmann, il governo stabilirà che tra i dati Internet che il Tech Executive-1 ed i suoi associati hanno sfruttato ci sarà il traffico Internet del Domain Name System (DNS) relativo ad “(I) un particolare fornitore di assistenza sanitaria, (II) Trump Tower, (III) il palazzo di appartamenti Central Park West di Donald Trump, e (IV) l’ufficio esecutivo del presidente degli Stati Uniti (EOP)”.

IL PROCURATORE SPECIALE JOHN DURHAM È ‘ANCORA IN AZIONE’, DICE GARLAND (FOX NEWS)

John Durham afferma anche che la società internet per cui lavorava il Tech Executive-1 “era arrivata ad accedere e a mantenere server dedicati” per l’Ufficio Esecutivo del Presidente (EOP) come “parte di un accordo riservato in cui forniva servizi di risoluzione del DNS all’EOP.”

Tech Executive-1 e i suoi associati hanno sfruttato questo accordo estraendo il traffico DNS delll’Ufficio Esecutivo del Presidente (EOP) ed altri dati allo scopo di raccogliere informazioni sprezzanti su Donald Trump”, afferma Durham.

L’archiviazione rivela anche come Michael Sussmann avesse fornito “una serie aggiornata di accuse” tra cui i dati bancari russi, ed ulteriori accuse relative a Donald Trump “ad una seconda agenzia del governo degli Stati Uniti” nel 2017.

John Durham dice anche che le accuse si basavano, in parte, sul presunto traffico DNS” che Tech Executive-1 e altri “avevano assemblato relativo alla Trump Tower, l’edificio in cui si trova l’appartamento di Donald Trump a New York City, l’EOP, ed il fornitore di assistenza sanitaria di cui sopra.”

Riguardo all’incontro di Michael Sussmann con la seconda agenzia governativa degli Stati Uniti di cui sopra, John Durham dice che Sussmann aveva “fornito dati che ha affermato che riflettessero ricerche DNS sospette da parte di queste entità di indirizzi di protocollo internet (IP) affiliati con un provider di telefonia mobile russo”, ed ha affermato che le ricerche avevano “dimostrato che Trump e/o i suoi associati stessero usando telefoni wireless russi, presumibilmente rari, nelle vicinanze della Casa Bianca e di altre località”.

“L’ufficio del procuratore speciale non ha identificato alcun supporto per queste accuse”, ha scritto John Durham, aggiungendo che le “ricerche erano tutt’altro che rare negli Stati Uniti”.

“Per esempio, i dati più completi che il Tech Executive-1 e i suoi associati hanno raccolto – ma non hanno fornito alla seconda agenzia – riportavano che tra il 2014 e il 2017 circa, c’erano un totale di più di 3 milioni di ricerche di indirizzi IP russi “Phone-Prover 1″ che hanno avuto origine con indirizzi IP con sede negli Stati Uniti”, ha scritto Durham. “Meno di 1.000 di queste ricerche hanno avuto origine con indirizzi IP affiliati alla Trump Tower”.

John Durham ha anche aggiunto che i dati raccolti da “Tech Executive-1” hanno anche svelato come le ricerche erano iniziate già nel 2014, durante l’amministrazione di Barack Obama ed anni prima che Donald Trump entrasse in carica, ed al riguardo ha detto, essere “un altro fatto che le accuse avevano omesso”.

JOHN DURHAM PRENDE DI MIRA LO STUDIO LEGALE DELLA CAMPAGNA DI HILLARY CLINTON IN UNA NUOVA SERIE DI MANDATI DI COMPARIZIONE (FOX NEWS)

“Nel suo incontro con i dipendenti dell'”Agenzia-2″, l’imputato ha anche fatto una dichiarazione falsa sostanzialmente simile a quella fatta al consigliere generale dell’FBI”, ha scritto John Durham. “In particolare, l’imputato ha affermato che non stesse rappresentando nessun particolare cliente nel trasmettere le accuse di cui sopra”.

In verità e di fatto, l’imputato stava rappresentando Tech Executive-1 – un fatto che l’imputato ha successivamente riconosciuto sotto giuramento nella testimonianza di dicembre 2017 davanti al Congresso, senza indicare il cliente per nome“, ha scritto Durham.

L’ex presidente Donald Trump ha reagito al deposito sabato sera, dicendo che l’inchiesta di Durham “fornisce prove indiscutibili che la mia campagna e la mia presidenza siano state spiate da agenti pagati dalla campagna di Hillary Clinton nel tentativo di sviluppare una connessione completamente inventata con la Russia”.

Questo è uno scandalo molto più grande per portata e grandezza del Watergate e coloro che erano coinvolti e sapevano di questa operazione di spionaggio dovrebbero essere soggetti ad un’azione penale”, ha detto Trump. “In un periodo storico più deciso nel nostro paese, questo crimine sarebbe stato punibile con la morte“.

Donald Trump ha aggiunto: “Inoltre, i risarcimenti dovrebbero essere pagati a coloro che nel nostro paese sono stati danneggiati da tutto questo.”

L’ex investigatore capo della contro-inchiesta sul Russiagate per la commissione di Intelligence della Camera sotto l’allora Rappresentante Devin Nunes, Repubblicano della California, Kash Patel, ha detto che il deposito “dimostra definitivamente che la campagna di Hillary Clinton ha direttamente finanziato e ordinato ai suoi avvocati di Perkins Coie di orchestrare un’impresa criminale per fabbricare una connessione tra il presidente Trump e la Russia.”

“Per Durham, questo accordo è stato messo in moto nel luglio del 2016, il che significa che la campagna di Hillary Clinton e i suoi avvocati hanno organizzato la più intricata e coordinata cospirazione contro Trump quando era ancora candidato e poi Presidente degli Stati Uniti, mentre contemporaneamente perpetuavano la bufala del falso Dossier Steele“, ha detto Kash Patel a Fox News, ricordando che gli avvocati della Clinton abbiano lavorato per “infiltrarsi” nella Trump Tower e nei server della Casa Bianca.

Il dossier “anti-Trump”, scritto dall’ex ufficiale dell’intelligence britannica Christopher Steele, e commissionato dalla società di ricerca Fusion GPS, era stato finanziato dal Comitato Nazionale Democratico e dalla campagna di Hillary Clinton attraverso lo studio legale Perkins Coie.

Kash Patel ha anche aggiunto che Michael Sussmann abbia trasmesso quella “falsa narrazione” alle agenzie governative degli Stati Uniti “nella speranza di far avviare delle indagini sul presidente Trump”.

L’incriminazione di Sussmann è la seconda richiesta di un processo a venire fuori dall’inchiesta di Durham.

Nel novembre del 2021, John Durham ha anche accusato il cittadino russo Igor Danchenko di aver fatto false dichiarazioni. Danchenko, che si è dichiarato non colpevole, è accusato di aver mentito sulla fonte delle informazioni che ha fornito a Christopher Steele per il suo “dossier” su Trump.

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Nel 2020, Durham ha accusato l’ex avvocato dell’FBI Kevin Clinesmith di falsa testimonianza – il primo caso penale derivante dalla sua inchiesta. Clinesmith è stato deferito per un potenziale processo dall’ufficio dell’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia, che ha condotto la propria revisione dell’indagine sul Russiagate.

In particolare, l’ispettore generale ha accusato Kevin Clinesmith, anche se non indicandolo per nome, di aver alterato una e-mail su Carter Page per dire che non fosse una fonte ad un’altra agenzia governativa. Carter Page ha detto di essere una fonte per la CIA. Il DOJ aveva fatto affidamento su questa affermazione quando aveva presentato una terza ed ultima domanda di rinnovo nel 2017 per intercettare l’aiutante della campagna di Trump Carter Page sotto il Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA).

L’ex procuratore generale William Barr ha nominato John Durham, allora procuratore degli Stati Uniti per il Connecticut, nel 2019 per indagare sulle origini della prima inchiesta dell’FBI del Russiagate, c.d. Crossfire Hurricane, iniziata nel luglio 2016, attraverso la nomina dello Special Counsel Robert Mueller nel maggio 2017, poco dopo che Mueller aveva completato la sua indagine – lunga anni – sul fatto che la campagna di Trump avesse colluso oppure che si fosse coordinata con i russi per influenzare le elezioni presidenziali del 2016.

L’indagine di Mueller non ha trovato alcuna prova di coordinamento illegale o criminale tra Donald Trump o la campagna di Trump e la Russia nel 2016.

William Barr, nel dicembre del 2020, prima di lasciare l’amministrazione Trump, ha scelto Durham come procuratore speciale per continuare la sua indagine anche durante l’amministrazione di Joe Biden.

Nell’incarico, William Barr ha dichiarato che John Durham “è autorizzato a indagare se qualsiasi funzionario federale, dipendente o qualsiasi altra persona od entità abbia violato la legge in relazione all’intelligence, al controspionaggio o alle attività di applicazione della legge dirette alle campagne presidenziali del 2016, agli individui associati a tali campagne es agli individui associati all’amministrazione del presidente Donald J. Trump, compresi, ma non limitati al Crossfire Hurricane ed alle indagini del procuratore speciale Robert S. Mueller, III”.

Secondo il codice degli Stati Uniti, il procuratore speciale produrrà un “rapporto confidenziale” ed ha l’ordine di “presentare al procuratore generale un rapporto finale e dei resoconti intermedi, come egli riterrà opportuno, in una forma che possa permettere la diffusione al pubblico.”


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